L’India viaggia verso Marte, al via la missione low cost

Il razzo indiano in partenza (thesun.co.uk)

Il pianeta rosso e l’India, che collegamento può esserci? Marte è uno dei pianeti osservabili a occhio nudo dalla terra. Fin dall’antichità questo pianeta rosso animò l’immaginazione di studiosi e filosofi come Aristotele. I romani associarono a questo pianeta il Dio della guerra, forse proprio a causa della sua colorazione rossa che richiamava il colore del sangue. Molto più recentemente, negli anni ’50/’60 del nostro secolo si affermò nella cinematografia e nei romanzi il genere fantascientifico e Marte è stato uno dei principali protagonisti di questo ricco filone, sia come ambientazione che come luogo di provenienza degli extraterrestri. Ma perché questo pianeta colpisce così tanto la fantasia degli esseri umani?

MARTE, L’ULTIMA FRONTIERA DELL’ESPLORAZIONE – A parte per il suo caratteristico colore, Marte affascina per la sua vicinanza al nostro pianeta, ma anche per il fatto che assomiglia moltissimo alla Terra e gli scienziati concordano sul fatto che un tempo molto probabilmente era presente la vita. Anzi, non si esclude che la vita esista ancora oggi sotto la superficie del pianeta, dove si ritiene che possa trovarsi acqua allo stato liquido. Una cosa è certa, su Marte è stato trovato del ghiaccio, segno che sicuramente in passato c’era dell’acqua. Si pensa che buona parte del pianeta fosse coperta da oceani e che le terre emerse fossero solcate da grandi fiumi. Ciò significa che temperatura e pressione atmosferica fossero simili a quelle terrestri e che quindi vi fossero le condizioni per lo svilupparsi di forme di vita. Queste ultime rivelazioni hanno rilanciato con forza i programmi per l’esplorazione di Marte negli ultimi anni.  Alcuni scienziati prevedono che in futuro si possano creare degli insediamenti sul suolo marziano per lo sfruttamento delle risorse naturali, altri si spingono più oltre e ipotizzano addirittura una terra-formazione, ovvero una modificazione del clima che permetterebbe di rendere abitabile il pianeta.

L’INDIA E LA SFIDA LOW COST - Sull’onda dell’entusiasmo sono partite in questi anni decine di missioni spaziali verso Marte – sempre senza personale umano a bordo – soprattutto da Stati Uniti e Russia.  Ma la missione targata India partita all’inizio di novembre presenta dei caratteri nuovi. La sonda spaziale “Mangalyaan” è partita martedi 5 novembre da una base nel golfo del Bengala con destinazione Marte. La sonda ha iniziato il suo viaggio che la porterà in orbita marziana nel giro di trecento giorni, data prevista per l’arrivo il 22 settembre prossimo. Una volta giunta a destinazione la sonda non atterrerà sul pianeta rosso, ma si limiterà a orbitare attorno alla sua atmosfera per studiare i livelli di metano presenti, dati che potrebbero rafforzare l’ipotesi della presenza nel passato di forme di vita. La vera novità di questa missione sta però nei costi contenuti. Ogni spedizione spaziale ha infatti dei costi elevatissimi – problema che ha messo in seria crisi la Nasa nell’ultimo ventennio – specialmente se la distanza da coprire è di duecento milioni di chilometri come nel caso di Marte. Una missione low cost insomma per l’India, costata appena cinquantacinque milioni di euro – pochissimo rispetto alla missione della sonda Curiosity della Nasa – ma il direttore dell’organizzazione indiana per la ricerca spaziale Radhakrishnan è fiducioso sul buon esito della missione. Gli occhi di tutti sono puntati sull’India in questi giorni anche perchè nessun Paese è mai riuscito a far arrivare una sonda così lontana al primo tentativo. Nemmeno la Cina, che negli ultimi tempi ha sviluppato enormemente le sue tecnologie spaziali tanto da riuscire ad avere una stazione orbitante tutta sua, è riuscita nell’impresa e nel 2011 ha perduto la sua sonda diretta verso Marte. Insomma, se la missione dell’India andasse a buon fine, il baricentro della ricerca spaziale potrebbe spostarsi decisamente verso l’oriente. Tanto più che i bassi costi di produzione potrebbero far gola a molti investitori stranieri, tra i quali anche la Nasa che già si appoggia alla Russia e all’Europa.

La sonda indiana “Mangalyaan” in fase di costruzione (thehindu.com)

COSA CI ASPETTA IN FUTURO? - Le prossime spedizioni previste sono quella della Nasa, che partirà nel 2016 e quella europea in collaborazione con la Russia nel 2018. Entrambe saranno missioni a terra nelle quali verrà analizzato il sottosuolo marziano, ma si tratterà sempre e comunque di viaggi senza personale umano a bordo. Secondo l’Esa – Agenzia Spaziale Europea – bisognerà aspettare il 2030 per la prima missione con esseri umani su Marte, ma è probabile che altri Paesi possano provarci prima. In ogni caso questa corsa a Marte ricorda molto la corsa allo spazio degli anni ’60, nella quale coraggiosi astronauti affrontavano l’ignoto rischiando le loro vite per il progresso dell’umanità. Forse è questo il destino dell’uomo, spingersi oltre i suoi limiti per seguire la via delle stelle.

 

Andrea Castello

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