Maroni: lo ‘svuota-carceri’ peggio dell’indulto

Non c’è pace nel governo Berlusconi. Maroni boccia il ddl proposto da Alfano. «Nessun indulto» rassicura il Guardasigilli

di Nicola Gilardi

Roberto Maroni, ministro dell'Interno

Nella maggioranza di governo non si possono dormire sonni tranquilli. A far discutere, adesso, è il decreto “svuota-carceri”. Dalla visita al Cairo, infatti è arrivata la bocciatura del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha dichiarato: «Quel decreto è peggio dell’indulto».

Il provvedimento prevede che tutti i detenuti scontino l’ultimo anno della propria pena agli arresti domiciliari, abbassando, così, il numero dei detenuti. Il ministro leghista, di questa ipotesi, sembra proprio non volerne sentir parlare ed ha detto: «Noi non siamo in grado di controllare le circa 10 mila persone che ora, se fosse approvato il ddl andrebbero ai domiciliari: la metà è costituita da stranieri e molti sono clandestini, senza casa, dove dovrebbero scontare i domiciliari?»

Queste dichiarazioni hanno generato qualche imbarazzo nel governo, dato che la proposta era stata avanzata dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha comunque smorzato subito ogni polemica negano la volontà di fare un nuovo indulto o un’amnistia.

«Com’è noto – ha detto il Guardasigilli - non vogliamo svuotare le carceri e nessun detenuto sarà messo in libertà. Vogliamo realizzare 21.479 nuovi posti nelle carceri proprio perché non intendiamo procedere a nuovi indulti o nuove amnistie» proseguendo poi: «Per questo obiettivo, il Governo e il Parlamento hanno previsto ben 600 milioni di euro per le nuove carceri solo per il primo anno. Si è previsto di assumere 2000 nuovi agenti di polizia penitenziaria: un record assoluto. Abbiamo previsto delle norme straordinarie per realizzare le carceri in tempi rapidissimi». La frenata arriva, poi, anche sui domiciliari, Alfano infatti, ha rassicurato dicendo che non ne saranno concessi a coloro che non hanno una dimora.

Angelino Alfano, ministro della Giustizia

Di fronte ad un nuovo battibecco nella maggioranza, l’opposizione getta benzina sul fuoco: «A questo punto non ci sono più scuse, le dichiarazioni del ministro Maroni dimostrano che il governo è spaccato sulle politiche della giustizia e della sicurezza e che il provvedimento sulla messa alla prova e sul carcere domiciliare è solo un grande bluff» ha dichiarato Donatella Ferranti, capogruppo del Pd alla commissione Giustizia della Camera.

Più rassegnato, invece, è il commento di Rita Bernardini dei Radicali che ha dichiarato: «Alle sparate del ministro Maroni ci siamo abituati ma il problema serio è che lui va a reti unificate su tutti i tg senza che nessuno possa replicargli».

Mentre Massimo Donadi dell’Idv ha duramente criticato il ddl dicendo: «Ci fa piacere che anche il ministro dell’Interno Maroni se ne sia accorto. Il ddl svuota-carceri è una bufala, perché è un indulto mascherato che svela il lassismo del governo sul tema della sicurezza e non risolve il problema del sovraffollamento nei penitenziari. Alle parole di Maroni ora speriamo che seguano fatti conseguenti».

Tempi duri per Berlusconi, insomma, dopo le frecciate dei finiani arrivano quelle dei leghisti, sempre più all’attacco del federalismo, per non contare, poi, il fattaccio dell’ormai ex ministro Scajola. Cose che, messe tutte assieme, rischiano di aprire una frattura insanabile nel governo.

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