Mattacchioni edificano un gay bar sull’isola di Putin in Finlandia

gay bar putin

Il Blue Oyster sull’isola di Putin

Mosca – C’è chi ha ideato una mossa stravagante – e dai toni goliardici – per protestare contro la legislazione russa sugli LGTB. Sotto forma di scherzo ben architettato un gruppo di mattacchioni ha preso di mira Vladimir Putin, che si è ritrovato con un gay bar proprio nel cuore della sua isola per le vacanze in Finlandia.

GAY BAR SULL’ISOLA DI PUTIN - Recentemente il capo del Cremlino è stato vittima di più burle, sempre correlate al tema dell’omosessualità. Di poche ore è infatti la notizia della finta telefonata di Putin a Elton John avvenuta lo scorso martedì,  il quale sarebbe stato invitato da un finto Presidente della Federazione Russa per partecipare a un Gay Pride a Mosca. A inscenare l’inganno due presentatori russi dopo che la popstar britannica aveva pubblicamente dichiarato di voler discutere con Putin sui diritti LGTB.

Se nel caso della finta chiamata la delusione ha pesato più sulle spalle di Elton John che su quelle di Putin, in questa nuova burla il capo del Cremlino è l’unico protagonista.

L’isola di Putin (guim.co.uk)

COME SCUOLA DI POLIZIA - Lo scorso fine settimana due uomini hanno costruito un gay bar sull’isola di Åland, all’interno del terreno di cui Putin è proprietario. Il locale è stato battezzato come Blue Oyster, costruito interamente di legno con decorazioni blu e luci natalizie. Il locale sull’isola di Putin riecheggiava l’omonimo bar per omosessuali del film Scuola di Polizia. Per aggiungere un tocco realistico all’opera scherzosa, un gruppo di finti operai gay, vestiti con abiti di pelle, si è fatto fotografare dinanzi al Blue Oyster di Putin.

NIENTE MISSILI SUL GAY BAR DI PUTIN - Allo scherzo hanno partecipato anche i Father & Sons, un duo hip hop svedese – probabile mente creatrice della burla – che sperava di richiamare l’attenzione sulla condizione degli omosessuali in Russia con il Blue Oyster. I due cantanti hip hop sono però rimasti abbastanza delusi dalle autorità russe, le quali non hanno risposto alla provocazione con il vigore necessario. Pare infatti che i Father & Sons si aspettassero il lancio di missili Scud sul bar gay di Putin, ricevendo ‘soltanto’ una segnalazione alla polizia.

IL BAR POTREBBE TORNARE FORTIFICATO - Mikhail Zubov, console russo di Åland, ha definito il gesto come ‘puro teppismo‘, asserendo che i burloni non hanno fatto nulla di speciale, oltre che a costruire una baracca di legno e a inquinare l’isola con un po’ di spazzatura. La burla è stata classificata dalle autorità come violazione di domicilio e violazione di alcune norme igienico-sanitarie. Il duo Father & Sons rischia sino a tre anni di carcere ma non si arrende: promette di tornare sull’isola di Putin per costruire, questa volta, un bar più duraturo, magari fatto di cemento.

Rachele Sorrentino
@rockeleisrock

 

 

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