Medici controcorrente: «Meglio il brodo dei farmaci per l’influenza»

L'elogio del brodo di gallina, una ricetta antica che aiuta quando ci sentiamo poco bene

L’elogio del brodo di gallina, una ricetta antica che aiuta quando ci sentiamo poco bene

Milano – Un medico è chiamato, per sua stessa natura, a offrire soluzioni a numerosi problemi di salute e, quando lo ritiene opportuno, prescrivere uno o più farmaci che possano aiutare a contrastare e risolvere i malesseri. Cosa succede, però, quando un noto ginecologo milanese raccomanda alle sue pazienti, in vista della stagione invernale, di curare l’influenza col brodo di gallina?

L’inusuale consiglio “della nonna” arriva dal dottor Enrico Semprini, che ha scritto una nota specifica per le sue pazienti, mettendo in discussione – con non poche reazioni da parte dei colleghi – l’efficacia dei farmaci nella stragrande maggioranza delle manifestazioni influenzali. «In 990 casi su 1.000 il virus dell’influenza è virale, quindi gli antibiotici non sono di alcun aiuto, non sono attivi sul virus né possono agevolare il recupero, ma anzi possono allungare i tempi di guarigione», spiega il medico, offrendo una soluzione tanto semplice quanto, a suo dire, efficacissima: consumare due porzioni di brodo di gallina, preferibilmente biologica, per tre giorni consecutivi. Così facendo, si avrà un «sollievo immediato con risultati enormemente superiori a quello di qualsiasi altro farmaco così detto antinfluenzale».

La gallina, infatti, contiene tra i suoi nutrienti «specifiche virtù protettive contro le infezioni delle vie respiratorie, facilitando il reclutamento di cellule immunocompetenti nelle mucose infiammate, e costituendo un valido vallo di difesa con un costo limitatissimo e senza effetti collaterali».

Semprini ricorda le sue origini familiari, «madre e nonna mantovane e una famiglia di origine romagnola», quasi a voler dare una base ereditaria a questi consigli insoliti, ma ricorda che la rivista scientifica Chest, nel 2000, ha pubblicato un articolo nel quale erano contenute osservazioni analoghe, sull’efficacia del brodo di pollo e gallina nella cura delle sintomatologie a carico delle vie respiratorie.

Addirittura il medico si spinge oltre, improvvisandosi cuoco, e suggerendo il miglior metodo per la preparazione del brodo di gallina. I pezzi di carne vanno immersi nell’acqua fredda e cotti a fuoco basso per almeno un’ora e mezza, insieme al porro, una cipolla “ricoperta” da chiodi di garofano, carota, sedano, pepe bianco e sale, che favorisce il passaggio dei nutrienti dalla carne al brodo. È una ricetta tradizionale, utilizzata in quasi tutta Italia, e che garantisce ottimi risultati alimentari – sui medici ci fidiamo del parere di Semprini – specie riutilizzando (vi offriamo anche noi un modesto consiglio culinario) la carne di gallina per creare delle deliziose polpette, facendo bollire alcune patate nel brodo e impiegandole per impastare le polpette.

Le affermazioni, o almeno una parte, sono state contestate dal virologo Fabrizio Pregliasco, che ricorda come «i giusti medicinali di automedicazione sono utili se usati bene, e cioè per attenuare i sintomi senza alterarli», e che è fondamentale rimanere a riposo per contrastare efficacemente i sintomi influenzali. Affermazioni che trovano il favore dell’esperta nutrizionista Sara Farnetti, secondo la quale è utile «costruire un mix efficace» tra rimedi tradizionali e scienza medica contemporanea. In ogni caso, influenza o no, un buon brodo non può che far bene.

Stefano Maria Meconi

 

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