MotoGP, Spies lascia Yamaha. Dovizioso o Rossi al fianco di Lorenzo?

Ben Spies

Ben Spies non guiderà più la Yamaha MotoGP del team interno al termine della stagione in corso. La notizia è stata ufficializzata dallo stesso pilota statunitense che, dopo alcuni tweet piuttosto sibillini, ha deciso di affidare l’annuncio del divorzio a una e-mail indirizzata al sito SuperbikePlanet.com: «Ieri ho mandato un tweet per creare un po’ di scompiglio. Oggi dirò di più: ho scelto di lasciare la Yamaha dopo questa stagione, per una lunga serie di motivi».

Prontamente contattato da giornalisti e tifosi, Ben ha deciso di non sbilanciarsi ulteriormente, anche se dalle sue parole traspare una certa amarezza nei confronti del trattamento ricevuto dai giapponesi durante la permanenza nella squadra: «Spiegherò tutto quando lo riterrò opportuno. Sto discutendo la mia situazione coi miei sponsor e loro sono con me. Ci sono poche persone alla Yamaha che odio lasciare. E loro sanno a chi mi riferisco. Auguro il meglio alla Yamaha. Non farò altri commenti finché non uscirà il comunicato ufficiale». L’americano non vuole entrare nel merito delle ragioni del divorzio ma il sasso è lanciato e le ipotesi già si sprecano.

Che questa prima metà di stagione sia stata particolarmente avara di soddisfazioni per l’ex campione del mondo Superbike non è certo un mistero. Prima di queste dichiarazioni, sembrava però che le colpe fossero principalmente da attribuire a un calo, sia fisico sia psicologico, dello stesso Ben: il confronto con i risultati del compagno di box è d’altra parte pressoché impietoso. Eppure, l’approdo in MotoGP non lo aveva sin qui fatto sfigurare, come ad esempio dimostra la bella vittoria colta ad Assen lo scorso anno. Cosa può essersi dunque incrinato nei rapporti con Yamaha sino al punto di annunciare prematuramente la rottura?

Qualunque sia la causa che abbia provocato il deterioramento dei rapporti,  le voci sempre più insistenti di altri nomi al suo posto, accanto a Lorenzo, non devono certo aver giovato all’armonia interna al team, creando una sorta di circolo vizioso: più i risultati sono venuti a mancare, più in Yamaha è cresciuta la consapevolezza di dover guardare altrove. I giapponesi hanno tuttavia deciso di agire con calma e di valutare bene tutte le possibili opzioni. Come ampiamente dichiarato, la casa di Iwata ha centrato il suo più ambizioso obiettivo di mercato già qualche mese fa, in occasione del rinnovo di Jorge Lorenzo.

Jorge Lorenzo

Insomma, la notizia non giunge inaspettata. Anzi, pretendenti particolarmente accreditati alla sella di Ben Spies non mancano: il “toto-nomi” si fa più insistente settimana dopo settimana. Il favorito sembra essere ora Andrea Dovizioso, che ha vinto a mani basse il derby interno con Cal Crutchow, talento interessante ma non ancora abbastanza maturo e costante per meritare un posto da ufficiale. Il forlivese sarebbe una buona scelta e i 3 podi consecutivi recentemente conquistati testimoniano che la promozione sarebbe guadagnata sul campo. A sfavore di Dovizioso giocano però la sola vittoria conquistata ai tempi della HRC e il carisma agonistico e mediatico dell’altro candidato, Valentino Rossi.

Il futuro del Dottore è ancora tutt’altro che definito. Se dopo il Sachsenring traspariva la sensazione di un Valentino lusingato dal progetto che Audi ha messo a punto per la Ducati in MotoGP – un progetto che lo vede coinvolto con un ruolo di primo piano – negli ultimi giorni si sono fatti sempre più insistenti i rumors di un revival con Yamaha. In soccorso di Rossi anche gli sponsor che, proprio grazie al numero 46, tornerebbero a rivestire le carene della M1.

Difficile dire quale sia la soluzione migliore per Rossi. Sia il nove volte campione del mondo sia la rossa di Borgo Panigale meritano probabilmente di più di quanto raccolto negli ultimi due anni ma lascia comunque l’amaro in bocca l’idea che, per la prima volta nella sua carriera, Valentino abbandoni a metà e nelle scomode vesti dello “sconfitto” una sfida. D’altro canto, c’è però da valutare l’età che avanza: anche volendolo, manca forse il tempo di ritrovare la competitività con la Ducati. Meglio quindi passare a una moto che competitiva lo è già di suo, anche se questo significa ritrovare proprio quel Lorenzo che è stato tra le cause indirette della sua dipartita. Una nuova sfida tra i due sarebbe sicuramente stimolante per i tifosi e per gli amanti di ipotesi e condizionali: come sarebbe andata a finire nel 2010 se Valentino non si fosse infortunato al Mugello?

Per l’americano Spies, s’ipotizza invece un possibile ritorno al team Tech3 o un’inversione di tendenza ancora più clamorosa, il rientro in Superbike.

Mara Guarino

Foto homepage via: yamahamotogp.com

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