Migrante muore sul gommone, gettato in mare è divorato dagli squali

Migrante muore sul gommone, viene gettato in mare dallo scafista e sbranato da un branco di squali

foto di repertorio (www.news.it)

foto di repertorio (www.news.it)

RAGUSA – Si sono scritti molti libri al riguardo: ma mai la fantasia riuscirà a superare la realtà. L’ultima tragica storia di una delle traversate disumane dei migranti del nord Africa verso le coste siciliane racconta di un uomo morto sul gommone che lo doveva condurre alla libertà, gettato in mare perché divenuto un peso inutile in mezzo al mare agitato e poi divorato dagli squali.

LE TESTIMONIANZE – Gli oltre mille immigrati riusciti a sbarcare sulle coste sicule sani e salvi, hanno raccontato ai soccorritori che, a causa del mare grosso, agitato, una tanica di benzina si era rovesciata sul fondo dell’imbarcazione: quelli che si trovavano ammucchiati in quel punto, sono stati costretti a respirare le esalazioni della benzina, tanto forti da far perdere i sensi ad uno dei migranti. Non è chiaro se l’uomo, quando è stato gettato in mare dallo scafista, fosse già morto o solo svenuto. I testimoni affermano che l’uomo sia stato gettato in mare già deceduto. Una volta in mare, però, è stato sbranato da un branco di squali che seguiva il gommone da qualche tempo. Dopo i racconti dei sopravvissuti, la polizia di Ragusa si è messa sulle tracce dello scafista di Pozzallo, cittadina in provincia di Ragusa dove è avvenuto lo sbarco, arrestandolo non solo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma anche per essere implicato nella morte del migrante sbranato dagli squali.

Immigrati a Lampedusa

foto di repertorio

I MIGRANTI – I circa milleduecento migranti sbarcati a Pozzallo sono stati soccorsi e trasferiti nei centri di accoglienza di Trabia e Giacalone, in provincia di Palermo. Tra di essi ci sono una cinquantina di bambini e quasi trecento donne, tra cui molte incinte. Molti provengono dalla Siria, altri dall’Eritrea e dalla Somalia. Il prefetto di Palermo Francesca Cannizzo ha detto che si tratta di uno dei sbarchi più numerosi nella zona, e che la «macchina organizzativa» ha funzionato benissimo.

Mariangela Campo

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