Monsters University, a scuola di spavento – Recensione

Locandina del film

Realizzare un prequel o un sequel di un film campione d’incassi è spesso un evidente segnale che produttori, sceneggiatori e registi siano seriamente a corto d’idee. Se poi il prequel in questione lo realizza la casa d’animazione più famosa del mondo, l’operazione si fa ancora più rischiosa, tanto alto è il pericolo di deludere un vastissimo (e affezionatissimo) pubblico. La Disney Pixar non ha avuto recentemente successo con i sequel: un deludente Cars 2 aveva lasciato presagire alcune difficoltà nel reparto produttivo e creativo, in parte smentite da Brave – Ribelle, che si è aggiudicato l’Oscar come miglior film d’animazione proprio quest’anno.

Dopo una gestazione produttiva durata quasi tre anni, esce oggi nelle sale italiane Monsters University, prequel del graziosissimo Monsters & Co., candidato all’Oscar come miglior film d’animazione nel 2001, sconfitto poi da Shrek della rivale Dreamworks. Ritroviamo ancora una volta il mostro mono-occhio Mike (doppiato nella versione originale da Billy Cristal), non più impiegato della fabbrica di spaventi, ma ancora giovane matricola della prestigiosa Monsters University, l’università dei mostri, in cui sogna di entrare sin da bambino. Durante il primo semestre universitario, però, i suoi piani di studio vengono sconvolti dall’incontro con lo spocchioso James P. Sullivan, detto “Sulley”, uno spaventatore dal talento naturale. Il loro spirito competitivo fuori controllo li farà cacciare dall’esclusivo programma per spaventatori dell’Università, e per potervi rientrare, Mike decide di iscriversi alle “Spaventiadi”, le Olimpiadi dello Spavento, costretto però a fare squadra proprio con Sulley e con la confraternita meno ambita del campus, gli Oozmakappa, con conseguenze tutte da ridere.

Le "matricole" Sulley e Mike

La regia è affidata all’esordiente Dan Scanlon, che ha iniziato a militare nelle file della Pixar dal 2001, collaborando come animatore per Cars, Toy Story 3 e Brave, ed è prodotto, oltre che da John Lasseter (regista di Toy Story e Cars) anche da Pete Docter, regista proprio di Monsters & Co. e del più recente Up. Un team creativo da Oscar, il cui sapiente lavoro fa di Monsters University una delizia per gli occhi e un ottimo prodotto di sceneggiatura che gioca sapientemente sui dialoghi e sulla caratterizzazione attenta dei personaggi: Mike e Sulley sono due eroi imperfetti, incompleti, che trovano l’uno nell’altro il segreto della forza reciproca. Una forza che parte prima di tutto da se stessi, una volta che si è appreso come riconoscere le proprie possibilità e i propri limiti, e far leva su di esse per impiegare se stessi nella realizzazione di qualcosa di più grande.

Monsters University è un romanzo di formazione che insegna, facendo ridere con gag esilaranti e originali, la lezione più grande di tutte: crescere e accettare se stessi. In sintesi, un prequel ben fatto, delizioso e divertente. Stavolta, la Pixar ha colto nel segno, smentendo finalmente chi aveva presagito, con una certa aria beffarda, aria di crisi.

(Foto: comingsoon.it; indie-eye.it; movieforkids.it)

David Di Benedetti

@davidibenedetti

[youtube]http://youtu.be/VHNVuZQ1Coc[/youtube]

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