Morto Socrates, stella del calcio brasiliano

ROMA – Dopo una vita fatta di battaglie, tra campo e politica per un sogno chiamato democrazia. Si è dovuto arrendere, invece, davanti alla sua ultima lotta, quella contro la grave infezione intestinale dovuta ad anni di sregolatezze ed alcol. Socrates Brasileiro Sampaio de Sousa Vieira de Oliveira, noto semplicemente come Socrates, è morto stamattina, all’età di 57 anni, nell’ospedale Albert Einstein di San Paolo, dove era ricoverato in terapia intensiva già da alcuni giorni. Nato a Belem il 19 febbraio 1954, Socrates apparteneva a quella generazione di grandi giocatori brasiliani che non riuscirono a conquistare la coppa del mondo. Fu capitano della Selecao che al “mundial” spagnolo nell’82 fu eliminata da quell’Italia di Bearzot.

Di umili origini ma amante dei libri, Socrates fu denominato “il dottore”, essendo realmente medico, laureato in medicina senza però mai esercitare la professione. Iniziò la sua carriera sportiva nel Botafogo di Ribeirao Preto nel 1974, ma dal 1978 all’84 vestì la maglia del Corinthians di cui diventò subito un idolo, e non solo per le doti con la palla al piede: la politica, infatti, era la passione parallela a quella per il calcio. Proprio nel club paulista si rese protagonista e trascinatore di un’iniziativa che passò alla storia: la squadra si rifiutò di riconoscere l’autorità dell’allenatore e per tre anni mise in piedi una sorta di autogestione che venne definita “democrazia corinthiana”. Militante di sinistra, con il mito di Che Guevara, Socrates non fece mai mancare la sua voce nelle battaglie contro i sistemi dittatoriali del Sudamerica.

Nel 1984 vestì la maglia della Fiorentina (che oggi giocherà col lutto al braccio) ma la parentesi in Serie A calcisticamente fu poco entusiasmante. Dopo una deludente stagione tornò in Brasile, prima al Falmengo e poi al Santos, dove chiuse la carriera nel 1988. Poi un ritorno nel 2004 anche come allenatore del club inglese di dilettanti Garforth Town. Ma la sua vita fu segnata anche dalla passione per fumo e alcol, che hanno compromesso gravemente la sua salute: negli ultimissimi anni si erano infatti ripetuti i ricoveri in ospedale.

Fino all’ultimo qualche giorno fa a causa di un’infezione intestinale con conseguente emorragia: le sue condizioni erano apparse subito gravissime. L’ex centrocampista brasiliano era entrato in coma e stamattina all’alba se n’e’ andato. Con lui un pezzo di storia di calcio e di vita del Brasile.

Redazione

(Foto: ecodellosport.it / qn.quotidiano.net)

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