Monti incontra i partiti

ROMA – Weekend denso di impegni per il nuovo premier Mario Monti. Le consultazioni con i partiti, infatti, sono cominciate dopo le 10:30 con l’entrata a Palazzo Chigi della delegazione del Terzo Polo composta da Pier Ferdinando Casini (Udc), Francesco Rutelli (Api) e Benedetto Della Vedova (Fli). Al centro delle questioni è la fondamentale manovra anticrisi attesa entro lunedì.

Successivamente, alle 12, Monti ha incontrato il Pdl, precisamente Alfano, Gasparri e Cicchitto. Previsto, infine, per le ore 21 il confronto con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. Domani, invece, Monti ascolterà le parti sociali. Intorno alle ore 12, a palazzo Chigi andranno anche i rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha convocato per lo stesso giorno, alle ore 9.30, una riunione straordinaria della Conferenza. All’incontro con il governo parteciperanno anche Comuni e Province.

Stando a quanto dichiara il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, la situazione è paragonabile ad un medico che «quando arriva, difficilmente prescrive medicine buone, quasi sempre si tratta di medicine amare. Soprattutto quando si tratta di salvare il malato La manovra che stiamo discutendo – prosegue Casini – sarà severa e pesante. Noi abbiamo chiesto di conservare quei criteri rigore coniugati ad equità». Il Terzo polo, quindi, esprime “vigile solidarietà” al governo Monti, anche se la manovrà sarà pesante dal momento che il nuovo premier è costretto a “fare cose che per lungo tempo non sono state fatte”.

A voler sgombrare il campo da ogni ipotesi è il neoministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che in una lettera inviata a Repubblica sottolinea che non si verificherà nessun conflitto di interesse tra l’attuale incarico governativo e i precedenti incarichi in tanti settori, pubblici e privati, Intesa San Paolo, ultimo in ordine di tempo.

«Qualche giorno fa mi è stato proposto di diventare Ministro della Repubblica in un momento molto difficile per il nostro Paese – precisa Passera – e ho accettato naturalmente lasciando il mio precedente incarico. Già questo dovrebbe eliminare terreni di conflitto. Se per conflitto di interesse ci si volesse riferire al fatto che i miei risparmi sono concentrati in azioni di Intesa Sanpaolo, ho immediatamente attivato la predisposizione di una soluzione molto lineare, che elimini ogni possibilità di strumentalizzazione e che sto finalizzando proprio in questi giorni. In questo modo non potrà esserci dubbio sulla trasparenza delle scelte che sarò chiamato a fare. Se, infine, per conflitto di interesse – conclude il ministro – ci si volesse riferire ai progetti di ristrutturazione e rilancio aziendale da me seguiti in tanti settori pubblici e privati, confermo che, con la stessa passione e con lo stesso rigore con i quali ho difeso nel passato l’interesse di quelle aziende e degli azionisti della banca, oggi le mie decisioni guarderanno esclusivamente all’interesse generale e alle norme che regolano i dicasteri che ho la responsabilità di guidare”.

Redazione

(Foto: fanpage.it / gqitalia.it)

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