Milano: in un week end tutto l’incanto del libro, dall’incunabolo al Novecento

Il logo della manifestazione

Milano – Nello stand della modenese Libreria Antiquaria Lucia Panini, legata alla storica casa editrice, la sezione dedicata alle copie anastatiche di alcuni dei più bei codici miniati mai realizzati tra XIV e XVI secolo è stata intitolata La biblioteca impossibile.

Quella che invece si è offerta al pubblico dall’11 al 13 marzo al Palazzo della Permanente di via Turati, a Milano, era una biblioteca virtualmente possibile, se pur così colma di tesori di altissimo valore da risultare in fondo un miraggio, un sogno, un desiderio irrealizzabile per chiunque. La XXII Mostra del Libro Antico, promossa ed organizzata dalla Fondazione Biblioteca di Via Senato, ha riunito a Milano oltre 60 espositori, il meglio delle librerie antiquarie nel panorama italiano ed internazionale: facile comprendere come fosse possibile trovarvi volumi, stampe, memorabilia artistici e soprattutto ricercatissime prime edizioni, preda di tutti i bibliofili, dai preziosi incunaboli di fine Quattrocento alle altrettanto rare litolatte futuriste di inizio Novecento. Ma l’edizione 2011 si è proiettata anche oltre, allungandosi negli ultimi decenni del XX secolo: così era possibile trovare, presso Arion Philobiblon, un condensato dell’intero universo delle meraviglie, dal primo Esopo a stampa all’affiche Absolut Hirst, campagna pubblicitaria della nota vodka svedese, con autografo dell’enfant prodige del gallerista Saatchi e punta di diamante del gruppo Young British Artists, Damien Hirst.

Wakeupnews è stata anche quest’anno, come già nel 2010, presente all’evento, seguendo giorno per giorno e passo dopo passo lo svolgersi della manifestazione, dall’inaugurazione di giovedì 10 marzo, con il Senatore Marcello Dell’Utri a presentare la mostra di autografi e manoscritti della Biblioteca di Via Senato (tra cui i contestatissimi Diari di Mussolini), alla chiusura di domenica 13, osservando passeggiare tra gli stand noti bibliofili come il Professor Umberto Eco e lo scrittore Giampiero Mughini, ma anche tanti ragazzi, tanti studenti universitari e appassionati di ogni età.

Passeggiare in fiera, sostare di fronte alle vetrine degli stand per vedere dal vivo ciò che spesso è chiuso ed inaccessibile nelle biblioteche, è stato per tutti un viaggio nella storia della letteratura mondiale attraverso le sue edizioni più prestigiose, fatto che aggiunge emozione ad emozione, perchè posare lo sguardo sul testo omerico nelle versioni scolastiche che molti hanno dovuto subire negli anni liceali non è nulla di avvicinabile alla lettura dei versi di Iliade ed Odissea nell’editio priceps di tutti gli scritti omerici (datata 1488) nello stand del libraio Peter Harrington.

Procedendo a balzi attraverso le prime copie di Orazio con commento di Cristoforo Landino (1482, presso Bernard Quaritch), il prezioso Libro D’Ore cinquecentesco all’uso di Rouen con miniature presso il libraio Giovanni Solmi, le rarissime impressioni secentesche di opere scientifiche a partire da quelle di Galileo Galilei (disponibili presso Bado e Mart e Lex Antiqua) si arriva al Settecento, con, accanto ai libri, stampe ed incisioni come quelle con i mesi e i segni zodiacali del pittore tedesco Weirotter (nello stand Stampe Antiche Buzzanca).

L’Ottocento, che sia quello evocato dagli splendori orientali (libri e xilografie a colori) di Katsushika Hokusai presentati da Lele e Gianni Morra di Venezia, oppure delle tavole litografiche con le Uniformi militari dell’Armata di S. M. Sarda realizzate nel 1844 da Giovan Battista Maggi (presso la torinese Galleria Gilibert), transita verso il cosiddetto secolo breve, che sotto il profilo bibliografico proprio breve non è.

Leggere il Novecento in prima edizione conferisce un sapore diverso alle parole, se poi si tratta di versi poetici è quasi un turbamento avere in mano un esemplare autografato della prima impressione di La Guerre. Une poésie di Giuseppe Ungaretti (1919, presso Il Polifilo) o una rara edizione originale limitata e numerotée de Los Versos de Capitanos di Pablo Neruda (1952, Studio Bibliografico Marini di Valenzano).

Il manoscritto portato in mostra dalla Libreria Pregliasco di Torino

Apoteosi del piacere bibliografico ammirare alcuni testi manoscritti, di cui non si può trattare se non chiusura, dulcis in fundo, citando due pezzi speciali. Il primo perchè presentato dalla torinese Libreria Pregliasco, che in questa edizione della Fiera celebra anche i suoi primi 100 anni con un catalogo – Vivere tra i libri – che ripercorrendo la sua vicenda personale  attraverso le generazioni racconta anche un pezzo della storia dell’antiquariato librario: loro gioiello di punta, a Milano, è stato un inedito manoscritto poetico italiano con musica del 1630, in pergamena elegantemente decorata.

Il secondo perchè esposto in un contesto di collaborazione da pochi anni avviata tra la libreria antiquaria Philobiblon e la moderna Arion, gruppo di librerie indipendenti romane: nell’era in cui si punta sull’e-book e sulla rivoluzione digitale, in cui molti prospettano la morte del libro cartaceo, il gruppo Arion ha invece rilanciato, in un contesto insolito come un negozio di varia, il vintage e le prime edizioni del ’900.

L’incipit del manoscritto de L’originale di Laura

Grazie alla sinergia antico-moderno, in mostra è stato possibile vedere presso il loro spazio un pezzo da museo d’arte contemporanea, il manoscritto de The Original of Laura (L’originale di Laura, pubblicato in Italia da Adelphi), ultimo incompiuto romanzo di Vladimir Nabokov che lo scrittore chiese fosse distrutto alla sua morte. Per fortuna, a volte, i vivi non mantengono la volontà dei morti e, come si legge sul catalogo della collezione nabokoviana preparato per l’evento citando un altro grande autore russo (Bulkagov), I manoscritti non bruciano.

 

Laura Dabbene

 

Foto via: http://www.mostradellibroantico.it; www.sanremobuonenotizie.com

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