Mind speller, la voce della mente

In Belgio si stà studiando un piccolo e pratico sintetizzatore vocale che consentirà ai soggetti affetti da disturbi motori o neuro-comunicativi di parlare senza interpreti

di Chantal Cresta

cervello
Il cervello umano

LOUVAIN – Si chiama Mind Speller ed è l’ultima invenzione del Laboratorio di neuro-psicologia dell’Università Cattolica di Lovanio, in Belgio. Si tratta di un sintetizzatore vocale che, se portato a termine e brevettato, consentirebbe a tutti i menomati da patologie neuro-degenerative, difficoltà motorie o soggetti a rilevanti problemi nell’articolazione delle parole, di parlare attraverso l’ausilio di un semplice pc.

Il piccolo dispositivo è costituito da una scatolina, collegata a una cuffia munita di elettrodi giustapposti all’altezza di alcune particolari aree del cranio corrispondenti, a loro volta, ad altrettante specifiche zone del cervello in cui si articolano i processi di comunicazione. Il soggetto che indossa la cuffia è posto di fronte allo schermo di un computer dove appare una tastiera alfabetica composta da lettere alternativamente lampeggianti.

Quando la lettera che si desidera utilizzare per la combinazione di una parola o di una frase inizia a lampeggiare, il cervello emette onde elettromagnetiche che vengono captate dagli elettrodi presenti nella cuffia e misurate da un piccolo chip presente nella scatolina, il cui scopo è scannerizzare le onde cerebrali tramite un elettroencefalogramma.

Questo processo di azione-reazione cerebrale viene definito in neurologia con il termine “potenziale P300 correlato ad un evento” ovvero la risposta attiva ed autonoma che il cervello sviluppa alla velocità di 300 millisecondi, se sottoposto ad un stimolo esterno (ottico, uditivo o tattile) o se nel pieno di una personale rielaborazione concettuale come il pensiero.

cranio
Una radiografia di un cranio umano

La risposta elettrofisiologica, misurata e rielaborata dai dati emersi dall’encefalogramma, verrà trasmessa attraverso il micro sensore wireless, sempre attivo nella scatola che invierà i dati al computer. Essi verranno così “tradotti” automaticamente dal programma e digitalizzati sullo schermo con l’immagine della lettera selezionata. La procedura si ripeterà finché la parola o la frase non saranno completate.

Il sistema, elaborato dall’Università Cattolica di Lovanio in collaborazione con il Centro di Ricerca per l’innovazione Holst (Paesi Bassi), pratico nell’applicazione delle nanotecnologie nell’ambito della neurologia, e l’IMEC, azienda operante nello sviluppo di apparecchiature nanoelettriche, potrebbe rappresentare un punto di svolta importante per il miglioramento della qualità di vita di migliaia di persone affette da disturbi della comunicazione, in virtù della facile duttilità e personalizzazione del congegno, regolabile sul tipo o sul livello di difficoltà presentati dal soggetto: “Il prototipo rappresenta un altro step verso la realizzazione di un sintetizzatore discreto” – hanno spiegato Marc Van Hullè dell’Università di Lovanio e Chris Van Hoof della IMEC – “facile da indossare, economico e universale per permettere a chi ha problemi motori di comunicare senza interpreti“.


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