Museo Storico della Liberazione di Roma. SOS lanciato ai piccoli editori

Interno del Museo di via Tasso

ROMA – Tra le istituzioni di cui WakeUpNews segue volentieri le iniziative e di cui ha particolarmente a cuore le sorti e lo stato di salute, c’è sempre il Museo Storico della Liberazione di via Tasso, simbolo di un qualcosa che oggi più che mai occorre fare per non piegarsi all’abbruttimento che il mondo politico e l’infelice congiuntura economica sembrano imporre sempre più: resistere! Colto al volo quindi l’appello lanciato questa mattina dalla bacheca Facebook del Museo, appello che chiamava in causa l’universo editoriale delle piccole case che in fondo hanno con via Tasso almeno due elementi in comune: l’essere piccini (ma tenaci) in un mondo di colossi a cui comunque non si è disposti a soccombere e, scusate la ripetizione, la volontà di resistere.

Il post, che esordiva a caratteri cubitali chiamando a raccolta gli editori quasi fossero partigiani, proseguiva chiedendo il sostegno e l’aiuto di tutti coloro che nei giorni tra il 7 e l’11 dicembre saranno al Palazzo dei Congressi dell’Eur per l’edizione 2011 di Più libri più liberi, fiera della piccola editoria ormai divenuta appuntamento cruciale per i bibliofolli della capitale e non solo. La richiesta era agli espositori perchè potessero offrire nel loro stand uno spazio per esibire la locandina del Museo e distribuire una brochure informativa sullo stesso, questo perchè, citando il messaggio ,«noi non avremo uno stand e neppure uno sgabello in un angolo».

Allarmati da questa frase che lasciava immaginare torbidi scenari – perchè mai al Museo Storico della Liberazione potrebbe essere in qualche modo interdetta una partecipazione alla kermesse? – abbiamo chiesto informazioni e chiarimenti, tanto che ci ha raggiunti al telefono il presidente del Museo, il professor Antonio Parisella, tranquillizzandoci e spiegandoci i motivi dell’appello.

«Abbiamo 15.ooo pieghevoli e vorremmo sfruttare l’occasione della fiera della piccola editoria per diffonderli. L’ANPI, Associazione nazionale partigiani d’Italia, grazie ad un finanziamento avrebbe anche avuto le risorse per uno stand, ma tutto è prenotato per i prossimi tre anni. Da qui è nata l’idea di chiedere l’aiuto degli espositori, e così circa due settimane fa abbiamo iniziato ad inviare qualche mail». Con queste parole il professor Parisella ha chiarito il motivo dell’S.o.s lanciato al mondo dell’editoria ‘minore’, perchè in fondo, ha detto, «Tra ‘piccoli’ ci si deve aiutare e sostenere».

Qualunque lettore avesse amicizie o conoscenze nel settore può, se lo desidera, segnalare la richiesta del Museo Storico della Liberazione e lasciare l’indirizzo mail info@museoliberazione.it come recapito per avere ulteriori dettagli. «Per il momento – ha aggiunto il presidente di via Tasso prima di salutarci e concludere la telefonata – hanno già aderito Odradek, Infinito, Edizioni Clandestine, EdiLazio, mentre Edizioni Sonda ci stanno pensando. Ciò che però mi ha stupito, e forse anche ‘addolorato’, è stata la mancata risposta di realtà come le Edizioni del manifesto o Editori Riuniti, che con gli ideali che animo il nostro lavoro quotidiano al Museo dovrebbero avere più di tutti gli altri qualcosa in comune».

L’augurio è che da questa mattina ad ora le adesioni siano cresciute ancora e se così non fosse la Redazione Cultura di WakeUpNews, che a Più libri più liberi sarà presente come ogni anno, potrebbe sempre lanciare un secondo appello, per trovare volontari disposti al volantinaggio. Che ne pensate?

Laura Dabbene

foto www.wakeupnews.eu;laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com

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