Museo del Novecento: il PreGiudizio Universale secondo Ozmo

Ozmo all'opera

MILANO – al giorno d’oggi il termine museo richiama sempre meno un’immagine statica e puramente conservativa: lo dimostra anche l’ultima iniziativa del Museo del Novecento, una delle più recenti istituzioni votate al contemporaneo in area milanese, con la performance-mostra di Ozmo, Il PreGiudizio Universale.

Fino al 16 febbraio, prima di camminare tra le opere di Picasso, Boccioni, Sironi, Balla, Fontana, si può sbirciare, già dalla via Marconi, lo street artist Ozmo al lavoro nello Spazio Mostre del Museo. È dal 2 febbraio che l’artista Gionata Gesi, in arte Ozmo, dipinge la sua nuova opera davanti al pubblico del Museo, disponibile ad ascoltare domande e suggerimenti, e apprestandosi a finire l’opera per il finissage del 16 febbraio, quando verrà inaugurata la mostra, visitabile per i 10 giorni successivi.
Di nuovo street art che non è più solo legata alla strada, come già avevamo visto mese scorso a Milano, con il murales realizzato nella fastosa Sala Alessi di Palazzo Marino, dopo la mostra di de La Tour. Anche perché la strada, spiega Ozmo, è sempre fonte di ispirazione e destinazione, ma oggigiorno lo è molto di più la rete, che offre una quantità di spunti, di simboli aperti a infinite possibilità, e permette a sua volta una condivisione e una fruizione universale, non più solo locale e circoscritta.

Nella sua opera in divenire, oramai giunta quasi al completamento, scorgiamo, oltre a simboli più popolari, anche le più colte citazioni della Storia dell’Arte, da quella antica a quella contemporanea; ecco infatti, tra i segni grafici che popolano il suo PreGiudizio, la Medusa di Caravaggio, il San Giorgio e il Drago di Paolo Uccello, due artisti a loro volta rivoluzionari nelle rispettive epoche. Perché il simbolo agisce a diversi livelli e si rivolge all’eterogeneo pubblico del Museo.
Anche il titolo dell’opera, PreGiudizio Universale, si apre alle più disparate interpretazioni. Nuovamente Ozmo non si limita a individuarne una: dal richiamo alla profezia Maya riferita alla fine del mondo il prossimo 21 dicembre, ai pregiudizi più generalizzati e diffusi…
Il fruitore è chiamato in causa in prima persona dal punto di vista cerebrale. Ma anche nella pratica: per tutta la durata della mostra saranno messi a disposizione dei visitatori gli stickers-firma di Ozmo (il mezzo busto incompiuto di un personaggio con il volto da scheletro), da personalizzare con un pennarello e installare sulle pareti, espandendo di fatto la mostra. Gli spettatori potranno altresì suggerire un titolo alternativo all’esposizione, e l’artista sceglierà tra quelli proposti il nome del catalogo-fanzine, che sarà realizzato al termine dell’evento in collaborazione con l’associazione culturale Attack.
Al termine della mostra-evento il museo acquisirà un’opera di Ozmo, che diverrà quindi parte della collezione.

Il murales milanese realizzato per Absolut Vodka

Ozmo è uno degli street artist più originali e acclamati della scena artistica italiana e internazionale. Pisano di nascita, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze esordendo come disegnatore nel mondo del fumetto. Ha cominciato a sperimentare la street art a Milano, dove vive dal 2001; al centro sociale Leoncavallo si trova una delle sue opere murali più famose, definita da Vittorio Sgarbi “la Cappella Sistina della contemporaneità” e scelta come copertina del libro I graffiti del Leoncavallo edito da Skira. Tra i suoi progetti un’opera pubblica di oltre 300 metri quadri nel centro storico di Danzica in Polonia, la partecipazione alla Moscow Young Biennial, un wall painting di oltre 40 metri a Forlì e un altro intervento, Big Fish Eats Small Fish, a Londra nel quartiere di Shoreditch. La sua opera più recente è Still Death, realizzata su pvc trasparente alla Fabbrica del Vapore di Milano in occasione del lancio italiano del dvd di Banksy, Exit through the gift shop.
Avete ancora due giorni per conoscere Ozmo di persona. E altri dodici per dare il vostro contributo e un’ulteriore interpretazione del PreGiudizio Universale.

Benedetta Rutigliano

Ozmo. Il PreGiudizio Universale

Museo del Novecento, Milano

Orari: LUN.  14.30 – 19.30
MAR. MER. VEN. e DOM.  9.30 – 19.30
GIO. e SAB.  9.30 – 22.30
Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro, gratuito il venerdì dopo le 15,30 e ogni giorno due ore prima la chiusura del museo

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