Metro Roma Termini, i rom presidiano le macchinette: il web s’infuria

La rabbia del web dopo la foto su 'Roma fa schifo': i rom presidiano le macchinette alla metro e alla stazione Termini. O paghi o niente biglietto

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Le macchinette automatiche presidiate dai rom a Roma Termini (@CiraoloGciraolo)

La foto retwittata dall’account Roma fa schifo è stata la scintilla che ha fatto incendiare l’indignazione: il caso rom a Roma Termini sta tornando a far infuriare romani e non. L’immagine virale twittata da @ludik, su foto di @CiraoloGCiraolo, lascia poco spazio ai dubbi: in un angolo della stazione metro di Roma Termini ci sono quattro macchinette automatiche per l’erogazione dei biglietti. Ognuna di essa è presidiata da una donna di etnia rom, pronta ad offrire la propria “collaborazione” in cambio di un’offerta. Una richiesta di denaro non facoltativa.

VITTIME? SOLO I PIÙ DEBOLI - Le vittime preferite sono quelle, ovviamente, più deboli. Donne da sole o in coppia, anziani, turisti. Chi prova a fermarli ci rimette, anche se si tratta di un funzionario specifico: due settimane fa il coordinatore della security privata della stazione Termini ha rimediato una frattura al setto nasale, come riportato da «il Messaggero». Il problema? Non c’è un reato specifico codificato che possa impedire tutto ciò. Accattonaggio e questua molesta non sono impediti nelle stazioni italiane, e a farne le spese sono i viaggiatori – obbligati ad un poco edificante balzello aggiuntivo – e l’immagine della capitale.

ROMA TERMINI “OSTAGGIO” DEI ROM? - Il retweet della pagina Roma fa schifo, che si definisce sul relativo sito “una bacheca pubblica nata nel 2008 per mettere insieme l’indignazione, le denunzie e le segnalazioni di migliaia di cittadini nei confronti della scandalosa situazione in cui versa la città di Roma”, ha fatto scattare la rabbia dei lettori. Richieste di interventi della polizia, ulteriori segnalazioni e insulti che, ovviamente, non servono a risolvere il problema, ma acuiscono solo la situazione di odio incontrollato. In un video di stamattina, Roma fa schifo rincara la dose con una breve panoramica sulla parte alta della stazione Roma Termini, quella con le biglietterie (automatiche e non) dei treni locali, regionali o alta velocità.

LA LOTTA PER LE ZONE NEL 2013 - Nel video si nota una folta presenza di rom all’interno della stazione in diversi punti. Alle biglietterie automatiche, nella zona delle code per gli sportelli, all’imbocco dei binari. Una situazione già ben nota quella di Roma termini, come si vede da un video del 2013 in cui addirittura due donne di etnia rom litigano per il “possesso” di una determinata zona delle macchinette, mentre gli sbigottiti turisti si trovano a fare i conti sia con l’assistente a pagamento non richiesta, che con la surreale scena. I  protagonisti, stando a quanto riferito anche dalla Polfer e dai Carabinieri della Stazione Mobile, sono sempre gli stessi. Tutti schedati e denunciati centinaia di volte.

A FIRENZE ACCESSO AI BINARI SOLO PER CHI HA BIGLIETTO - «C’è gente che solo nei primi sei mesi del 2014 ha già collezionato 300 denunce a piede libero, che ha il foglio di via e non dovrebbe stare a Roma», raccontano gli agenti in prima linea, loro stessi con le mani legate dalla legge che sono chiamati a far rispettare. A Firenze Santa Maria Novella qualcosa si è mosso, dopo il caso dei “facchini” rom che strappavano i bagagli dalle mani dei turisti in cambio di salatissime mance, quando non rubavano i bagagli e basta. Per l’accesso ai binari dell’Alta velocità è stato previsto un percorso transennato, accessibile solo per chi è munito di biglietto o prenotazione elettronica. La risposta dell’ufficio stampa dell’Associazione Nazione Rom? «Un muro di vergogna razzista, uno scandalo nazionale ed europeo».

Le soluzioni secondo la pagina Roma fa schifo? «Vigilanza inflessibile, fatta di gente vogliosa di guadagnarsi lo stipendio, di gente dura, che faccia paura, non di vigilanti svogliati che dopo mezza giornata fanno amicizia e scambiano battute con le stesse persone che dovrebbero cacciar via. E poi necessità di una norma che renda perseguibile l’accattonaggio e la questua molesta. Le nostre leggi (qui parliamo a livello nazionale!) si debbono adeguare alla situazione». Un’altra matassa da sbrogliare per Marino, dopo il caso (fantasma) del Congresso dei Rom in campidoglio a spese del Comune di Roma. Ma questa è una situazione molto più spinosa.

Francesco Guarino
@fraguarino

 

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