Movie Star Junkies, esce il terzo album Son of the dust

Dopo i successi dei due precedenti dischi, i Movie Star Junkies tornano col terzo album Son of the dust, gustandosi delle belle soddisfazioni. Fioccano commenti positivi sul nuovo disco che si distingue per il suo suono caldo e avvolgente. Sin dalla prima traccia These woods have ears si nota come la band voglia identificarsi in nuovi suoni che offrano originalità e siano sintomo di un importante cambiamento del gruppo italiano.

Mentre i primi due album si  caratterizzano per le forti tonalità, a volte caotiche e grezze, Son of the Dust si contraddistingue per i suoi ritmi rilassanti. L’intero album, non a caso, è stato registrato in una vecchia stalla situata in un paesino in provincia di Cuneo, in cui regna la tranquillità.

Atmosfere romantiche, ispirate ai paesaggi naturali di quei luoghi spirituali, che si distaccano da una realtà materialista. L’idea di rinchiudersi in una stalla riconduce ad un clima crudo, che si allontana dal perfezionismo tipico di chi sta incidendo un album. Con questo terzo disco, il quintetto torinese, si uniforma a un mondo visionario e naturale, creando un sound intenso e un effetto live, con tanto di coro.

Importante, infatti,  la collaborazione  voce-strumentale di Nathalie Naigre, Marie Mourier, Federico Zanatta (Father Murphy) e Michele Guglielmi (oAxAcA), che decorano  i brani con uno spirito allegro,  rendendo il sound  faulkeriano, con dei tocchi blues.

Dieci tracce che raccontano di un viaggio in cui si svolgono riti e si respirano superstizioni religiose, che vede come protagonisti un sacerdote, un contadino e uno stranieroSon of the dust, che tradotto vuol dire Figlio delle polvere, è un uomo che lotta per sconfiggere la siccità del piccolo paese di campagna in cui vive, aggrappandosi a vecchie leggende e tradizioni.

Un viaggio mentale a bordo di una musica da interpretare a piacer proprio. Un immaginario che riporta ai paesaggi del west, con suoni folk, dal gusto vintage, avvolti da un senso malinconico. Prevale, poi, quella sensazione  di sofferenza e di tormento che sfocia in suoni ripetitivi e voci lontane su uno sfondo di echi malinconici. Toni psichedelici nella quarta e sesta traccia Cold Stone Road e There’s a Storm  che sono, forse, i due brani in cui più emerge un suono di sofferenza.

Si alternano, in tutto il disco,  momenti di totale disperazione a momenti di completa  tranquillità, che arrivano con la settima traccia A long goodbye,  brano che riesce a trasmettere dolcezza con rilassanti ritornelli.  L’album si conclude con tre ultime tracce che creano un’atmosfera decisamente pacifica.

L’ultimo brano How it All Began, però,  sorprende con toni molto più frizzanti, che fan venire voglia di riascoltare da capo l’intero album.

Artista: Movie Star Junkies Album: Son of the dust Etichetta: Outside/Inside Records Anno: 2012 Tracklist: 1. These Woods have Ears 2. In Autumn Made of Gold 3. Son of The Dust 4. Cold Stone Road 5. The Damage is Done 6. There’s a Storm 7. A Long Goodbye 8. This Love Apart 9. End of the Day 10. How it All Began Link utili: www.myspace.com/moviestarjunkies

Sonia Carrera

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