Mediaset. Milano dice sì al legittimo impedimento per Berlusconi

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Silvio Berlusconi all'uscita dal San Raffaele (Tgcom24.it)

MilanoLegittimo impedimento per Silvio Berlusconi. I giudici del processo d’Appello sul caso Mediaset hanno accolto la richiesta avanzata dall’ex presidente del Consiglio, in queste ore impegnato ‹‹per la seduta al Senato››, ovvero l’elezione del nuovo presidente dell’Aula a Palazzo Madama in quarta votazione, prevista per le 16.30 di questo pomeriggio.

Il tribunale ha dunque rinviato il processo al prossimo 23 marzo, sospendendo per una settimana i termini di prescrizione. Berlusconi ha inoltre presentato istanza di legittimo sospetto verso i magistrati di Milano, ricordando l’appello dell’uscente presidente della Repubblica, sulla necessità di consentire a tutti gli esponenti politici di svolgere la propria azione in sede parlamentare.

Il ritmo dei processi ‹‹è in totale e netto contrasto›› con ‹‹gli auspici recentemente rivolti dalle alte cariche dello stato di consentire all’onorevole Berlusconi di poter svolgere›› la ‹‹propria attività politica››. E’ quanto si legge nell’istanza di legittimo sospetto firmata anche da Silvio Berlusconi.

Il monito era arrivato dal Quirinale giorni fa, proprio per scongiurare possibili bracci di ferro tra giustizia e la seconda forza nazionale, giusto in prossimità del voto per i presidenti di Camera e Senato, primo passo per la delineazione di un futuro governo.

Così, il Collegio della II sezione penale della Corte di Appello di Milano, presieduto da Alessandra Galli, ha riconosciuto a Berlusconi l’impedimento ‹‹a comparire in udienza›› perché impegnato nella seduta di Palazzo Madama ‹‹come accertabile dal sito del Senato››. Ciò nonostante il commento del pg Laura Bertolè Viale, ha spiegato che l’impedimento presentato dall’ex premier non era chiaro perché non si capiva se fosse riferibile a condizioni di salute o all’impegno parlamentare.

In ragione di ciò la Viale ha chiesto che venisse compiuta una nuova visita fiscale all’indirizzo del presidente Berlusconi, mentre i giudici non hanno riconosciuto gli impedimenti presentati dagli avvocati Ghedini e Longo, anche loro impegnati in Parlamento. I due potevano essere sostituiti da altri difensori.

Alla fine la decisione è stata presa: processo aggiornato al 23 marzo, la stessa data prevista per l’emissione della sentenza che sarà invece posticipata. Il 23 marzo, i giudici decideranno se sospendere o meno il processo dopo l’istanza di legittimo sospetto, presentata dalla difesa di Berlusconi. In caso di mancata sospensione, il processo si concluderà con le arringhe dei legali della difesa.

Chantal Cresta

Foto || tgcom24.it

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