Milan, e se Montella fosse il nuovo Sacchi?

Tanti i paralleli tra Arrigo Sacchi e Vincenzo Montella nella conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore rossonero. E se fossero più simili di quanto pensiamo?

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Cosa hanno in comune Vincenzo Montella e Arrigo Sacchi? Solo la panchina del Milan, per ora (foto: radioradio.it)

Tradizione e bel gioco, alla ricerca di quella continuità che arriva direttamente, e nonostante qualche significativa interruzione, dalla metà degli anni ottanta. Queste le prime impressioni che emergono dalla conferenza stampa di presentazione di Vincenzo Montella, nuovo allenatore del Milan, avvenuta a Milanello quest’oggi alle ore 13. Alla fine, tra la conferma di Brocchi e l’arrivo di Giampaolo, l’ha spuntata l’ex allenatore di Fiorentina e Sampdoria. «Perchè unisce gioco e risultati –  ha subito esordito Adriano Galliani – e pensiamo che il Milan debba giocare seguendo la filosofia che ha sempre mantenuto». La missione è chiara: ritornare alle origini, riportare il Milan su quella strada maestra tracciata agli albori della presidenza Berlusconi da uno sconosciuto quanto criticato Arrigo Sacchi.

VINCENZO E ARRIGO - Bel gioco e risultati, in questo il quadriennio del vate di Fusignano è stato un modello con il quale si sono misurati tutti i vari successori, che spesso, carenti di uno o degli altri, si sono ritrovati costretti a subire l’amarezza del confronto. Un’umiliazione capitata anche e sopratutto ai migliori: da Capello, del quale si criticava un gioco tutt’altro che spumeggiante, ad Ancelotti, che riteneva esagerato giocare con due punte più Kakà, fino ad arrivare ad Allegri, colpevole di schierare un centrocampo eccessivamente muscolare. E ora, dopo tre anni sulle montagne russe e un gran mal di testa come unico risultato, ecco Montella, pronto a metterci la faccia e a misurarsi con la massima divinità riconosciuta a Milanello: «Il Milan di Sacchi è stato il mio modello – ha dichiarato il mister – la prima squadra italiana che affrontava in maniera diversa il calcio internazionale, quello che mi fece innamorare»

IL MERCATO DI ARRIGO…  – Il Milan di Sacchi e quello di Montella, a confrontarli oggi, in piena estate, c’è poco da fare paragoni. Attenzione però, perchè il Milan pre-Sacchi non viaggiava certo in prima classe, e in pochi, all’epoca, avrebbero previsto per quella squadra un futuro tanto roseo. Inoltre, è necessario sfatare anche un altro mito che, ad ogni cambio di allenatore in casa rossonera, torna sistematicamente in auge, e ricordare una volta per tutte che il Milan di Sacchi non costò una fortuna. Certo, Berlusconi di spese pazze ne fece, ma molto più avanti, acquistando i vari Lentini, Papin, Savicevic, e tutto quell’insieme mastodontico di giocatori che formò la lunga rosa a disposizione di Fabio Capello. Sacchi, al contrario, di fronte a un conto in banca praticamente illimitato, messogli a disposizione da Berlusconi, preferì puntare, oltre che su Van Basten e Gullit, su giocatori come Colombo e Ancelotti, meno costosi – per motivi obiettivamente diversi – ma più funzionali all’idea di calcio che aveva in mente.

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Campioni e gioco spumeggiante, il mix che ha portato il Milan di Sacchi nella storia (foto: goal.com)

….E QUELLO DI VINCENZO - Una tema, quello del mercato, che anche Montella si è trovato ovviamente ad affrontare quest’oggi, rimarcando anche qui la sua vicinanza nei confronti dello storico allenatore rossonero. Al Milan arriveranno solamente «giocatori funzionali»  al gioco che il nuovo allenatore sembra avere già in mente, e sul quale ha deciso di dare veramente poche informazioni. Acquisti mirati quindi: come Borja Valero? Montella tentenna, dichiara di non averci mai parlato (ma la domanda era un’altra, ndr), ma ammette, e possiamo anche capirlo, un debole nei confronti del centrocampista spagnolo, da lui allenato a Firenze. Un nome fatto di certo non a caso, dato che Montella, da aspirante “novello Sacchi”, sa bene che la qualità della musica suonata dall’orchestra dipende dalla bravura del suo direttore.

CHE MUSICA SARÀ? -  Già, ma che tipo di musica si suonerà a Milanello? Montella non si sbilancia, evita di fare proclami, preferendo limitarsi a dire che la difesa sarà composta da quattro giocatori. Finora, le esibizioni di Vincenzo da Castello di Cisterna hanno sempre riscosso un grande successo, sia a Catania che a Firenze, città dalla quale non andò di certo via a causa dei risultati. A Genova non è andata così bene, ma il ricordo piuttosto fresco ci impedisce di addossargli colpe evidentemente non sue. Sarà come Sacchi? Probabilmente non nella portata rivoluzionaria, sarebbe chiedere troppo, ma il bel gioco è stato sempre un marchio di fabbrica di Montella. E se arrivassero anche i risultati, i tifosi del Milan potrebbero di certo accontentarsi. E magari tornare a gioire.

 

Carlo Perigli

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