Musica di qualità per il Festival Settembre Prato è Spettacolo

La locandina di Settembre Prato è Spettacolo

La locandina di Settembre Prato è Spettacolo

Sarà una vera esplosione di grande musica l’ormai imminente edizione di Settembre| Prato è Spettacolo, il festival giunto alla sua  quarta edizione, organizzato da Fonderia Cultart in collaborazione con il Comune di Prato. Una programmazione varia ed eterogenea  che ha come fil – rouge l’alta qualità musicale dei concerti in cartellone (www.settembreprato.it).

Michele Salvemini, in arte Caparezza (credit: www.caparezza.com)

Michele Salvemini, in arte Caparezza (credit: www.caparezza.com)

SI COMINCIA A SALTARE CON CAPAREZZA

Dopo una data che, più che un concerto, fu una vera e propria festa con il tutto esaurito in Piazza Duomo, torna a Prato, dopo tre anni, uno dei più amati e folli cantautori italiani: il 30 agosto toccherà a Caparezza aprire il festival. All’anagrafe Michele Salvemini, sul palco un vero fenomeno: da novembre a febbraio Caparazza ha registrato 20 sold out nei palazzetti, ha percorso più di 9.000 km da nord a sud dello stivale, ha venduto più di 125.000 biglietti ed è indubbiamente l’artista dell’anno. Grazie al suo ultimo album Prisoner 709 (disco d’oro) e ai suoi singoli è rimasto nelle hot airplay radio italiane ed è pronto a saltare e a far saltare il pubblico del festival per quella che si prepara come una vera e propria esplosione di ritmo.

Il grande ritorno dei Darkness (credit: Simon Emmett)

Il grande ritorno dei Darkness (credit: Simon Emmett)

UNICA DATA ITALIANA PER I DARKNESS

Per un concerto collaudato entro i confini nazionali, il giorno successivo – 31 agosto – il festival propone l’unica data italiana di un concerto non banale, quello dei The Darkness, dedicato a tutti gli amanti dell’hard rock e del pop metal che sarà sicuramente molto apprezzato anche da chi non ha particolare empatia con il genere. I The Darkness, nei primi anni 2000, sono stati in grado riportare alla moda look e folte chiome in pieno stile anni ’70; il loro hard rock, ispirato a mostri sacri come Ac/Dc, Led Zeppelin, T-Rex, The Queen e Van Halen, ha bucato gli schermi delle emittenti musicali internazionali e surriscaldato le radio di milioni di ascoltatori. Ad ogni rock party che si rispetti non possono mancare gli acuti in falsetto del cantante Justin Hawkins, accompagnati dalle schitarrate e dagli assoli del fratello Dan su hit intramontabili come Love is Only a Feeling o One Way Ticket To Hell…and Back. Justin, Dan, Frankie e la new entry Rufus Tiger Taylor, sono riusciti a portare avanti il proprio progetto musicale, affrontando alti e bassi dovuti agli eccessi tipici del rock’n’roll e hanno proseguito egregiamente la propria carriera, giungendo fino ad oggi con un nuovissimo album in studio. Pinewood Smile è il quinto disco della band ed è stato pubblicato lo scorso 6 ottobre per la label Cooking Vinyl/Edel. Scritto a Putney (Londra), registrato in Cornovaglia e prodotto da Adrian Bushby (Foo Fighters, Muse), i pezzi che lo compongono hanno tutti gli elementi classici che caratterizzano da sempre la band, ma non solo. Sono numerosi i livelli di lettura e le sfumature che rendono il disco fresco e attuale. Con questo album i The Darkness sono ufficialmente tornati in carreggiata con nuova energia e vitalità, pronti per un’ennesima, scintillante ed epica avventura musicale.

Einstürzende Neubauten, dEUS e Blonde Redhead (credit: ufficio stampa Prato è Spettacolo)

Einstürzende Neubauten, dEUS e Blonde Redhead (credit: ufficio stampa Prato è Spettacolo) 

EVENTO ROCK DELL’ESTATE

All’unica data italiana dei Darkness segue – 1 settembre – quello che potrebbe essere definito l’evento rock dell’estate. Nella tradizione del Festival Settembre|Prato è Spettacolo non poteva infatti mancare l’evento speciale che prevede quest’anno tre headliner sullo stesso palco: Einstürzende Neubauten, dEUS e Blonde Redhead. I gruppi sono tre fra i più interessanti nomi della scena internazionale, insieme per la prima volta per una data imperdibile destinata a restare nei cuori dei cultori del rock.

EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN

Gli Einstürzende Neubauten sono una delle poche band tedesche che trasmettono a livello internazionale, un impulso genuino attraverso il loro mix di tendenza. Hanno influenzato numerose altre band e generi artistici – dal teatro danza alle arti visive; e fino ai nostri giorni, sono stati anche fonte d’ispirazione per film – da Schlingensief a Tarantino. Il frontman del gruppo,  Blixa Bargeld, pseudonimo di Christian Emmerich, è un chitarrista e cantante diventato una vera e propria icona della scena internazionale . Artista poliedrico, è conosciuto principalmente per la sua attività di musicista con gli Einstürzende e con Nick Cave and the Bad Seeds. Sebbene in principio la band venisse derisa dai media che la definiva una bizzarra “curiosità nella città divisa,” si è rapidamente affermata in tutto il mondo come una delle grandi realtà contemporanea e della cultura pop. Gli Einstürzende Neubauten hanno influenzato un’intera generazione e ancora oggi vengono presi come modelli da seguire per l’arte del suono sperimentale e performativa.

dEUS

In due decenni di carriera, i belgi dEUS, hanno forgiato un sound eccentrico e spiazzante, che pesca un po’ ovunque, dall’art-rock di Captain Beefheart e Frank Zappa all’energia di Pixies e Sonic Youth, fino al guitar pop d’autore dei loro lavori più recenti.Possono essere considerati il più importante gruppo belga indie e la prima band che in Belgio ha firmato con una grande etichetta internazionale. Hanno ottenuto il plauso mondiale per il loro album di esordio che ha saldato il blues della stanza da bar di Tom Waits al rock dei Pavement. Oltre al violinista / tastierista Klaas Janzoons, il frontman Tom Barman rimane l’unico membro costante della band. Barman, oltre che cantante del gruppo, è un apprezzato regista.

BLONDE REDHEAD

Non sono molte le band in grado di gestire carriere molto lunghe senza mai smettere di evolversi e anzi, continuando a esplorare, di album in album, nuovi territori. I Blonde Redhead meritano un posto nella categoria: in quasi 25 anni di attività l’acclamato gruppo di New York è passato dal rock noise degli esordi al raffinato dream pop di Misery Is A Butterfly, per arrivare alle sensuali trame elettroniche dell’ultimo album in studio, Barragán del 2014. Ora è il momento di un nuovo passo in avanti, o forse sarebbe meglio dire di lato, perché, pur nella varietà di stile, il terzetto ha sempre saputo conservare una personalità e un’identità uniche e ben riconoscibili. Reduci dalla pubblicazione, tra il settembre e l’ottobre 2016, del cofanetto Masculin Féminin e del disco di remix Freedom of Expression on Barragán, la giapponese Kazu Makino e i gemelli italo-americani Amedeo e Simone Pace sono tornati con l’EP 3 O’Clock,uscito nel 2017. I Blonde Redhead sono sicuramente una mosca bianca nel panorama indieamericano degli ultimi anni. Newyorkesi per adozione e attitudine (il nome paga pegno alla no wave dei Dna), sin dagli esordi in stile Sonic Youth sotto il marchio  della Smell Like Records di Steve Shelley, sono stati protagonisti di un percorso musicale che li ha visti nella seconda metà dei 90 scrivere per la Touch And Go importanti capitoli del noise-rock, fino a virare poi verso un pop acido sotto l’egida della 4AD.

IN SCENA LA MUSICA D’AUTORE ITALIANA

Se la data del 1 settembre è stata dedicata a band storiche e indipendenti sul piano internazionale, simile è la descrizione, benchè declinata su un piano prettamente nazionale, per la serata del 2 settembre che vedrà sul palco The Zen Circus e A Toy Orchestra.

I livornesi The Zen Circus (credit: Magliocchetti)

I livornesi The Zen Circus (credit: Magliocchetti)

THE ZEN CIRCUS

Dieci album ed un Ep all’attivo, venti anni di onorata carriera ed oltre mille concerti, gli Zen Circus hanno riportato lo spirito padre del folk e del punk al moderno cantautorato con Andate Tutti Affanculo (2009), per Rolling Stone fra i migliori 100 album Italiani di tutti i tempi, dal momento che ha contribuito a definire la nuova generazione della musica italiana degli anni zero. Precedentemente la band ha collaborato con tre mostri sacri dell’alternative americano, come Violent Femmes, Pixies e Talking Heads in Villa Inferno (2008). The Zen Circus si è costruito una credibilità condivisibile da pochissimi altri artisti nostrani grazie all’attività live più incessante, urgente e di qualità che si possa immaginare. Ha confermato e moltiplicato il proprio pubblico con Nati Per Subire (2011) fino a raggiungere la top ten della classifica Fimi/Gfk ed il primo posto di quella generale di iTunes con Canzoni Contro La Natura (2014). Oggi più che mai il gruppo si conferma come una certezza del rock indipendente Italiano, portabandiera indiscutibile della musica libera da vincoli: zero pose, zero hype, ma solo tanto, tanto sudore. Questa attitudine è stata premiata nel tempo da un pubblico affezionato e sempre più trans generazionale, che riempie ormai da anni i migliori club e i migliori festival del paese.

A TOYS ORCHESTRA

Gli A Toys Orchestra sono tra le più longeve ed autorevoli band italiane che, contro ogni trend e moda passeggera, continuano ad utilizzare per le loro canzoni la lingua inglese, molto più nelle proprie corde per ovvi motivi legati al genere da loro proposto. A quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro, A Toys Orchestra tornano con un album che ha il suono del battito cardiaco, LUB DUB, undici tracce come tappe di un viaggio in un’intimità seducente e straziante. Un disco che trova nella sensibilità emozionale dell’ascoltatore il suo interlocutore privilegiato. Espressione dell’anima di una band che ha scelto di non rinunciare alla propria libertà espressiva, ma di farne un baluardo. Grazie alla loro magica formula che unisce i classici del pop rock  ad una verve melodica e compositiva unica ed originale (che fa di Enzo Moretto uno dei migliori songwriter Italiani), alle loro mille partecipazioni a trasmissioni radiofoniche e televisive italiane ed estere ed alla loro innata attitudine nel riuscire ad allacciare ponti con il cinema e la televisione, i Toys si apprestano oggi a proseguire con la loro storia attraverso il battito cardiaco di queste ultime 11 canzoni.

Cristiano De André (www.cristianodeandre.it)

Cristiano De André (www.cristianodeandre.it)

CRISTIANO DE ANDRÈ

E se tanta musica italiana, semplicisticamente definita indipendente, esiste e continua a riscuotere successo, è anche perchè le sue radici sono state saldate da artisti come Fabrizio De André. E così l’ideale chiusura del festival viene affidata a Cristiano De André che il 3 settembre porterà sul palco i più grandi brani del padre riarrangiati, e già contenuti nei progetti discografici di grande successo De André canta De André – Vol. 1 (2009), De André canta De André – Vol. 2 (2010) e De André canta De André – Vol. 3 (2017). Questo tour estivo arriva dopo un’interruzione di qualche mese, a causa di un problema alle corde vocali, che ha costretto Cristiano De André a rimandare il tour “Storia di un impiegato” all’autunno 2018. “De André canta De André è un progetto che mi ha permesso e mi permette di portare avanti l’eredità artistica di mio padre – scrive Cristiano De André – caratterizzandola però con nuovi arrangiamenti che possano esprimere la mia personalità musicale e allo stesso tempo donino un nuovo vestito alle opere, una mia impronta. Mi auguro che così facendo la poesia di mio padre possa arrivare a toccare le anime più giovani, a coinvolgere anche chi non ascolta la canzone prettamente d’autore”.

Antonio Giordano 

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