Migrador Museum, il primo museo virtuale dell’immigrazione in Italia

Il Migrador Museum è il primo museo online sull'immigrazione che raccoglie le storie delle persone che si sono trovati a vivere in Italia

immigrati

Roma – Si chiama Migrador Museum: è il primo museo virtuale dell’immigrazione in Italia. Il suo obiettivo è quello di accogliere i racconti e le storie di quegli uomini e quelle donne che, per caso o per scelta, si sono trovati a vivere nel nostro Paese.

IL MIGRADOR MUSEUM – Il Migrador Museum racconta le storie, gli aneddoti, le memorie e le fotografie degli immigrati, affinché questi possano uscire dall’anonimato in cui spesso si trovano. Martino Pellitteri, ideatore e responsabile del museo virtuale dell’immigrazione italiano, afferma che

«gli immigrati sono un patrimonio sconosciuto ai più, composto di esperienze, di linguaggi, di idee, di coraggio, di sacrificio, di colori, di sapori, di competenze di migliaia di persone senza volto e senza nome che hanno vinto una grande sfida: iniziare una nuova vita in un altro ambiente, in un’altra lingua e con codici culturali diversi»

L’EBOOK DEL MIGRADOR MUSEUM –  Ogni mese, inoltre, il Migrador Museum lascia spazio a veri e propri racconti virtuali: si tratta di storie inventate che narrano fatti dal futuro.

Quella di Rania Hun, per esempio, racconta dei suoi nonni arrivati in Italia nel 2074 dalla Cina l’uno e dalla Giordania l’altro. Essi vedono che nel Paese gli altri immigrati non vogliono più fare alcuni lavori, per cui a svolgerli hanno messo degli uomini bionici. Il celebre panino americano Big Mac, inoltre, non è riuscito a reggere alla concorrenza del Big Kebab, il Big Keb per chi lo consuma spesso.

Tutte le storie più interessanti e creative diverranno l’argomento per un eBook dal titolo L’immigrazione in Italia raccontata dal futuro.

Il Migrador Museum si pone l’obiettivo, quindi, di abbattere gli stereotipi. Il progetto si rivolge in particolare a chi, per diffidenza o per esperienza personale, vede l’immigrazione come un fattore negativo della nostra società: si tratta di un esperimento di comunicazione che potrebbe essere efficace nell’eliminare i luoghi comuni in cui spesso s’imbattono gli immigrati in Italia.

Mariangela Campo

@MariCampo81

 

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