Maroni: via alla “fase nuova” e forse addio al Parlamento

Milano - Si fa sempre più complicato il quadro dell’assetto politico del nostro Paese, ad un anno dalle prossime, fondamentali elezioni del 2013. Oltre alle palesi difficoltà dei partiti maggioritari c’è la profonda crisi della Lega Nord, che ha visto vaporizzarsi la quasi totalità del proprio elettorato, oltre ad una buona fetta della propria credibilità e che potrebbe addirittura decidere di lasciare il Parlamento.

Non si sa se si tratti di una provocazione o di una reale intenzione, ma la voce da cui l’ipotesi è stata avanzata è quella del più autorevole tra i leghisti al momento, ovvero l’ex ministro Roberto Maroni. Obiettivo dichiarato è quello di trovare nuove e concrete risposte alla questione settentrionale, rinnovare la proposta politica per tornare a prendere il consenso perso con queste elezioni ed aumentarlo. Con quali mezzi lo si deciderà durante i prossimi congressi, ma tra le possibilità vi è senza dubbio anche quella di abbandonare le Camere.

Continua Maroni: “Con queste amministrative si conclude la traversata del deserto da parte nostra dopo queste vicende. Con la stagione dei congressi, quello lombardo dei primi di giugno e soprattutto del congresso federale, si apre la fase nuova. La sfida è importante e significativa, sono sicuro che possiamo farcela in vista delle elezioni politiche del 2013″.

Intanto, attraverso una nota diffusa recentemente, Cesarino Monti, senatore leghista e sindaco di Lazzate, comune in provincia di Monza e Brianza, fa sapere di volersi candidare per il posto di nuovo segretario della Lega lombarda, andando dunque a sfidare Matteo Salvini.

Proprio l’europarlamentare Salvini, solo un paio di giorni fa, intervenendo alla trasmissione di Rai Tre “Agorà”, dichiarò che una delle ipotesi è di non candidarsi alle nazionali, ma solo alle locali. 
L’idea di non presentarsi più alle politiche o comunque di dare meno rilevanza alla rappresentanza in Parlamento non è tuttavia nuova. Il primo a evocarla fu proprio Umberto Bossi, il 24 aprile scorso, a margine di un comizio a Como. “E’ stato un errore, per la Lega, andare a Roma”, aveva sentenziato il Senatur. “Spero sempre che nessuno vada più a fare il deputato a Roma, compreso me”, aveva aggiunto. 

Davide Lopez

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