Morgan Delt: follia e acido space rock per un disco fuori dal comune

morgan delt

Tripudio di colori per la copertina di Morgan Delt (stereogum.com)

Dal maestoso Topanga Canyon arriva una musica che punta alle stelle, sorvolando il pianeta terra con un tocco di follia.

UNA MUSICA DALLO SPAZIO – Morgan Delt è l’omonimo album d’esordio di un artista istrionico che viaggia davvero lontano dalla monotonia sonora. Morgan Delt è un polistrumentista californiano che si è approcciato a variegati generi prima di partorire questo disco che profuma di magia e unicità.

La potente base psichedelica che regge il nuovo album sfocia in miscellanee sonore che incontrano l’oriente e lo space rock per spingere la musica sperimentale elettronica oltre i confini dell’ordinario.

IL FLOWER POWER E LA PSICHEDELIA - Inconsueto e mistico, Morgan Delt cuce nel disco un pesante bagaglio di conoscenze, ricco di messaggi e impressioni che volano via troppo velocemente per essere afferrati.

Il flower power ritrova in Morgan Delt la sua anima perduta negli anni Sessanta, risorgendo dalle ceneri di un passato esplosivo senza perdere il proprio dinamismo.

Un disco che guarda alla ricercatezza degli effetti sonori e delle idee melodiche che incoronano il musicista californiano come un giocoliere della psichedelia.

CAMBI DI ATMOSFERE - Le undici tracce scorrono inarrestabili per essere assaporate in un sol boccone. Make My Grey Brain green alterna influenze provenienti dalla musica orientale a spunti prettamente psichedelici, modulando continuamente l’atmosfera sonora per poi cambiare rotta e trasferirsi in luoghi dal sapore arabesco, dove risuonano echi in sordina ed effetti spaziali.

Il filo conduttore psichedelico diventa più acido con Barbarian Kings, un brano che risiede nel mondo dell’altrove, disegnato soavemente da una voce estatica che nel ritornello sprigiona un’aura trascendentale. Lo spirito nostalgico si mostra sfuggente, perso fra i giri melodici fatati, diventando più incisivo nelle sezioni polivocali che ricordano vagamente l’eredità “beatlesiana”.

OMBRE E SOSPIRI - Dopo la ninnananna, il disco prende una piega più movimentata che permette al flower power di fare un ingresso trionfale. Beneath the Black and Purple tesse le trame del passato come una canzone spensierata, il cui ritmo si arresta per riprendere la rotta spaziale. Nella sezione conclusiva, il mood del brano si sposta in un luogo regnato dalle ombre, in cui le voci appaiono e svaniscono delicatamente, sovrastante dall’incalzante ritmo che torna celermente nel buio.

Mr. Carbon Copy parte verso una direzione più beat per poi alternarsi in due idee vocali che appaiono come le facce di una medaglia stregata. Nella corsa fantastica l’assetto ritmico del brano rallenta barcollando per dare poi spazio ai volteggi vocali che girano nel sound generale come se fossero estraniati dalla realtà.

Obstacle Eyes trasforma Morgan Delt in un gitano sognante che sfida la legge di gravità saltellando sul ritmo sfuggente.  Le melodie diventano oniriche e fungono da sfondo fiabesco a una filastrocca cantilenante che viene disturbata da interferenze  sonore sconosciute, vagamente percepibili.

MAGIA E SPIRITUALISMO - Little Zombies raggiunge il culmine della spiritualità, esplodendo in un tripudio di voci che nascono da pensieri reconditi. Il ritmo basico si ripete all’infinito trasformandosi in un’ancora di salvezza fra suoni sovrapposti che, nel finale, si soffermano su orizzonti orientaleggianti.

La condotta ascetica del disco viene di nuovo alterata da Morgan Delt il quale, in Chakra Sharks, genera sonorità dure e incalzanti, vicine alle atmosfere beat e, nel contempo, estrapolate dal rock psichedelico più aggressivo. Il ritmo ballabile accompagna vocalità fresche e ammalianti.

Sad Sad Trip raffigura una straordinaria intermittenza fra passato e futuro dove la voce si innalza a sospiro e lo sfondo si tinge di cupo ed enigmatico.  Sprazzi di musica sperimentale si snodano su risoluzioni armoniche incantate, distanziandosi largamente dalla terraferma.

morgan delt

Morgan Delt, padre dell’omonimo disco, ha dichiarato di essere sempre stato affascinato dal cambiamento e dallo sperimentalismo aristico.

DENTRO IL TURBINE CALEIDOSCOPICO - L’apoteosi dello sperimentalismo viene raggiunta dal disco in Backwards bird inc., una folle amalgama di musica elettronica e ritmi orientaleggianti che scivolano in un tunnel caleidoscopico dal quale non esiste via d’uscita.

Le voci, sempre più accese, sorvolano l’intricata immagine senza mai fondersi completamente con questa. Backwards bird inc. racconta una storia intangibile, naufraga nei mari impetuosi di un disco visionario.

Percorrendo ancora il tunnel, Tropicana  si immerge in acque torbide e incostanti, retta da giochi vocali che si alternano a beat irregolari e sovrapposizioni di tastiera che sembrano provenire da pianeti extraterresti.

Al termine del viaggio stravagante, Main Title Sequence chiude il disco con uno spirito contemplativo, riprendendo gli echi vocali più docili che si riappacificano dolo la lunga corsa verso l’infinito.

UN DISCO FUORI DALL’ORDINARIO - Morgan Delt si appropria di peculiarità che raramente verrebbero attribuite a un disco d’esordio, mostrando una spiccata maestria nell’esecuzione e una geniale fantasia creativa. Un disco che colpisce l’intera sfera sensoriale, trasportando l’ascoltatore verso dimensioni prive di temporalità e locazione.

L’approccio alla psichedelia più acida non priva Morgan Delt di un’estetica elastica, quasi vaporosa, che permette di inserirlo in un contesto onirico e imprevedibile. Se i poteri magici esistessero realmente, Morgan Delt sarebbe arrivato davvero vicino alla loro scoperta.

Voto: 9

Foto preview: troubleinmidrecs.com

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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