Massacro Fosse Ardeatine. Il 24 marzo è il 68° anniversario

Iscrizione commemorativa alle Fosse Ardeatine

Roma – Il 24 marzo 1944 nelle antiche cave di pozzolana che si trovano lungo la via Ardeatina e che oggi sono monumento di tragica memoria, 335 civili pagarono con la vita per la volontà di ‘vendetta’ degli occupanti nazifascisti: la rappresaglia partigiana di via Rasella del giorno prima, in cui vennero uccisi alcuni soldati tedeschi, fu scontata da centinaia di innocenti, 10 per ogni tedesco caduto.

La vicenda della Strage delle Fosse Ardeatine è tristemente nota, e chi avesse la memoria corta può rifarsi ad un qualunque volume scolastico di storia, ma ancora più triste sarebbe dimenticare quell’evento.

Ecco perchè uno dei luoghi che a Roma più operano per la salvaguardia della memoria, il Museo Storico della Liberazione di via Tasso, ha in programma per la mattina di domenica 25 marzo (alle ore 10.45 con replica alle 18), una lettura di grande valore.  In occasione di questo LXVIII anniversario del massacro delle Fosse Ardeatine il Museo porta alla luce un prezioso tesoro ritrovato grazie all’attività di ricerca e studio che all’interno dell’ex carcere di via Tasso si svolge. Grazie alla professoressa Anna Maria Casavola è stato possibile il rinvenimento di copia di una lunga lettera di Davide Arnaldo Terracina, ‘Dino’ per gli amici e i familiari, che da una Roma appena liberata egli indirizzò allo zio emigrato a New York, Salvatore.

Dino abitava in via Rasella, ma nella sua toccante epistola non racconta solo dell’azione partigiana, ma anche tutto ciò che portò e seguì l’8 settembre 1943, come ad esempio l’incursione nel ghetto e la deportazione del 16 ottobre di quello stesso anno. Terracina, ebreo, visse in prima persona la cattura e detenzione nei sotterranei del Ministero dell’Interno e per questo la sua testimonianza, insieme alla narrazione dell’inattesa e insperata liberazione, risultano ancora più ricchi di umanità.

In un passo della lettera, consapevole dell’importanza di diffondere e far conoscere quanto nella sua Roma stava accadendo, Dino scriveva: «Vi autorizzo a dare alla presente la maggiore pubblicità e se a mezzo radio o dei giornali potrete far conoscere ai vostri amici ciò che è detto nella presente, fatelo pure ed io ne sarò soddisfatto». Oggi questa ‘missione’ di divulgazione e conoscenza è passata in eredità a noi e il Museo Storico della Liberazione se ne fa interprete a nome di tutti.

In attesa che la lettera di Dino diventi un documento capace di raggiungere un pubblico più vasto (è in programma di realizzarne una  presentazione audiovisiva, con immagini, suoni e voci) per questo anniversario sarà il presidente del Museo, professor Antonio Parisella, a leggerla a tutti coloro che vorranno intervenire domenica prossima. Non si poteva neanche morire con il proprio nome è il titolo dell’appuntamento, scelto in base ad una delle frasi più ‘forti’ e significative dell’epistola di Terracina, e seguendo il consiglio degli amici del Museo invitiamo i nostri lettori – qualora volessero essere presenti – di inviare una mail di prenotazione, ma cortesemente di non telefonare.

e-mail info@museoliberazione.it, sito web www.museoliberazione.it

Laura Dabbene

 

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2 Risponde a Massacro Fosse Ardeatine. Il 24 marzo è il 68° anniversario

  1. avatar
    Io 20/03/2012 a 23:53

    68′ anniversario non 48′

    Rispondi
  2. avatar
    Valentina Gravina 21/03/2012 a 05:58

    Gentile IO
    grazie per la correzione e a nome della redazione ci scusiamo per la “ventennale” svista.
    Un caro saluto

    Rispondi

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