MotoGP, Austin: Honda e Yamaha fanno tappa in Texas

Dani Pedrosa MotoGP

Dani Pedrosa (world.honda.com)

Honda e Yamaha fanno scalo in Texas, ad Austin, dove a partire da domani si terrà un’importante tre giorni di prove sul tracciato statunitense per la prima volta in calendario nel motomondiale. Ormai completamente assorbito il doppio appuntamento invernale con Sepang, i team factory dei due colossi giapponesi – cui si aggiungerà anche il tedesco Stefan Bradl per LCR – inganneranno dunque l’attesa dei prossimi test ufficiali, programmati a Jerez de la Frontera per la fine del mese, con una trasferta utilissima sia per raccogliere informazioni sulle moto in assetto 2013 sia per prendere confidenza con un tracciato ancora inedito ai piloti MotoGP.

Con simili premesse, dunque, non stupisce che in casa Honda si sia subito colta la necessità di provare al Circuit Of The Americas ancor prima del debutto ufficiale in MotoGP del tracciato che, dopo aver già ospitato con successo lo scorso anno la Formula Uno, sarà protagonista della seconda gara del motomondiale 2013, giunto ormai ai nastri di partenza.  Impossibile per Yamaha, d’altro canto, lasciare un vantaggio così consistente ai suoi avversari, dai quali ha quindi raccolto il forzato invito a volare negli Stati Uniti nonostante un impegno non indifferenze sul fronte di costi e logistica. Nulla da fare invece per Ducati dove si lavora in vista di Jerez, nella speranza di concludere il precampionato con ulteriori segnali di miglioramento dopo i timidi cenni di ripresa già arrivati in occasione della seconda tornata di prove in Malesia.

Nonostante i pochi piloti in pista, la trasferta di Austin si presenta estremamente interessante: sul tracciato texano, si sfideranno infatti a colpi di giri veloci i quattro piloti che, in questo inverno 2013, si sono quasi sempre spartiti la prime posizioni della lista dei tempi. Senza trascurare poi il talento di Bradl, che esce dalla scorsa stagione come una delle rivelazioni più interessanti della classe regina. Per tutti i centauri in pista, nessun dato pregresso: solo tv e videogames come hanno confessato sui loro blog Dani Pedrosa e Marc Marquez che, in assenza di contatti diretti con la pista, hanno cercato di studiare comunque al meglio il circuito così da non farsi trovare impreparati.

Jorge Lorenzo MotoGP

Jorge Lorenzo (yamahamotogp.com)

Per il momento, proprio Pedrosa il rivale numero uno Jorge Lorenzo hanno mostrato di avere qualcosa in più rispetto ai rispettivi team-mate: mentre Dani ha pressoché monopolizzato la testa delle classifiche in arrivo da Sepang, il maiorchino ha come sempre impressionato soprattutto per costanza e tenuta sul passo. Sensazioni positive anche per Valentino Rossi che confida in Austin, non solo per proseguire in modo proficuo la sua ripresa di confidenza con la M1, ma anche per capire quale sia il suo effettivo livello di competitività rispetto ai due spagnoli che sembrano destinati, salvo sorprese, a contendersi il titolo iridato.

Ogni gara del campionato sarà poi certo storia a sé ma questa fase di preparazione invernale potrebbe dare già indizi importanti sull’effettivo potenziale del Dottore che, ritrovato finalmente il feeling alla guida dopo la fallimentare esperienza ducatista, si sente in crescita e sempre più vicino ai primi. Che tipo di stagione attende Rossi? Se, per ora, dati e logica portano a pensare che Valentino sarà spesso in lotta per il podio ma che possa al più dar fastidio a Lorenzo e Pedrosa in ottica vittoria e campionato senza davvero essere della partita, i suoi trascorsi di nove campione del mondo – fatti anche di traguardi che, sulla carta, parevano impensabili – lasciano spazio anche a qualche fantasia più ambiziosa.

Capitolo a parte per Marc Marquez che, tra una scivolata e l’altra, continua a impressionare per la facilità con la quale ha approcciato la MotoGP, raggiungendo dopo pochi kilometri già ottimi livelli. Un talento così evidente da non passare inosservato: tra le investiture importanti ricevute in questi giorni, è arrivata anche quella di Max Biaggi, convinto che Marquez possa vincere già nelle primissime fasi della stagione, magari già in Qatar, eguagliando così la sua impresa del 1998, quando vinse a Suzuka, al suo debutto nella classe 500cc.  Nelle dichiarazioni di rito, Marc si rivela di fatto molto prudente e vola più basso ma sarà certo molto interessante vedere come si comporterà ad Austin. Chissà che il Texas non riservi già qualche sorpresa.

Mara Guarino

Foto homepage via: Yamaha M1 via Twitter (@YamahaYellow46)

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