Mostra Arcimboldo, ultimi giorni per ammirarla

Milano – Bella, originale e piacevole da vedere. La mostra dedicata al pittore milanese Arcimboldo (a Palazzo Reale fino a domenica) vale davvero una visita. E non solo per le famosissime “teste composte”, dipinte in più varianti a partire dal 1563, sul tema delle stagioni e degli elementi naturali, e gli straordinari disegni di figure grottesche conosciute come “pitture ridicole”, ma anche per tutto il contorno che spiega la genesi della pittura dell’artista milanese. Le sale che precedono il cuore della mostra contengono infatti oggetti di ogni tipo (disegni grotteschi di Leonardo da Vinci, dipinti, vetrate, libri, incisioni, arazzi, armi e sculture) che consentono di ripercorrere il percorso artistico di Arcimboldo.

Pittore molto ammirato al tempo, tanto da essere chiamato nel 1562 da Massimiliano II d’Asburgo a lavorare alla corte imperiale di Vienna, venne in seguito dimenticato e la sua opera classificata come “scuola di Leonardo”, a testimonianza del suo legame con la cultura lombarda e con l’opera geniale del Maestro. La sua opera è stata riscoperta nel Novecento e ha cominciato a costituire una fonte di ispirazione per tanti artisti contemporanei. A partire da allora, le immagini di Arcimboldo sono entrate nell’immaginario collettivo, grazie anche alla pubblicità, facendone uno degli artisti più conosciuti e amati dal vasto pubblico.

La mostra permette a tutto il pubblico di seguire con semplicità il percorso che tra studi grotteschi e studi naturalistici ha portato Arcimboldo a realizzare le sue invenzioni, e che permette finalmente di vedere dal vivo tutti i dipinti più conosciuti e amati: dalle Stagioni agli Elementi (provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dalla Real Academia de San Fernando di Madrid e dal Museo del Louvre), dal Vertunno al Giurista, al Bibliotecario, fino alle celebri “teste reversibili”. La Testa reversibile con canestro di frutta è un vero e proprio capolavoro: grazie all’aiuto dello specchio il cesto di frutta, da cui si dice che Caravaggio abbia preso ispirazione per la sua celebre natura morta, si trasforma in una testa umana.

Una mostra interessante, contenente alcuni capolavori assoluti ma anche delle chicche meno conosciute che nel complesso valgono il prezzo del biglietto. L’unico problema? Mancano pochi giorni alla chiusura della mostra: domenica 22 maggio sarà infatti l’ultimo giorno di apertura e vale davvero programmare una visita a Palazzo Reale.

Roberto Cassaro

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