Melanoma: scoperto come prolifera eludendo il sistema immunitario

Genova – Un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto Giannina Gaslini, ha individuato lo stratagemma grazie al quale il melanoma elude le difese del sistema immunitario.

La pericolosa neoplasia di cute e mucose coinvolge i melanociti, cellule deputate alla produzione di melanina e quindi alla colorazione della pelle, situate nello strato spinoso, ovvero il più profondo dell’epidermide.

La ricerca, pubblicata su Cancer Research, spiega come i melanociti neoplastici siano in grado di produrre sostanze come PGE-2 e kinurenina (IDO),  che  attaccano i recettori dei linfociti Natural killer e ne impediscono l’attivazione. Dal momento che i Natural killer giocano un ruolo fondamentale nella distruzione delle cellule tumorali, il melanoma, una volta che li ha inibiti, è in grado di proliferare in maniera incontrollata e indisturbata.Questa scoperta apre la strada a nuove possibilità di cura per il melanoma, poiché si è dimostrato che bloccando l’effetto di Pge-2 E kinurenina è possibile permettere ai linfociti Nk di riattivarsi e riacquisire normale funzione citolitica.

In attesa di farmaci in grado di bloccare il melanoma, la migliore cura rimane la prevenzione. Il tumore è risultato strettamente correlato con l’esposizione solare, non tanto quella costante e prolungata, come per chi vive in regioni tropicali o vicine all’equatore o chi lavora all’aperto, quanto quella intensa e intermittente come bagni di sole estivi in spiaggia, soprattutto in età infantile.

Per la prevenzione vanno seguite quindi le basilari norme valenti per l’esposizione al sole.  Ѐ fondamentale conoscere il proprio fototipo, persone con carnagione e capelli chiari si scottano più facilmente e sono molto più a rischio di persone con carnagione e capelli scuri. Bisogna evitare l’esposizione al sole tra le 12 e  le 16, utilizzare sempre una crema protettiva ed esporsi al sole in maniera graduale. Tutto senza dimenticare che una corretta esposizione al sole apporta numerosi benefici all’uomo, sia perché vengono stimolate endorfine che causano buonumore, sia perché viene attivata la vitamina D fondamentale per il metabolismo delle ossa.

Inoltre, dal momento che  il numero di nei è un altro dei più importanti fattori di rischio, è molto importante che le persone con numerosi nei controllino che questi non cambino forma. Infatti una buona prognosi dipende molto da una diagnosi precoce e quindi da quanto il melanoma si sia sviluppato negli strati inferiori.

Le statistiche confermano infine come il melanoma  non vada sottovaluto: attualmente interessa oltre 100 mila persone nel mondo e la sua incidenza è aumentata del 15 per cento circa rispetto al decennio precedente. Ad aumentare la pericolosità si aggiunge la crescita metastatica che lo rende ancora più aggressivo.

 Daria Albini

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