Milano presenta l’autobus a idrogeno

L’annuncio di un futuro a emissioni zero per la città lombarda, dove  da oltre 16 giorni  il Pm10 supera la soglia di allarme

di Claudia Vallini

Autobus ecologico

Il 20 gennaio ATM ha presentato in piazza Duomo tre nuovi autobus a idrogeno che a partire dal 2011 svolgeranno regolare servizio di linea. La sperimentazione fa parte del progetto CHIC (Clean Hydrogen in European Cities) a cui hanno aderito anche Torino, Londra, Oslo e Aargau/St.Gallen (Svizzera). Per il progetto sono stati finora investiti 15 milioni di euro, 5 stanziati da ATM, 5 dalla regione Lombardia e 5 dal comune di Milano, ed entro il 2011 si prevede che l’investimento, in quello che viene considerato l’obiettivo di motorizzazione del futuro, raggiungerà i 639 milioni di euro. Ci vorrà tempo per sostituire completamente il parco mezzi dell’ATM, ma a Milano sono già in servizio 130 ECObus con tecnologia EEV (Enhanced Environmentally-friendly Vehicle), a cui se ne aggiungeranno altri la prossima primavera, e 4 bus ibridi diesel/elettrici. La città si conferma quindi tra le prime in Italia e in Europa per numero di mezzi alimentati ad energia pulita. Questi nuovi autobus, essendo alimentati ad idrogeno, emettono solo vapore acqueo, azzerando le emissioni di Pm10. Prodotti dalla Mercedes, sono lunghi 12 metri e dotati di 7 serbatoi.

Acqua - due atomi di idrogeno uniti ad uno di ossigeno

Una rivoluzione nei trasporti che sembra diventare possibile. Se è vero che l’aspettativa di vita di un milanese è inferiore di due anni rispetto alla media e che nel capoluogo lombardo si registrano ogni anno 1000 morti per effetto dell’inquinamento da smog o per patologie croniche ad esso legate, c’è da augurarsi che l’alimentazione dei motori ad idrogeno divenga una realtà non solo per il trasporto pubblico, ma anche per quello privato. Sono in molti a sostenere la necessità di ricorrere ad un’economia basata sull’idrogeno per non soffocare col veleno il nostro pianeta, già ammalato, e tutti i suoi abitanti.

Altri fattori, oltre lo smog, spingono verso un’accelerazione della sperimentazione dell’idrogeno, soprattutto la consapevolezza che il petrolio è una risorsa sempre più scarsa e situata per lo più in aree geopolitiche instabili. Quando i combustibili fossili si esauriranno occorrerà un’alternativa: l’Unione Europea sostiene che l’economia dovrà essere orientata verso l’idrogeno, che occorre però produrre in maniera pulita ed economica. Esso infatti, pur essendo l’elemento chimico più abbondante dell’universo, non esiste allo stato puro sulla Terra, dove si presenta come un gas inodore, incolore e altamente infiammabile. Per essere prodotto in maniera ecologica deve essere ottenuto dall’acqua (composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno) tramite l’elettrolisi, da realizzarsi a sua volta attraverso l’uso di fonti di energia rinnovabili. All’Università di Berkeley, in California, un gruppo di ricercatori è riuscito a creare un particolare tipo di alghe verdi ogm in grado di triplicare la capacità di produzione dell’idrogeno, ma per sfruttare a livello tecnologico tale scoperta si dovranno attendere almeno 5 anni. L’idrogeno potrà essere utilizzato per diversi scopi, addirittura per caricare la batteria del cellulare!

Un punto critico della diffusione dell’idrogeno come carburante sarà però costituito dall’adeguamento della rete distributiva. Nel mondo vi sono infatti poco più di 200 distributori di idrogeno. Milano ha inaugurato il primo il 21 settembre 2004: situato all’interno della Tecnocity di Milano Bicocca consente l’utilizzo ad autobus e veicoli privati. Proprio questo distributore ha consentito al comune del capoluogo lombardo e ad ATM di avviare la sperimentazione di un parco veicoli a idrogeno. Shell ha già affermato che la conversione e l’adeguamento delle stazioni di servizio potrebbe essere completata tra il 2015 e il 2025. Forse tra non molti anni guideremo anche noi un mezzo ad idrogeno, ma per la completa sostituzione del parco auto circolante, pubblico e privato, sarà necessario qualche decennio.

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