Moas, la nave privata che salverà gli immigrati

moas nave privata
Era l’8 luglio 2013,  quando papa Francesco, da Lampedusa, lanciava il suo grido di aiuto per i migranti del mare. Quei disperati che, con delle carrette che sfidano ancora prima di entrare in acqua il principio di Archimede, attraversano il Mediterraneo nella speranza di un futuro lontano dalla povertà, dalla guerra, dalle ingiustizie. A distanza di pochi mesi ci sarebbe stata la peggior pagina nella storia dell’immigrazione, la “tragedia di Lampedusa” con i suoi 376 morti.

Qualcuno però non è rimasto inerme di fronte a quei fatti. Regina Catrambone, imprenditrice italiana trasferitasi a Malta, e suo marito Christofer, assicuratore statunitense, hanno infatti deciso di fondare una nuova stazione aiuto e salvataggio per i migranti del Mediterraneo. Il Moas, acronimo di Migrant offshore aid station, è la prima nave che salpa con quelle finalità ad essere finanziata da privati.

MOAS, AIUTARE LE CARRETTE DEL MARE - Moas è una nave privata nata con l’obiettivo di salvare gli immigrati in mare in avaria.  La coppia, dopo aver ascoltato le parole del Papa, ha deciso di acquistare in Virginia la Phoenix, ribattezzata Phoenix 1: 43 metri di imbarcazione con droni e personale specializzato per localizzare i gommoni in difficoltà e prestare i primi soccorsi ai migranti bisognosi. L’imbarcaione, che affiancherà le navi di Mare Nostrum,  sarà capitanata da Martin Xuereb, ex capo delle forze militari maltesi.

Sono persone disperate – ha detto Regina Catrambone – noi vogliamo soltanto essere sicuri che non muoiano nella loro disperazione. Molte persone mi dicono che sto solo sprecando soldi ma penso che si tratti di qualcosa di più della parabola del seminatore. Vogliamo essere di ispirazione ad altre persone, soprattutto in questo periodo di crisi economica in cui si tiene di più ai soldi che alla vita umana.

SBARCHI E NAUFRAGI - Il costo per rendere operativo Moas non è stato rivelato, ma si parla di «milioni di euro» solo per l’acquisto di Phoenix1 e della strumentazione. Regina e Christopher ora stanno cercando nuovi finanziamenti di crowdfunding perché «chiedere dei soldi prima avrebbe significato perdere troppo tempo – conclude Regina – e la sensazione è che sia già troppo tardi». Un’iniziativa lodevole ma che lascia qualcuno perplesso. Non è chiaro dove verranno trasportati  gli immigrati recuperati e chi se ne prenderà cura. Da anni il governo di Malta è sul banco degli imputati da parte della Ue per la sua politica per l’immigrazione fatta di troppi respingimenti.

Valentina Gravina

@valegravi

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Una risposta a Moas, la nave privata che salverà gli immigrati

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    STEFANO 18/07/2014 a 18:25

    BELLA CAZZATA!! LORO SONO ANDATI A VIVERE A MALTA E HANNO PRESO UNA NAVE PER PORTARE GLI IMMIGRATI IN ITALIA XCHE A MALTA NON LI VOGLIONO,ALLORA IO PRENDO 10 CANADAIR E GLI FACCIO SCARICARE UN MARE NOSTRUM DI MERDA SULLA LORO VILLA MALTESE,PER ISTIGAZIONE ALL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA IN PAESE DIVERSO DA QUELLO IN CUI ABITO,E SE PRENDO LA PESTE O L’EBOLA VI ASSICURO CHE VENGO A PRENDERVI.

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