McDonald’s: in Australia le rapine si combattono con il Dna antiladro

Un ristorante della catena McDonald's (amando.it)

Mentre in Italia i ristoranti della nota catena di fast-food sono balzati agli onori delle cronache per lo sconcertante episodio del neonato abbandonato in un bagno a Roma, in Australia McDonald’s è al centro dell’attenzione mediatica per l’innovativa strategia messa a punto per evitare furti e rapine. Il tecnologico sistema in corso di sperimentazione in alcuni locali australiani prevede infatti l’impiego di tracce di Dna, da rendersi visibili all’occorrenza per mezzo dell’impiego di lampade a luce ultravioletta.

Il sofisticato sistema di allarme prevede quindi l’installazione di bulbi spruzzatori che, al momento dell’ingresso, hanno il compito di ricoprire il cliente con una sostanza tracciante, rigorosamente invisibile all’occhio umano ma in grado di palesarsi facilmente per mezzo dell’impiego di una lampada ultravioletta. La presenza all’interno della soluzione di Dna sintetico, dal codice rigorosamente unico, permetterebbe quindi di collegare con facilità il rapinatore al luogo della rapina laddove fosse necessario.

Naturalmente, la misura non è in grado di contrastare furti ma, certamente, ha tutte le potenzialità per fungere da deterrente nella misura in cui le tracce di Dna rappresenterebbero per un qualsiasi sospettato la prova inconfutabile della propria presenza all’interno del luogo del misfatto.

Dopo l’intensificarsi negli ultimi mesi di atti di criminalità più o meno gravi, sei ristoranti di Sidney hanno quindi deciso di procedere al test che, al momento, sembra dare l’esito sperato: il timore di essere riconosciuti avrebbe infatti scoraggiato i rapinatori a ripetere gli episodi di cui sono stati recentemente protagonisti. I vertici di McDonald’s hanno così affidato al proprio portavoce il proprio riscontro positivo: «È un ottimo deterrente. Durante la sperimentazione i ristoranti hanno subito zero rapine e meno casi di comportamento antisociale». Non solo ladri, quindi: la tendenza ad assumere comportamenti socialmente corretti è stata genericamente amplificata dal timore di vedersi facilmente riconosciuti.

E’ presto per stabilire se il sistema sarà eventualmente esportato anche altrove allo scopo di rafforzare i sistemi di vigilanza già presenti nei McDonald’s di tutto il mondo. Nel frattempo, quindi, i clienti dovranno accontentarsi di sistemi più tradizionali per sentirsi al sicuro mentre addentano i propri panini.

Mara Guarino 

 

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