MotoGP: L’annus horribilis di Valentino Rossi

Rossi commenta con la consueta ironia l'infortunio del Mugello (motorcyclenews.com)

Fino al 15 Aprile 2010, ascoltare gli appassionati di MotoGP parlare di Valentino Rossi significava sentir commentare, oltre al suo grande talento e alle sue indubbie qualità sportive, anche la sua fortuna. Di essere spesso al posto giusto e al momento giusto ma, soprattutto, di aver avuto pochi infortuni in carriera.

Una caduta dalla moto da cross, poco prima dell’avvio della passata stagione, ha però costretto i tifosi a fare i conti con uno degli anni più tormentati, dal punto di vista fisico e non solo, della carriera del Dottore. Un anno sfortunato, secondo forse solo al 2006, quando tra incidenti, motori in fumo, gomme fallate, fu costretto a cedere il titolo di campione del mondo a Nicky Hayden.

In realtà, nonostante la spalla traballante, l’inizio del campionato 2010 non è stato del tutto negativo per il 46 nazionale. Complice la caduta di Stoner nel GP del Qatar, Rossi ha conquistato la prima gara del 2010, salvo poi ritrovarsi in lotta con il team-mate Jorge Lorenzo per la conquista del titolo iridato. Un nemico non del tutto inatteso ma quanto mai sgradito: come si suol dire, infatti, il compagno di squadra è sempre il primo rivale in pista, specie con un rinnovo contrattuale ancora tutto da definire.

Al Mugello, la situazione si complica ulteriormente: davanti pubblico di casa, atteso più che mai al riscatto,  Rossi è in realtà protagonista di un high – side durante le prove libere. Una grave frattura esposta a tibia e perone di gamba destra lo obbligherà a lasciare nel box la sua Yamaha M1 fino al rientro sul circuito tedesco del Sachsenring. Ma la lontananza forzata dalla piste ha effetti su molteplici livelli: Lorenzo si lancia senza troppe difficoltà alla conquista del titolo e di un posto al sole in Yamaha, dove, nel frattempo si consuma la lotta interna tra i sostenitori di  Rossi e quelli del maiorchino.

A Brno, è Valentino a togliere le castagne dal fuoco ai giapponesi: dal 2011 sarà con Ducati. Malgrado il futuro già pianificato e la voglia di chiudere al meglio il periodo Yamaha, la stagione non ingrana, perché a farsi sentire è nuovamente la spalla. Si concretizza l’ipotesi che l’infortunio fosse molto più grave di quanto diagnosticato in un primo momento; all’orizzonte, la necessità di un intervento. Tra molti bassi e qualche acuto, arriva il successo di Sepang, che pare una risposta di Rossi a quanti lo avrebbero voluto ritirato dal campionato e sotto i ferri prima del previsto, per accelerare i tempi di recupero.

 

Il criticato intervento dei commissari a Jerez (asphaltanrubber.com)

Una scelta da vero sportivo, la sua ma che ha, almeno in parte, penalizzato il suo  inverno pre-season con la rossa di Borgo Panigale. Ma nemmeno i primi test post-intervento non vanno molto bene perché il feeling con la GP11 è ancora tutto da costruire. E anche la convalescenza dall’operazione si rivela più lunga e tormentata del previsto: la condizione fisica di Rossi non sarà ottimale fino a maggio.

Di conseguenza, i risultati faticano ad arrivare. In Qatar, è solo quinto; a Jerez, rovina una potenziale vittoria con una brutta scivolata che, sfortuna vuole, lo porta a travolgere proprio uno dei suoi grandi rivali in pista – e anche fuori – l’ex ducatista Casey Stoner. Inevitabili le polemiche, tra cui quelle sul presunto favoritismo dei commissari di pista nei suoi riguardi.

Certo, parlare di sfortuna in uno sport motoristico fatto di meccanica, traiettorie, cronometri è in parte fuorviante. Ma, così come gli errori, non si può neppure negare che il fato non sia stato particolarmente clemente con Rossi nell’ultimo periodo. Quest’anniversario potrebbe essere dunque l’occasione per chiudere un brutto periodo e continuare a lavorare sodo per cogliere qualche traguardo importante già a partire da quest’anno. Nel 2012, il ritorno ai motori da 1000cc potrebbe dare una mano ma limitarsi ad aspettare momenti migliori non fa certo parte dell’indole combattiva di Valentino Rossi.

 

Mara Guarino

Foto via: motorcyclenews.com

 

 

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