Montecitorio, approvata la legge di stabilità. Ora le dimissioni di Berlusconi

L'aula di Montecitorio

ROMA – A Palazzo Chigi è stato scritto l’ultimo capitolo del governo Berlusconi. Pare di sì. Con l’approvazione della legge di Stabilità non sembrano più esserci impedimenti alle dimissioni del premier, da giorni auspicate e chieste a gran voce da membri della sua stessa coalizione.

La voce del presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha annunciato pochi minuti fa l’esito del voto sul ddl 4773 Legge di Stabilità.

Prima si erano susseguiti gli interventi di rappresentanti di vari gruppi (Misto, Liberal Democratici, Grande Sud e Lega Sud, Alleanza per l’Italia, Minoranze linguistiche, Futuro e Libertà per il Terzo Polo, etc), ognuno con considerazioni sul ddl e con un’esplicita dichiarazione di voto, favorevole praticamente all’unanimità ad esclusione – come annunciato – dell’Idv per bocca dell’on. Massimo Donadi (foto sfavorevole), della delegazione dei Radicali interni al Pd rappresentata da Rita Bernardini e del Pd stesso (astensione). Molti parlamentari hanno usato le stesse parole dell’ultimo appello di Napolitano (coesione nazionale, interesse dell’intero Paese, sviluppo della nazione, superamento dei conflitti e delle lacerazioni, ampio senso di responsabilità) per aprire la strada a progetti capaci di garantire un futuro diverso, con l’obiettivo di recuperare quella credibilità che l’Italia merita. Qualcuno ha anche citato l’anagramma Mario Monti-Rimontiamo, quale segnale di speranza e fiducia in un vero possibile cambiamento.

In alcuni di questi interventi particolarmente impietoso è stato il giudizio sul governo Berlusconi, di cui si sono sottolineate le incapacità e tutti gli aspetti più oscuri (corruzione, collusione con la mafia, sistema di disvalori, etc), e qualcuno ha puntato il dito in specifico contro il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e la sua «scellerata politica» (On. Vincenzo D’Anna). Il rappresentante della Lega ha invece costruito il suo intervento intorno all’illusione dell’euro e alle drammatiche conseguenze che l’introduzione della nuova moneta ha arrecato al potere d’acquisto delle famiglie.

Fabrizio Cicchitto

Le tensione è un po’ salita durante l’intervento di Dario Franceschini, e poi di Fabrizio Cicchitto, la cui conclusione è stata: «Berlusconi ha dimostrato coscienza nazionale. Gli esprimiamo la nostra solidarietà per gli attacchi civili di cui è stato oggetto e il nostro ringraziamento». Gli ha fatto eco, a titolo personale, l’on. Pepe che ha ringraziato Silvio Berlusconi definendo il suo governo «l’ultimo democraticamente eletto». Dopo di lui Scilipoti, con riferimento al futuro governo Monti: «Da domani saremo tutti commissariati».

Davanti a Montecitorio nelle ultime ore si è intanto assiepata una folla via via crescente, di pari passo con il dilagare sul web, soprattutto attraverso social network come Twitter, delle iniziative più fantasiose. Si parte dal semplice appello a scendere in strada (ma solo dopo le dimissioni), a quello di appendere il tricolore ai balconi e alle finestre in maniera altamente simbolica.

Ora si aspetta tutto l’iter previsto, la salita al Colle di Silvio Berlusconi, l’annuncio delle dimissioni, le consultazioni, l’assegnazione del nuovo incarico di governo, e l’inizio di un percorso che, per quanto difficile, avvii la risoluzione della crisi.

Redazione

foto www.wakeupnews.eu

 

 

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