MotoGP e Superbike unite nel nome di Dorna. Funzionerà?

Max Biaggi Portiamao 2012

Il leader del campionato Wsbk Biaggi (eniracing.com)

MotoGP e Superbike non sono mai state così unite: i due campionati sono passati infatti in queste ultime ore sotto la comune egida di Dorna Sports, la società che già si occupa dell’organizzazione dei mondiali di classe regina, Moto2 e Moto3. Ad annunciare la nuova modalità di gestione  della competizione destinata alle derivate di serie è Bridgepoint, titolare sia di Dorna sia di Infront Motosports, agenzia specializzata in marketing sportivo che fino a quest’oggi si occupava direttamente della WSBK. Una decisione storica che potrebbe persino rivoluzionare il mondo dell’agonismo a due ruote così come tifosi e operatori del settore l’hanno conosciuto sinora.

«A fronte dell’accordo raggiunto, MotoGP e WorldSBK convergeranno nel gruppo Dorna Sports mantenendo una gestione separata dei due eventi, per valorizzare maggiormente entrambi i campionati» si legge nel comunicato ufficiale diramato nel pomeriggio di ieri. Evidente il tentativo di placare sin dal principio ogni possibile polemica riguardo l’eventualità che i due campionati possano convergere l’uno nell’altro, perdendo quelle specificità che li ha resi un punto di riferimento per gli appassionati di motociclismo: «L’obiettivo è quello di permettere a entrambe le competizioni di crescere e dare maggiore risalto alle caratteristiche di ciascun campionato, mantenendo la posizione di leadership che gli è propria nel campo delle competizioni mondiali di moto su pista: SBK con le moto di derivazione stradale, MotoGP con i suoi prototipi. Grazie all’accordo, entrambi i campionati beneficeranno di strategie commerciali e di marketing comuni».

Stando alle dichiarazioni ufficiali, dunque, la fusione non è altro che una naturale conseguenza della situazione di vicinanza che si era venuta a creare con l’acquisizione, da parte di Bridgepoint, di Infront Sports and Media. Tuttavia, questa sinergia tra i due campionati si tradurrà  quasi esclusivamente in una comune pianificazione commerciale e di marketing: se a Dorna spetterà la gestione degli eventi agonistici in senso stretto, Infront persisterà nel progetto in qualità di marketing partner e global advisor per entrambe le competizioni. Da questo momento, MotoGP e Superbike manterranno dunque strade separate ma perseguiranno obiettivi affini favorendo così – oltre ai propri interessi – anche quelli del tifoso, non più costretto a dover eventualmente scegliere tra l’una o l’altra declinazione della propria passione per i motori. Si sancisce insomma la fine delle ostilità tra i due campionati sotto tutti i punti di vista.

MotoGP Aragon 2012 start

La MotoGP alle prese con il tracciato di Aragon (yamahamotogp.com)

Eppure, nonostante le parti in gioco lo definiscano un accordo proficuo per tutti i soggetti coinvolti, qualche perplessità rimane, quantomeno in attesa che ne vengano completamente chiarite le eventuali implicazioni relative a regolamenti ed organizzazione. In una stagione 2012 che vede il motomondiale mettere in pista le CRT accanto ai prototipi veri e propri fa in effetti sorridere che si parli di «specificità dei due campionati». Pur molto lontani da un effettivo livellamento delle prestazioni e delle soluzioni tecniche, è piuttosto evidente come gli sviluppi più recenti di MotoGP e WSBK abbiano portato a una crescente ibridazione tra due mondi a lungo parsi inconciliabili: da un lato, le derivate di serie hanno messo in pista moto sempre più evolute e sofisticate; dall’altro, i vecchi prototipi del motomondiale hanno risentito della necessità di contenere i costi e sono andati ad abbracciare una filosofia low-cost che si è tradotta, nelle ultime stagioni, in regolamenti che ammiccano ad alcune modalità proprie della Superbike. Soprattutto sul piano tecnico sarà dunque particolarmente interessante capire in che modo verranno preservate le peculiarità delle due categorie.

Altro punto critico non di poco conto è che Dorna viene così ad avere nelle proprie mani i due più importanti campionati motociclistici attualmente disputati. Nella peggiore delle ipotesi, si potrebbe persino arrivare a preoccuparsi per una sorta di conflitto di interessi: se si trattasse di sacrificare qualcuno o qualcosa, soprattutto in un momento economico per nulla favorevole, in che direzione si andrebbe? Nella migliore delle ipotesi, si potrebbe invece obiettare che né la gestione della Superbike né quella della MotoGP sono state impeccabili negli ultimi anni. Anzi, nel secondo caso, si registrano persino le aggravanti di gare sempre meno appassionanti e di un ambiente che inizia a stare stretto agli stessi piloti: senza scomodare Casey Stoner, l’ultimo in ordine di tempo a lamentarsene è stato l’insospettabile Dani Pedrosa. Ora, con un potere decisionale così accentrato, viene  meno non solo la possibilità di considerare uno dei due campionati la via di fuga dall’altro, ma anche quella di un confronto produttivo tra i due ambiti che non possono più sperare di crescere anche tramite una sana competizione.

E’ presto quindi per emettere una sentenza definitiva. Attualmente, lo scenario più probabile sembra quello di un riavvicinamento della Superbike alle sue radici stradali, nella speranza che tutte le grandi case tornino a investire sul prototipo, magari anche grazie a un regolamento che contenga effettivamente i costi. Per il momento, sembra invece quasi fantascientifica l’eventualità delle due categorie completamente assorbite l’una nell’altra. Solo il tempo saprà tuttavia dire quali saranno i veri esiti dell’accordo. Unico punto fermo: è davvero la fine del mondo (motociclistico) così come lo conoscevamo.

Mara Guarino

Foto homepage via: racing.blogosfere.it

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