Monti è ormai in campo, resta da vedere se con o senza Berlusconi

Il premier Mario Monti

Roma - Prima di andare al concerto di Natale ad Assisi e raccogliersi in preghiera davanti alla tomba di San Francesco, Mario Monti ha fatto una chiacchierata con Angelino Alfano. Presenti anche il segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e il presidente della Cei, Angelo Bagnasco, entusiasti dell’ipotesi di una discesa in campo del premier alla guida di un fronte moderato, si sono detti favorevoli alla nascita di uno schieramento largo, che raggruppi tutti i moderati e possa scongiurare la vittoria del centrosinistra di Pier Luigi Bersani e Nichi Vendola. Quello della Chiesa è sostanzialmente un invito ad evitare che vengano lasciati per strada i voti del Pdl.

Non è dato sapere con certezza quale sia stata la risposta del professore, ancora indeciso se compiere o meno “il passo in avanti“. L’unica certezza pare la contrarietà assoluta di Monti ad un’ipotetica alleanza con Silvio Berlusconi. «Abbiamo un’idea di Paese diametralmente opposta», avrebbe confidato. Non rientrerebbero quindi nel progetto di una Lista Monti, i numerosi impresentabili che albergano nel Pdl.

Diverso sarebbe il discorso, se dal Pdl si staccasse un’area moderata ed europeista (Frattini, Mauro, Quagliariello, Cazzola, Sacconi per citarne alcuni) che andasse a rafforzare il centro moderato cui lavorano ormai da tempo Pier Ferdinando Casini, Luca di Montezemolo, Andrea Riccardi, Andrea Oliviero, Raffaele Bonanni, Gianfranco Fini. Per ora, seppur a un paio di mesi dalle elezioni, regna l’indecisione totale, ed una sola certezza: se mai scenderà in politica, Monti porrà l’accento sull’etica e la morale, sulla pulizia delle liste di candidati da presentare ai cittadini.

Le opzioni sul tavolo sono due: o dare il proprio nome alla lista cui lavorano Montezemolo e Riccardi, facendo scattare un accordo di coalizione con l’Udc di Casini, il Fli di Fini ed eventualmente con l’ala europeista del Pdl. Oppure presentare una lista propria. Per la felicità dei centristi però ormai il messaggio sembra piuttosto chiaro: alle prossime elezioni ci sarà anche il Premier in carica, Mario Monti.

Davide Lopez

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