Melania: tracce di Dna del marito sulle labbra

ROMA – Stando a quanto riportano le ultime analisi sul corpo di Melania Rea, la ventinovenne ritrovata senza vita nell’aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo), dati ufficiali confermano la presenza di Dna maschile sulle labbra della donna. Tali tracce risultano appartenere al marito Salvatore Parolisi.

Dopo l’arresto dello stesso Parolisi, accusato, dunque, di omicidio volontario, il medico legale ha effettuato ulteriori analisi che hanno riportato tracce di Dna, stavolta femminile, sotto le unghie della vittima.

Si tratta di un potente elemento che permette agli avvocati di Parolisi di difendersi in quanto possibilitati a sostenere l’ipotesi che ad uccidere Melania sia stata una donna e non il marito.

Le possibilità che si fanno avanti sono, dunque, duplici: un ultimo bacio del marito o, per contro, la mano dell’uomo che copriva la bocca della moglie per evitare di farla gridare o invocare aiuto.

(Foto:  fattidicronaca.it)

Redazione

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Una risposta a Melania: tracce di Dna del marito sulle labbra

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    Alberto 17/07/2011 a 16:10

    Sì, l’assassino di Melania è proprio Salvatore. Il DNA sotto l’unghia dell’anulare sinistro o appartiene ad una complice del marito, intervenuta successivamente per aiutarlo ad alterare il luogo del delitto e per depistare le indagini, inquinando le prove, o ad una ladra che ha voluto sfilarle l’anello di fidanzamento, di un certo valore pecuniario, per rubarglielo, ma accortasi che era firmato con dedica, ha pensato bene di buttarlo lì, intorno al cadavere, perché era pericoloso venderlo od indossarlo. I colpi post mortem sono stati inferti sempre da Salvatore, e sempre per depistare gl’inquirenti, perché il caporalmaggiore non ha partecipato minimamente alle ricerche della moglie presunta scomparsa a Colle San Marco, ma ha girato liberamente sia il 19 che il 20 aprile, prima del ritrovamento del corpo straziato della giovane mamma, favorito dal fatto che aveva indirizzato gl’investigatori a cercare 20 Km lontano dal luogo del delitto, dopo la messinscena da parte del Parolisi della gitarella con la sua famigliola al parco giochi e altalene sul pianoro montano ascolano.

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