Maurizio Lupi, domani le dimissioni. Al suo posto Quagliariello?

Maurizio Lupi  Grandi Opere

Quella sicurezza ostentata dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi sull’appoggio del Governo malgrado il polverone per l’inchiesta Grandi opere iniziava a vacillare. Pare che già ieri sera la notizia sulle dimissioni fosse circolata in quanto, a chiedere un passo indietro, sarebbe stato proprio Angelino Alfano sotto pressing dal premier Matteo Renzi. Oggi l’ennesima riunione con il titolare del Viminale e il presidente del Consiglio che è riuscito a fargli mollare la corda. Domattina alle 11 è confermata l’informativa alla Camera sull’inchiesta Grandi opere e Lupi rassegnerà  le dimissioni senza aspettare la mozione di sfiduci come anticipato da Bruno Vespa a Porta a Porta.

“LUPI SOLITARI” - Ieri il ministro si è difeso a spada tratta dalle accuse  circa i suoi rapporti con Ercole Incalza e le presunte pressioni per l’assunzione del figlio neolaureato. Si era reso disponibile prima con il Question Time, poi con l’informativa di domani. Il ministro Lupi riferirà al Parlamento per dichiararsi estraneo ai fatti e all’inchiesta Grandi opere ma ha deciso di dimettersi senza aspettare il prossimo 24 marzo quando, alle 16, era stata calendarizzata la mozione di sfiducia al ministro presentata da M5s e Sel.

“Credo che forse un mio gesto – che non vuol dire ritirarmi alla politica, perché non c’è bisogno di una poltrona per fare politica – e questa mia decisione rafforzeranno l’azione del governo”, ha detto Lupi durante la registrazione della trasmissione. Il “caso Lupi” ha creato malumori e imbarazzo dentro il partito Democratico ma in ballo non c’era solo un Dicastero ma una possibile crisi di governo. Ecco spiegata la cautela dei democratici e del premier Renzi che gli avrebbe dato due possibilità: o se ne va da solo oppure il governo si rimette all’aula senza dare indicazioni di voto. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha infatti ribadito l’autonomia della decisione: «Il ministro Lupi spiegherà al Parlamento, che è la sede preposta a questo. A quel punto i gruppi avranno tutti gli strumenti per discutere al loro interno e per farsi un’idea di ciò che è avvenuto. Quindi, potranno decidere in autonomia».

QUAGLIARIELLO

IPOTESI QUAGLIARIELLO – Il sistema di corruzione dietro le Grandi opere ha colpito molto l’opinione pubblica per il peso della vicenda e per il coinvolgimento, anche se non è indagato, del ministro dei Trasporti Lupi. La minoranza del Pd coglie di buon grado le possibili dimissioni dell’esponente Ncd del governo. E proprio dentro il Nuovo Centrodestra si starebbe pensando ad un nome da proporre. Secondo le agenzie un sostituto ideale potrebbe essere l’ex-ministro delle Riforme Costituzionali Gaetano Quagliariello che ieri ha detto: «Se Lupi spiegasse un suo eventuale passo indietro, dovuto a ragioni personali, e ci chiedesse di condividere la sua scelta, saremmo con lui, con la stessa forza».

Una soluzione che farebbe “felici” tutti: l’Ncd e Alfano ne uscirebbero soddisfatti, così come  la minoranza democratica con Cuperlo, Civati e Fassina, ben lieti del possibile passo indietro, e il governo che continuerebbe ad avere i numeri per andare avanti anche a Palazzo Madama. E furono tutti “felici e contenti”, anche se a Lupi rimarrà in tasca solo un rolex.

Redazione

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