Moleskine salta in Borsa!

Milano – Per tutti noi è sinonimo di Bruce Chatwin, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Vincent Van Gogh. Strumento di sopravvivenza di scrittori veri o aspiranti tali (il 50% della popolazione mondiale) e simbolo del kit del nomade contemporaneo, come la valigia.

Quando pensiamo ai taccuini Moleskine, moderno baluardo dell’appunto privato nell’era del post pubblico sui social network, la Francia sembra a un passo da noi. La Gare du Nord, i tavoli dei bistrot. Sarà per quell’aneddoto raccontato dallo stesso Chatwin ne Le vie dei canti: quando nel 1985 scoprì che la fabbrica stava per fallire, corse nella sua cartoleria parigina a comprare tutto lo stock su cui poi scrisse il libro stesso.

E invece Moleskine è un marchio 100% milanese. E anche se il controllo ora è di un fondo francese, Syntegra Capital, sono dei designer meneghini guidati dalla sociologa-manager e anche piccola azionista, Maria Sebregondi, che hanno permesso di arrivare all’avvio dell’iter per lo sbarco a Piazza Affari della società, una quotazione di pura «carta» nel decennio della digitalizzazione di prodotti e simboli.

E intanto, in attesa dello sbarco in Borsa, Moleskine apre i suoi primi due negozi monomarca in Italia: alla Stazione Termini di Roma  oggi e alla Stazione Centrale di Milano il 14 giugno.

Natalia Radicchio 

Foto via www.nerosubianco1984.wordpress.com

 

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