Michelangelo ci svela l’essenza dell’amore

Uno studio condotto dai ricercatori della Weinberg College of Arts and Sciences della Northwestern University di Evanston dimostra come l’arte del grande maestro Buonarroti sia il miglior modello possibile per un sano rapporto di coppia

di Adriano Ferrarato

Il sociologo canadese Erving Goffman paragonava l’esistenza umana ad un teatro, dove ogni individuo recita la propria parte in base al ruolo che ha assunto nella società dove vive. Ed è assolutamente vero. All’interno della vita quotidiana le situazioni nelle quali ci si trova ad interagire con gli altri impongono un copione non scritto di regole alle quali attenersi, pena l’accusa di trasgressione. Una metafora ben azzeccata che si adatta perfettamente a questa modernità che tende sempre ad uniformare le persone in ogni contesto possibile.

E’ come vivere tante vite diverse. Ma nello stesso tempo non se ne ha più una specifica e unica. In questo modo diventa impossibile riconoscere la propria identità, quella che contraddistingue una persona dall’altra. Questo avviene nel mondo professionale, nelle amicizie, ma anche nelle relazioni amorose, regolate da vincoli astratti che molto spesso non tengono nemmeno conto dei sentimenti, rendendo sterili rapporti che in realtà potrebbero essere molto più profondi e luminosi.

E’ una distinzione molto importante: da una parte c’è il sé reale, quello che viene manifestato in tutto ciò che è quotidiano, attraverso il rispetto di tutte quelle norme e valori che rendono possibile l’interazione e l’accettazione sociale. Ma al di sotto di esso, esiste il sé ideale, la “verità” di tutti: sogni, paure, emozioni, pensieri che spesso non vengono mostrati per la semplice paura del giudizio altrui o per lo stupido timore di fare una pessima figura. Il sé ideale è importante per una concreta esistenza felice e piena. Ed è un elemento fondamentale per vivere al meglio una storia con il proprio partner.

Proprio in quest’ultimo caso, esiste un metodo perfetto per percorrere la strada insieme all’amante in modo autentico, intenso e costruttivo: quello di calarsi nei panni di un artista e giungere alla vera essenza dell’amore. E’ una soluzione alla quale sono giunti alcuni ricercatori della Weinberg College of Arts and Sciences della Northwestern University di Evanston, negli Stati Uniti, che hanno addirittura chiamato “Fenomeno Michelangelo” questo processo di ricerca continua verso la bellezza più intima e nascosta della dolce metà.

Pietà

Pietà

L’accostamento con il nome del grande maestro Buonarroti non è assolutamente casuale: come il grande pittore e scultore infatti trasformava una tela bianca in un meraviglioso dipinto, o dava vita a straordinarie statue partendo da un rozzo blocco informe di pietra, allo stesso modo due amanti devono aiutarsi reciprocamente per trovare la libertà dalla prigione delle convenzioni sociali arrivando a svelare la propria bellezza interiore, quei tratti nascosti e puri che li armonizzano e li rendono speciali l’uno all’altro.

La via della felicità è allora quella di spingere chi si ama a far emergere la propria personalità. Un esempio su tutti è esattamente quello che ha fatto Michelangelo nel caso della sua meravigliosa “Pietà”. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che al di sotto di una fredda massa di marmo di Carrara si potesse nascondere qualcosa di così sublime e perfetto. Un miracolo avvenuto su un oggetto senza vita. E come suggeriscono gli studiosi di Evanston con risultati ancora più strabilianti se applicati nel caso delle vive relazioni umane.

In un mondo che ormai prova a rendere le persone indistinguibili e troppo spesso sole e addirittura incoerenti con sé stesse, così come aveva profetizzato George Orwell nel suo bestseller “1984”, è bello sapere che le opere del grande maestro rinascimentale confermano ancora una volta che l’amore vince ogni cosa. Ovvio, perché è l’arte più bella.

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Una risposta a Michelangelo ci svela l’essenza dell’amore

  1. avatar
    Sè... 22/01/2010 a 10:56

    Davvero un bell’articolo, mlt riflessivo

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