Marò, reazione Italia: si riparla dell’India fuori dall’Expo

Sul caso dei Marò l'Italia reagisce con determinazione. In molti propongono un'esclusione dell'India dall'Expo. Vicenda complicata ma che va affrontata

maròSui due Marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, sequestrati in India per un “presunto” omicidio di due pescatori scambiati per pirati, da oggi si apre una fase di alta tensione, come si legge nel comunicato di queste ore del Ministro degli esteri Paolo Gentiloni. «Di fronte a un atteggiamento così grave - scrive la Farnesina - il governo si riserva i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi – precisando però che – non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche».

ISTANZE RIGETTATE – Ieri mattina la decisione della Corte suprema indiana ha portato al rigetto di entrambe le istanze avanzate dai legali dei due Marò, i quali chiedevano un alleggerimento del regime di libertà provvisoria del quale i due militari godono dal gennaio 2013. Nello specifico, si chiedeva all’India si prorogare a Latorre le cure nel nostro Paese per l’ischemia diagnosticata mesi fa, mentre per Girone la richiesta prevedeva un periodo di avvicinamento alla famiglia per le prossime feste natalizie, sopratutto accanto ai suoi due figli, che soffrirebbero di forte stress per la lontananza del padre. In altre parole l’India ha rigettato istanze squisitamente umanitarie, provocando un ulteriore strappo diplomatico tra i due Paesi. Il Ministro Pinotti, intervenendo ieri a ‘Porta a Porta’, si è dichiarata sgomenta, definendo una «doccia fredda» la decisione della Corte Suprema indiana e promettendo che il tema sarebbe stato trattato nel briefing interministeriale svoltosi questa mattina. Sulla vicenda si è espressa anche Federica Mogherini, Alto rappresentante europeo per gli affari esteri, che in un tweet ha dichiarato che «la questione dei due marò italiani, ancora irrisolta, può avere un impatto sulle relazioni complessive tra India e Ue. L’Unione Europea – aggiunge – continuerà a seguire la questione, in contatto con il Governo italiano, e reitera la richiesta di una rapida soluzione».

maròIRRITAZIONE E DECISIONE – La questione dei Marò è irritante nel merito e nel metodo e le responsabilità sono molteplici. Nel merito, la prima obiezione all’India è l’ancora non pervenuto capo di imputazione nei confronti dei due militari e questo si configura come il principale vulnus, che non giustifica minimamente il comportamento contra iure del Paese indiano. E nel metodo, dopo quasi tre anni, non si possono trattenere due militari di un altro Stato senza attribuire formalmente loro un reato su cui processarli. Inaccettabile, d’altro canto, che da parte italiana non si siano ancora intraprese serie iniziative diplomatiche di rottura con l’India, così come non è comprensibile il mancato appello del nostro Paese a realtà sovranazionali come l’UE, la Nato e persino l’ONU. Risulta piuttosto debole la dichiarazione rilasciata dal presidente della Corte H.L. Dattu, secondo cui «le indagini non sono concluse e vanno rispettati tempi del sistema legale» – concludendo che – «le vittime hanno i loro diritti»; un’obiezione fragile visto che da tempo, seppur con una certa lentezza, il nostro Paese chiede l’arbitrato internazionale e da sempre ha rispettato la discutibile istruttoria indiana che – viene ribadito – tira e molla sul capo di imputazione. Vicenda scivolosa che – evidentemente – ha già travalicato il fatto in sé ed è già approdata su un altro territorio, quello di una prova di forza muscolare fra i due Paesi.

Non è una provocazione nè una forzatura pensare di ridiscutere la presenza dell’India all’Expo, ritenuta sgradita da buona parte dell’opinione pubblica. Il dibattito si riaccende perché appare incomprensibile l’atteggiamento puntiglioso e poco distensivo della giustizia indiana. Vedremo nei prossimi giorni, anche se l’irritazione giunge persino dal Quirinale. Napolitano – fanno trapelare le indiscrezioni – non ha gradito il diniego nei confronti dei nostri militari.

Giuseppe Trapani

foto: qelsi.it twitter.com @FedericaMog

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