Marte, viaggio senza ritorno per un reality show da fantascienza

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Mars One, il nuovo incredibile progetto di 'colonizzazione' del pianeta rosso (foto da geekosystem.com)

Amsterdam - Iniziare la colonizzazione di Marte attraverso un viaggio che non contempla il ritorno sulla Terra e creare da questa folle esperienza un reality show leggendario. E’ questa, riassumendo, la pazzesca operazione commerciale intrapresa dal progetto Mars One. 

L’idea della compagnia no-profit olandese è quella di poter far sbarcare nel 2023 i primi 24 astronauti sul pianeta rosso. Prima del loro arrivo, sarà stato preparato un insediamento, costruito da robot e progettato per accogliere nuovi coloni ogni due anni. Il cantiere partirà nel 2016.

Nel frattempo verrà messo in onda un reality show che permetterà di seguire minuto per minuto i lavori e la selezione dei candidati. Non è fantascienza. Sponsor e investitori sono già numerosi, e al format sta lavorando Paul Romer, celebre inventore del Grande Fratello. Il progetto sarà diretto dal visionario ingegnere Bas Landsorp, e il costo stimato si aggira intorno agli 8 miliardi di dollari.

Il progetto Mars One prevede che gli aspiranti colonizzatori del pianeta rosso propongano la loro candidatura con video di presentazione entro il mese di luglio. Per iscriversi c’è una quota che varia da paese a paese, con un massimo, assolutamente abbordabile, di 25 dollari. Si attendono almeno 1 milione di aspiranti. Prima di posare il primo mattone, però, ci saranno da affrontare sette anni di allenamenti, e poi 210 giorni di viaggio nello spazio.

La fondazione olandese garantisce ai coloni un insediamento abitabile e sostenibile, realizzato attraverso un piano operativo realistico interamente basato su tecnologie esistenti. Tra i testimonial d’eccezione, spicca il fisico e premio Nobel Gerard’t Hooft, ambasciatore della missione che pure ammette i rischi sconosciuti per la salute ai quali possono andare incontro gli astronauti, per la presenza su Marte di «radiazioni abbastanza diverse» da quelle rilevate sulla Terra.

Il team di Mars One assicura che i candidati saranno resi consapevoli dei potenziali pericoli, pur «assumendosi la responsabilità di mantenere i rischi entro livelli accettabili». Non è un caso che il viaggio su Marte sia stato concepito come di sola andata. Durante il tragitto per raggiungere il pianeta, gli astronauti perderanno massa muscolare e ossea e, una volta atterrati, troveranno un campo gravitazionale molto più debole di quello terrestre. Dopo essersi adattato alle condizioni marziane, per il corpo umano sarebbe molto debilitante, forse addirittura fatale, riadeguarsi al pianeta Terra.

Davide Lopez
@davidelopez1986

 

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