“Mister Morgan”, il romanticismo stravagante di Michael Caine e Clémence Poésy

Sandra Nettelbeck dirige l’adattamento cinematografico del romanzo "La douceur assassine" di Françoise Dorner, in sala da giovedì 10 aprile

Sullo sfondo della città più romantica del mondo, ammantata di toni autunnali, Sandra Nettelbeck dirige Mister Morgan, un film tenero e toccante tratto dal romanzo di Françoise Dorner, La douceur assassine (pubblicato da Editions Albin Michel). E il rimando all’autunno lascia presagire molto sul suo protagonista, un Michael Caine dagli occhi arrossati e la barba lunga che, tra l’arancione delle foglie cadute e i grigi del suo elegante appartamento, riscopre l’esigenza di vivere.

LA TRAMA - La moglie di Matthew Morgan (Michael Caine) è morta tre anni prima, lasciando nella sua vita un vuoto incolmabile. Mister Morgan vive infatti contornato da una palpabile assenza: il letto disfatto solo per metà, la panchina sulla quale siede in un parco parigino, la casa tanto amata ormai spoglia, una lingua che, da solo, non sa tradurre. Durante una delle sue passeggiate per la città incontra Pauline (Clémence Poésy), e tra loro nasce un’amicizia intima, paterna, che parla del senso della famiglia, ma anche del terrore di perderla o di vedere uno dei suoi pilastri mancare. La loro amicizia avrà dei risultati inaspettati, il conforto che Matthew trova nella compagnia di Pauline infatti, lo aiuta a rimettersi in piedi e a riallacciare i rapporti con i suoi figli, Miles e Karen. Matthew infatti, da fragile testardo quale è, impara a maneggiare la tenerezza senza vergogna, e capisce finalmente di non essere rimasto solo.

locandina

Una scena tratta dal film “Mister Morgan”

MONSIEUR ARMAND vs MISTER MORGAN - Con Mister Morgan, la Nettelbeck torna nuovamente a parlare delle relazioni umane, dimostrando una certa continuità con alcuni suoi lavori precedenti, come Ricette d’Amore e Sapori e Dissapori, due film che sono uno l’alter ego culturale dell’altro, ricalcando punti di vista e codici linguistici e culturali diversi (Sapori e dissapori, uscito nel 2007, è il remake americano di Ricette d’amore del 2001). Sandra Nettelbeck, d’altra parte, subisce da sempre il fascino di entrambe le sue due appartenenze: quella europea per nascita e quella americana per adozione e, con la voglia di rispettarle entrambe, trasforma il francesissimo Monsieur Armand di La douceur assassine nel testardo Mister Morgan, un americano che, pur vivendo a Parigi da molti anni, non conosce il francese. Ma sono molti i tasselli autobiografici inclusi dalla regia, perché è con essi che la Nettelbeck è riuscita ad identificare i suoi personaggi: «Si tratta del mio approccio personale alla storia; scrivo tutte le mie storie dal mio personale punto di vista. Non sarei stata la persona adatta per girare un film francese con un protagonista francese; non ho abbastanza dimestichezza con la lingua per scrivere una sceneggiatura in francese. Ho vissuto in Francia, ma senza imparare mai la lingua». Proprio come Mr. Morgan.

«LA SCENEGGIATURA, LA SCENEGGIATURA, LA SCENEGGIATURA» - Sandra Nettelbeck si allontana dalla commedia romantica per avvicinarsi alla commedia già più commovente e sensibile, intessendo una storia che è piaciuta prima di tutti proprio a Sir Michael Caine: «se dovessi elencare i tre motivi principali per decidere di comprare una casa direi la posizione, la posizione, la posizione. Per quanto riguarda i film, direi la sceneggiatura, la sceneggiatura e la sceneggiatura. E Sandra ha scritto una sceneggiatura talmente meravigliosa che non ho avuto dubbi nell’accettare il ruolo», conferma infatti l’attore che a leggere ed accettare il copione ha impiegato solo due giorni. Poi è toccato a Clémence Poésy, che «con quel carisma che ti fa girare a guardarla su di un autobus pieno di gente senza che si tratti di una modella o di una bellezza convenzionale», afferma la regista, era perfetta per il ruolo femminile di Pauline. La fotografia e la tecnica sono tutto merito di Michael Berti, l’inseparabile compagno di lavoro, nonché migliore amico, di Sandra Nettelbeck. A lui si deve la saturazione dei colori autunnali e la purezza delle immagini in interno.

Assodato il valore delle belle immagini, la cura tecnica e la profondità dei suoi caratteri, Mister Morgan conserva un solo, unico problema: a tratti risulta troppo lento, condizione che, affiancata ad una durata già ben oltre la media (si tratta di 116 minuti), spinge a guardare più di una volta il quadrante dell’orologio.

 Valentina Malgieri

@V_Malgieri

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