Motörhead: pura energia rock

Copertina dell'album

Sempre uguali a se stessi, i Motörhead, che tornano nei negozi con The Wörld is Yours, loro ventesima fatica in studio. La formula è sempre la stessa: rock’n’roll con venature punk e distorsioni heavy metal. Il risultato è ovviamente sempre lo stesso: pura energia rock.

Nonostante la lunga carriera, la band appare in gran forma: Mikkey Dee propone il solito mix di potenza, tecnica e precisione, dimostrandosi ancora un volta uno dei migliori batteristi heavy in circolazione; Phil Campbell alterna un grande lavoro ritmico con assoli di chitarra al fulmicotone, mentre l’ugola di Lemmy Kilmister è come al solito roca e graffiante, accompagnata perfettamente dalle note cupe e distorte del suo basso. All’alba del suo 65esimo compleanno (compirà gli anni il 24 dicembre), il rocker inglese non smette di vivere la sua vita all’insegna del rock’n’roll, alternando sistematicamente le registrazioni in studio con lunghi tour mondiali, vivendo una vita senza soste che causerebbe ad un qualsiasi ventenne in perfetta forma una crisi nervosa. Lui è la sua band invece continuano con costanza a registrare un album dopo l’altro, consolidando e confermando la loro fama di paladini del rock duro.
The Wörld is Yours, anticipato dalla pubblicazione avvenuta il 6 Dicembre del singolo intitolato Get Back in the Line, si apre con Born to lose, dal ritmo martellante scandito dal potente drumming di Mikkey Dee. Il disco prosegue quindi con I Know How to Die, canzone ben riuscita, impreziosita da un assolo fulminante di un ispiratissimo Phil Campbell. Get back in the line, Rock N Roll Music e Bye Bye Bitch Bye Bye presentano un classico hard’n’roll di stampo motorheadiano: mid tempo con ritmiche di derivazione tipicamente rock’n’roll, suonate però a volumi esagerati. Potenza ed impatto sono quindi garantiti. Quanto mai chiaro il ritornello di Rock N Roll music: “Rock ‘n Roll music is my true religion”. Sicuramente una frase scontata, ma che definisce perfettamente la filosofia della band, sempre fedele a se stessa ed alle sue caratteristiche. Waiting for the Snake e Brotherhood of Men ricordano le atmosfere di Sacrifice, album del 1995: ritmiche più cadenzate e cantato più lento. La potenza rimane tuttavia sempre la stessa.
L’accoppiata Outlaw / I Know What You Need, altre due iniezioni di energia pura, rappresentano, a giudizio di chi scrive, i capitoli meglio riusciti dell’album: un drumming potentissimo ed incalzante unito ad un grande lavoro di chitarra, evidenziato ancora una volta da un assolo brillante di Phil Campbell. Il lavoro si conclude quindi con la già citata Bye Bye Bitch Bye Bye, che pone fine ai 40 minuti del disco.
Nulla di nuovo in questo ennesimo capitolo discografico del Motörhead: distorsione al massimo, velocità di esecuzione e il cantato rauco di Lemmy sono, come al solito, i protagonisti. Un album che non aggiunge nulla di nuovo alla ultratrentennale carriera del trio, ma che di sicuro può essere una bella sorpresa da trovare sotto l’albero di natale per i fan della band, in attesa del loro arrivo in Italia. Ancora non è stato annunciato il tour europeo della band, tuttavia il loro arrivo nella Penisola è auspicabile per l’estate del 2011, magari al Gods of Metal, che tante volte negli anni passati li ha visti tra i protagonisti.
Alberto Staiz

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