Michelangelo Pistoletto tra Cielo e Terra

L’artista biellese interviene con il “Terzo Paradiso” nel Bosco di San Francesco ad Assisi

di Benedetta Rutigliano

Una veduta della Basilica di San Francesco, Assisi

AssisiIl 27 maggio il FAI ha aperto ufficialmente il cantiere di restauro del Bosco di san Francesco ad Assisi, donato alla Fondazione nell’ottobre 2008 da Intesa Sanpaolo, celebrando questo importante momento con un gesto simbolico altamente evocativo: la realizzazione dell’opera “Il Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, seconda opera di Land Art italiana per estensione dopo il Cretto di Gibellina di Burri. L’artista, ormai affermato sulla scena contemporanea mondiale, esponente di spicco dell’Arte Povera degli anni Sessanta e Settanta, interviene su un luogo simbolo del paesaggio italiano, quello in cui San Francesco lanciò il suo messaggio di armonia fra Uomo e Natura, immortalato anche nelle opere di Giotto.

Il territorio su cui opera Pistoletto è all’apparenza solo un bellissimo uliveto. A guardarlo meglio, però, si estende su un’area di 90 x 35 metri (per un totale di oltre 3.000 metri quadrati) ed è solcato da tre cerchi che ricordano il simbolo dell’infinito; è costituito dallo sviluppo di un doppio filare di 160 ulivi, ciascuno alto circa 3 metri e con una fronda di 2 metri e mezzo, che forma un percorso ombreggiato. Nel centro dell’opera, un’asta d’acciaio dell’altezza di sei metri, a significare l’unione tra Cielo e Acqua, che si trova nel sottosuolo.

Il nuovo segno di infinito, simbolo del Terzo Paradiso, tracciato sulla terra, 51. Biennale di Venezia, Isola di San Servolo, 2005 (foto di L.Ogryzko)

L’artista biellese si propone di far riflettere i “pellegrini del XXI secolo” sui tre diversi atteggiamenti dell’uomo con la natura: il Terzo Paradiso infatti, nelle intenzioni di Pistoletto, è la fusione tra il Primo Paradiso, in cui la vita sulla Terra è totalmente regolata dalla natura, e il Secondo Paradiso, creato dall’uomo e basato su bisogni, prodotti, piaceri e comodità artificiali. Il Terzo Paradiso è la sintesi tra questi due mondi, ovvero la possibilità di restituire vita alla Terra attraverso quegli strumenti come la scienza, la tecnologia, l’arte e la cultura, che caratterizzano la vita interiore dell’uomo.

Questa lastra autografata verrà regalata a chi adotterà un ulivo

Dichiara Pistoletto, che per tracciare il solco utilizza un carro trainato da buoi, continuando la sinergia con la natura: «Credo nei simboli e mi piacerebbe che questa traccia fosse il segno fondatore d’una diversa civiltà. Il mio lavoro ha l’ambizione di travalicare la dimensione fisica e diventare un vettore che conduca a una nuova realtà sociale dentro la quale ognuno sappia assumersi una personale responsabilità».

Il FAI, per l’occasione, lancia una campagna di adozione dei 160 ulivi (al costo di mille euro ciascuno): un modo per legare il nome del donatore a un’opera d’arte che sarà patrimonio dell’Italia e del mondo.
L’artista, a coloro che adotteranno l’ulivo, regalerà una lastra specchiante autografata con il disegno del Terzo Paradiso.

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2 Risponde a Michelangelo Pistoletto tra Cielo e Terra

  1. avatar
    ILLU 02/06/2010 a 13:58

    wuaweeeeeeeeeeeeeee!!!!

    Rispondi
  2. avatar
    iddu 11/07/2010 a 20:19

    comunque questo è giornalismo d’arte spettacolare!!

    Rispondi

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