Morto Nelson Mandela. Addio al padre della democrazia sudafricana

Ricoverato a giugno per infezione polmonare, Nelson Mandela era stato dimesso a settembre. Aveva 95 anni

Nelson Mandela (ultimaora.net)

Johannesburg – Nelson Mandela è morto. La triste notizia ufficiale è stata diffusa poco fa dal presidente sudafricano in carica Jacob Zuma attraverso un discorso televisivo rivolto all’intera nazione. Mandela aveva 95 anni e, fin dallo scorso 8 giugno, quando fu ricoverato d’urgenza a Pretoria per il riacutizzarsi di una infezione polmonare (risalente a frammenti di tubercolosi contratta ai tempi del carcere), teneva tutto il Sud Africa con il fiato sospeso. A settembre era stato dimesso e da allora viveva e riceveva cure e assistenza nella sua casa nei pressi di Johannesburg.

L’ANNUNCIO DI ZUMA – Queste sono alcune delle toccanti parole che il presidente Zuma ha proferito annunciando alla nazione la scomparsa della sua figura più imponente e importante: «Voglio ricordare con semplici parole la sua umiltà, la sua grande umanità per la quale il mondo intero avrà grande gratitudine per sempre».

Rivolgendosi al destinatario del toccante discorso di annuncio e commiato, Zuma ha più volte fatto riferimento a Mandela chiamandolo col suo celeberrimo soprannome “Madiba”. «Adesso riposa, adesso è in pace» ha detto il presidente. «La nostra nazione ha perso un grande figlio. I nostri pensieri sono con la sua famiglia, con i colleghi, con gli amici e con il popolo sudafricano».

Il presidente del Sud Africa ha già disposto funerali di Stato e ordinato il lutto nazionale. Le bandiere saranno a mezz’asta da domani fino al giorno delle esequie. Un minuto di silenzio è stato osservato dai membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in sua memoria.

L’UOMOPremio Nobel per la pace nel 1993, Nelson Mandela è stato e rimarrà per sempre il padre della democrazia sudafricana per il fondamentale ruolo svolto nella lotta contro l’apartheid. Reduce da 27 anni di durissimo carcere, Mandela ha speso ogni giorno della sua vita in favore della lotta contro le discriminazioni razziali e la segregazione della popolazione di colore in un contesto che delle differenze etniche faceva il suo dominio preponderante.

“Madiba” lottò all’ultimo sangue per difendere e appoggiare nella legalità i diritti dei neri ingiustamente accusati di crimini da parte dello Stato. Fu arrestato nel 1951, assolto dopo cinque estenuanti anni di processo, arrestato una seconda volta nel 1962 e di nuovo incarcerato per cinque anni con accuse di reati minori. Nel 1964 arrivò l’ergastolo con l’accusa di aver favoreggiato e incitato la ribellione.

Fu il presidente Frederik Willem de Klerk a liberarlo e a rimuovere dalla lista dei movimenti politici ritenuti illegali il suo partito, l’ANC. Nel 1994 arrivò l’enorme consenso elettorale che lo portò alla presidenza della Repubblica, carica affidata, con lui, al primo uomo di colore. In seguito al suo unico mandato, si ritirò dalla vita politica per dedicarsi interamente alla battaglia per i diritti sociali, in primis in tema di Aids. Lo scorso 18 luglio, tutto il Sudafrica aveva festeggiato il suo 95esimo compleanno con l’organizzazione del Mandela Day.

(Foto: ultimaora.net / wall-height.com)

Redazione

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