Montauk Hotel, stanza 001: “Il Mago di Oz”

Anno nuovo vita “vecchia”? Non proprio. Il ramo Cinema e Musica di Wake Up News inizia il suo 2013 con Montauk Hotel, una rubrica mensile di retrospettiva concepita con il desiderio di rinfrescare una memoria ormai troppo friabile (in quale film proprio Montauk era il luogo principale del nucleo cerebrale?) su quelli che sono stati film, dischi, registi o musicisti di rilevanza fondamentale per la nostra concezione artistica attuale. Stanza 001: Il Mago di Oz. Benvenuti e buona permanenza nel nostro hotel.

Il mago di oz«Somewhere over the rainbow»

È l’inizio del testo di una canzone che ha fatto storia. Una canzone che fece la sua prima apparizione in un film del 1939 diretto da Victor Flemming, Il mago di Oz, e ne fece vincere l’Oscar. Ispirato al libro di L.Frank Baum, Il meraviglioso mago di Oz, fu messo nelle sale sottoforma di musical e rimane, tutt’oggi, uno dei film più celebri della storia del cinema.

La trama narra l’avventura di Dorothy Gale, ragazzina che vive nella campagna del Kansas con i suoi zii e il suo cagnolino Totò. Nella fattoria ci sono i momenti belli (come quelli passati con i tre braccianti Hunk, Hickory e Zekel) e momenti brutti (come i litigi con la ricca e acida vicina Almira Gulch per le zuffe tra il suo gatto e Totò). È proprio l’ennesimo litigio con Miss Gulch che dà avvio al film. Dorothy prova a spiegare le proprie ragioni, ma tutti hanno un gran da fare. Ognuno le dà consigli a modo proprio: Hank dice che, con il comportamento infantile tenuto con la vicina, Dorothy dimostra di avere paglia al posto del cervello; Hickory che Miss Gulch non ha cuore e Zekel che la piccola deve avere più coraggio. Solo la vecchia zia dice a Dorothy di essere più concreta e sognare di meno. Ma la ragazzina non è d’accordo: crede che alla fattoria nessuno la capisca, ammette di voler andare lontano, poter volare come un uccello, magari oltre l’arcobaleno, dove i sogni possono diventare realtà. Nel pomeriggio la scorbutica vicina si presenta a casa di Dorothy sostenendo che, stanca di Totò, è riuscita ad ottenere un’ordinanza dal sindaco per portare il cane a sopprimere. Gli inermi zii, non potendo opporsi, lasciano che Totò venga portato via. Il cane riesce a fuggire e torna dalla sua padroncina, la quale, sempre più ferma delle sue convinzioni, decide di scappare con Totò.

Durante il percorso, s’imbatte nel carro del Professor Meraviglia, un finto mago che, fingendo di guardare in una sfera che prevede il futuro, convince Dorothy a tornare a casa. Ma mentre torna un tornado si abbatte sulla vallata e, non trovandone i vari componenti della famiglia, Dorothy decide di rifugiarsi nella sua cameretta. A causa del forte vento, le cade addosso un’anta della finestra, facendola svenire. La ragazzina si sveglia e capisce di trovarsi ancora nella sua casa, però nell’occhio del ciclone. All’atterraggio, Dorothy esce e si trova in un posto carico di colori. Una donna le appare da una bolla di sapone e le chiede che tipo di strega lei sia. Dorothy è sconcertata, ma la donna le spiega che lei è Glinda, la buona strega del Nord e Dorothy è capitata ad Oz, nella città dei Mastichini, governata dalla strega cattiva dell’Est. Ed è proprio su di lei che è caduta in testa la casa della giovane,  liberando così gli abitanti dalla sua tirannia. Durante i festeggiamenti della nuova eroina, al paese appare la perfida strega dell’Ovest, identica a Miss Gulch, sorella della defunta strega e intenzionata a prendere le scarpette rosse magiche che la morta indossava. Grazie a una magia, Glinda le trasferisce ai piedi di Dorothy, facendo si che la megera andandosene via giuri vendetta su di lei. La buona strega dice a Dorothy che se vuole scappare dalla nemica l’unico rimedio è tornare a casa e la sola persona che può aiutarla è

 «il grande e favoloso mago di Oz (…) È un mago buono, ma molto misterioso, lui abita nella città di Smeraldo»

e l’unico modo per arrivarci è seguire il sentiero dorato. Così Dorothy si avvia. Nel suo percorso incontra tre personaggi: uno spaventapasseri che non ha il cervello, simile ad Hank; un boscaiolo di latta, senza cuore, simile a Hickory; e un leone senza coraggio, simile ad Zekel. Tutti e quattro decidono di unire le loro forze per andare dal mago ad esaudire i loro desideri. Arrivati alla città, la strega dell’Ovest li raggiunge a cavallo della sua scopa volante e, attraverso un messaggio nel cielo, impone alla giovane di arrendersi. La cosa, oltre a spaventare i quattro amici, spaventa l’intera città e, dato il pericolo, il mago li accetta al suo cospetto. Questi si presenta come un’immagine spaventosa dalla voce profonda e arrogante, circondata da fumo e fiamme. Il mago propone di esaudire i quattro desideri solo se gli eroi rubino la scopa della strega malvagia e gliela portino. Dopo una serie di peripezie e uccisa la strega i quattro tornano dal mago e scoprono la sua vera identità: un semplice uomo, identico al Professor Meraviglia, senza poteri magici, che arrivò ad Oz perché la mongolfiera che lui pilotava aveva sbagliato direzione. Tutti riescono ad ottenere ciò che chiedevano, grazie a dei riconoscimenti, ma per Dorothy c’è solo una soluzione: che lo stesso “mago” la riaccompagni con la vecchia mongolfiera.

Il mago di ozTutto è pronto per la partenza, ma non appena il pallone inizia a volare Dorothy lo perde per recuperare Totò. Convinta ormai di non poter tornare a casa, ecco giungere Glinda che rivela a Dorothy la chiave per tornare a casa: battere tre volte i tacchi delle scarpette e credere fermamente  in un desiderio. Dopo un commovente addio agli amici che l’hanno accompagnata, Dorothy torna a casa. Tutto è tornato come prima: lei è a letto, circondata da i suoi cari, compreso il Professor Meraviglia. Tenta di spiegare la sua avventura, ma ormai non le importa di essere creduta, ha capito che se la felicità non si trova nel proprio giardino di certo non potrà essere trovata altrove e capisce anche che

 «Nessun posto è bello come casa mia».

Il musical è rimasto negli albi della storia per una lunga serie di motivi. Primo fra tutti l’aver dato la celebrità a Judy Garland, che interpreta Dorothy. Le canzoni e le musiche sono degne della favola e della leggerezza che essa trasporta. Come già detto, infatti, furono proprio le musiche a donare i due Oscar al film: quello per la miglior canzone (la già citata Over the rainbow) e quello per la miglior colonna sonora. L’originalità è nell’uso che il regista dona ai colori e ai vari mondi: quando Dorothy si trova nel Kansas, sia all’inizio che alla fine, il film è color seppia; ma tutta la permanenza ad Oz è a colori sgargianti. I simboli sono di facile interpretazione: il mondo che alla ragazza non piace è cupo e quello fantastico e immaginario è a colori, proprio per sottolineare l’immaginazione che un mondo nuovo può dare e ottenere. Gli stessi personaggi hanno un forte senso simbolico. Dorothy, ad esempio, è il corrispettivo di Teodora, cioè “dono del Signore”, e giustifica il fatto che giunga ad Oz piovuta dal cielo; le ricerche dei tre amici sono ciò che serve a Dorothy per crescere: cervello, cuore e coraggio. Oltre al fatto che molte delle sue battute e delle sue scene furono riprese in molti film, telefilm, cartoni e programmi, la curiosità più interessante della pellicola è che il regista, Victor Fleming, lo stesso anno fu capace di realizzare un altro capolavoro della cinematografia: il pluripremiato Via col vento.

A marzo di quest’anno uscirà nelle sale il prequel della pellicola, Il grande e potente Oz, diretto da Sam Raimi, dove si racconterà come il mago sia giunto ad Oz. Chissà se anche Raimi ci poterà oltre l’arcobaleno con la stessa magia e semplicità di Fleming…lo scopriremo sicuramente seguendo il sentiero dorato.

Francesco Fario

[youtube]http://youtu.be/PSZxmZmBfnU[/youtube]

 

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2 Risponde a Montauk Hotel, stanza 001: “Il Mago di Oz”

  1. avatar
    sara76 05/01/2013 a 13:32

    Bella recensione per uno dei film più belli e visti nel mondo. Non dimentichiamo che per questo film Judy Garland ha vinto l’oscar come giovane attrice. Mi piacerebbe vedere in Italia più film di questa meravigliosa e talentuosa attrice cantante ballerina, all 8avo posto nella classifica mondiale tra le attrici/attori più bravi e talentuosi. Peccato che in Italia venga così poco considerata!

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    • avatar
      FrancescoF 05/01/2013 a 15:53

      Gentile Sara,
      devo farti due ringraziamenti. La prima, più importante, ti ringrazio di aver aggiunto un’informazione che mi ero dimenticato di inserire. Hai ragione riguardo i suoi film: “Incontriamoci a Saint Louis”, ad esempio, è un film bello, storico e poco conosciuto. Altro ringraziamento riguarda il tuo commento. E’ sempre un piacere sentire risposte positive, riguardo gli articoli, da parte dei lettori. Significa che stiamo svolgendo bene il nostro lavoro.
      Grazie ancora.

      Francesco

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