Monti-bis. Partiti in agitazione: Udc gioisce, Pd preoccupato e Pdl tentato

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Mario Monti

Roma – Monti bis all’orizzonte. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha reso pubblica l’ipotesi di una effettiva seconda legislatura qualora l’Italia lo richiedesse.

In caso ‹‹circostanze speciali›› – ha chiarito il presidente – non si candiderà ma rimane comunque a disposizione per servire il Paese. Poi il chiarimento sul voto: ‹‹saranno gli italiani a scegliere il futuro››.

Prime reazioni dal mondo politico: Pierferdinando Casini esulta e apre le liste dell’Udc. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e l’ex premier Silvio Berlusconi rimangono cauti ma l’effetto della dichiarazione di Monti – rilasciata durante un incontro istituzionale al Council of Foreign Relations, associazione apartitica molto influente - è di aver agitato le acque della politica italiana.

Secondo Cristina Ferrulli, inviata Ansa, l’ipotesi montiana ha senza dubbio dato luogo ad almeno 3 effetto. a) Pier Ferdinando Casini, grande sponsor per un Monti-bis, siè messo in moto per la rinomina del Professore. b) Il Pdl – già in crisi interna – si è ulteriormente spaccato tra sostenitori dell’ipotesi Monti e i fortemente contrari. Secondo i primi, un altro mandato Monti darebbe modo al partito di riorganizzarsi con calma e tra essi vi sarebbe anche l’ex premier ancora in dubbio se ricandidarsi o meno; per i secondi, la parentesi dei tecnici dovrebbe concludersi senza altro seguito, sia per l’anomalia del Governo in carica sia per gli scarsi risultati ottenuti dalle manovre Salva Italia. c) Pier Luigi Bersani pare preoccupato e convinto dell’urgenza di ritornare alle urne.

L’apertura del presidente del Consiglio ad un suo bis arriva di sorpresa nel pomeriggio di ieri ma non del tutto inattesa. In molti speravano in Monti in virtù del prestigio  internazionale di cui gode, tanto più in un momento di forte crisi delle Istituzioni italiane. ‹‹Serve – sostiene dall’Udc Casini – un documento di impegni vincolanti da parte della maggioranza che rassicuri la comunità internazionale che l’Italia e i partiti continueranno sulla strada intrapresa››. Tesi che trova appoggio anche in molte entità internazionali e cancellerie europee.

Nel contesto spicca comunque la figura di Silvio Berlusconi. Il padre del Pdl, in piena campagna elettorale, non lesina critiche all’euro definendolo ‹‹grande bluff›› unitamente al fiscal compact approvato dal Governo Monti, tuttavia sull’uomo apre con cautela. D’altronde le mosse del Cavaliere sono note già da settimane: dopo aver preso tempo sulla scelta di una possibile ricandidatura in attesa dell’accordo sulla legge elettorale, pare ora più che soddisfatto sulla possibilità di un Monti bis, magari includendo nel nuovo governo politici invece di tecnici. Una soluzione che toglierebbe il Pdl dalle spine delle sue faide interne ma anche il centrosinistra dall’urgenza di definire delle linee comuni per arrivare in coalizione chiara alle lezioni. Cosa riguardante soprattutto il Pd, intento a capire come e se dare luogo alle primarie.

Resta da capire come Monti si porrebbe di fronte all’ipotesi di guidare un governo politico, dubbio lecito giacché questo lo obbligherebbe a sottostare maggiormente agli equilibri instabili e alle pressioni di ogni gruppo parlamentare presente nell’Esecutivo.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

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