Muse: Milano in delirio

Oltre sessantamila spettatori per lo show del gruppo rock inglese ieri sera allo Stadio Meazza. Uno show megagalattico e sorprendente, con la musica protagonista assoluta

di Chiara Collivignarelli

http://farm3.static.flickr.com/2785/4405226585_bc9214d861_b.jpgUn trionfo (ampiamente) annunciato. Con il mega concerto di ieri sera allo Stadio Meazza di Milano – unica data italiana dell’anno per la band britannica, di cui si è parlato per mesi – i Muse hanno superato se stessi per diventare, da grande gruppo rock quale già erano, immensi. Prima dello spettacolo – grandioso e impeccabile – di Matt Bellamy, Christipher Wolstenholme e Dominic Howard, i protagonisti della giornata di ieri sono stati i 61.800 spettatori paganti (secondo i dati forniti dagli organizzatori), i gruppi di fan di ogni età, provenienti da tutta Italia e da molti paesi europei, che sin dalle prime ore del mattino hanno popolato la zona di San Siro e un’intera città in fermento per quello che è stato senza dubbio lo show di punta del’estate. Dopo le proteste dei residenti del quartiere per questioni di decibel, infatti, le porte dello stadio saranno aperte di nuovo solo per Luciano Ligabue, il 16 e 17 luglio.

Ricco anche l’antipasto dello show, con i nostrani Calibro 35, Friendly Fires e i bravi Kasabian che hanno preceduto la comparsa dei Muse con Uprising (primo singolo tratto dall’ultimo album The Resistance, che in inglese significa appunto “rivolta”). Imponente e originale  la scenografia, con un palco che pare un monolite dischiuso e proiettato verso il prato, che si coprirà di colori, luci e animazione per tutto lo spettacolo, circondato da enormi sfere luminose. I tre ragazzi del Devon hanno fatto le cose in grande, questa volta, pienamente consapevoli di cosa può significare arrivare a conquistare (e soprattutto a riempire) il Meazza. Le tante sorprese della serata hanno previsto anche una piattaforma mobile su cui Bellamy e soci si sono mossi sopra le teste del pubblico – prima con uno splendido intermezzo ritmico basso-batteria di Howard e Wolstenholme, poi su Undisclosed desires e infine sulla suggestiva Take a bow – e un’astronave svolazzante emersa dal nulla dalla quale è uscito un acrobata del cielo.

Al di là di tutto, comunque, c’è stata la musica. Quella con la M maiuscola, che in cinque album in studio, e soprattutto nelle esibizioni dal vivo, i Muse hanno mostrato di sapere fare egregiamente, creando quel suggestivo impasto di rock puro, progressive ed elettronica dalle venature sinfoniche, classiche e orchestrali che costituisce il tratto distintivo della band. Splendidi i testi di Bellamy, capaci di trattare di amore come di crisi internazionali, globalizzazione e guerra e che anche ieri sera hanno incendiato il pubblico. La scaletta, notevole e decisamente ricca, con tutti i grandi successi del gruppo presenti, da Supermassive black hole a New Born alla nuovissima Neutron star collision (love is forever), da Hysteria alle conosciutissime Starlight e Time is running out, ha dato vita a uno show in cui la musica l’ha fatta da protagonista assoluta, a dispetto del contorno scintillante. Spazio anche per un ospite,  il cantante dei Jet Nic Cester, esibitosi insieme alla band in una cover del brano degli AC/DC Back in black e per due bis che hanno condotto alla chiusura tutta rock’n roll – ed entro il rigoroso limite delle 23.30 – con Plug in baby e la classica Kinghts of Cydonia. A chiudere una di quelle serate che a Milano si preannunciano, purtroppo, sempre più rare.

Per home: alexandragimenez.com

Foto via http://farm3.static.flickr.com/2785/4405226585_bc9214d861_b.jpg

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3 Risponde a Muse: Milano in delirio

  1. avatar
    carlo 10/06/2010 a 08:45

    con i soldi presi per il concerto dei muse,
    non si può prendere una casa in campagna ai vicini ropmpip…
    così da fare un concerto al mese di sto genere?

    Rispondi
  2. avatar
    sabrina 10/06/2010 a 14:13

    concerto mitico, MUSE semplicemente inarrivabili. l’Italia e Milano stanno perdendo l’occasione di assistere a spettacoli preziosi, con tutte queste assurde limitazioni (decibel tra l’altro ampiamente contenuti l’altra sera), il problema è come sempre la mancanza di strutture idonee…

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  3. avatar
    Chiara 10/06/2010 a 15:59

    Decibel decisamente contenuti! E uno spettacolo incredibile. Viene solo da chiedersi come mai ogni volta che c’è un concerto vengano fuori questi casini e nessuno abbia niente da ridire sulla caos pre e post partite di calcio (oltre al rumore del tifo..)…. questione di punti di vista. Grazie per i vostri commenti
    Chiara

    Rispondi

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