Markus Rehm, il caso: salto in lungo da record o protesi bionica?

Il caso Markus Rehm: il campione tedesco di salto in lungo ha una gamba amputata, rimpiazzata da una protesi 'bionica'. Avvantaggiato? Pare di sì

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Markus Rehm (sportschau.de)

Markus Rehm sarà il nuovo Pistorius. Non glielo auguriamo di certo per i noti fatti di cronaca che hanno stroncato la carriera del velocista sudafricano. Ma quando un atleta disabile vince il titolo di salto in lungo tra gli atleti normodotati, è impossibile che il caso non finisca sulle prime pagine di tutti i giornali. Soprattutto se il salto vincente, un mostruoso 8 metri e 24 che gli è valso il titolo di campione nazionale tedesco, è ottenuto utilizzando come piede di stacco proprio quello con la protesi “bionica”.

INCIDENTE DI SCI NAUTICO A 14 ANNI Markus Rehm, nato a Leverkusen il 22 agosto del 1988, ha perso la gamba destra a 14 anni. Un terribile incidente mentre faceva sci nautico: un salto sbagliato, la caduta in acqua e Markus viene travolto da un’altra barca che sopraggiungeva. Il motore lo risucchia verso di sé e gli trancia la gamba destra. Una carriera promettente stroncata, ma una nuova porta che si apre dopo dolori e sofferenze. La prima protesi a 15 anni, a 20 l’inizio della carriera agonistica nell’atletica leggera e a 21 anni già il primo titolo di salto in lungo, nella categoria F44.

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Markus Rehm a 15 anni, poco dopo il terribile incidente (website-english.markus-rehm-88.de)

Poi l’evoluzione dei materiali, le protesi ipertecnologiche, ma soprattutto l’abnegazione e l’impegno: Markus Rehm diventa un fenomeno. Nel 2012 vince le paralimpiadi con 7,35 metri, staccando di oltre un metro il secondo classificato. Quest’anno fa il bis ai mondiali paralimpici, il secondo classificato resta dietro di un metro e 17 centimetri. Poi la partecipazione ai campionati nazionali tedeschi, assieme ai normodotati. E lì Markus tira fuori una prestazione mostruosa, con un salto spaziale: 8 metri e 24. Questo salto.

VANTAGGI? AD OCCHIO SÌ - Il secondo classificato, l’ex campione europeo Christian Reif, si ferma a 8 metri e 20. Markus Rehm, che da 10 anni vive con una protesi al posto della gamba destra, è campione nazionale tedesco di salto in lungo, in mezzo a coloro che le gambe le hanno tutte e due. Però quella protesi solleva dubbi e perplessità nel mondo dell’atletica. Sarà un nuovo caso Pistorius, ma qui c’è poco in comune con il velocista sudafricano: i vantaggi di Markus Rehm, senza falsa retorica, ci sono.

MENO VELOCITÀ, MOLTA PIÙ SPINTA - Nel salto in lungo contano velocità in rincorsa e stacco. Markus è penalizzato nella fase di rincorsa – anche se la partenza in piedi e non sui blocchi riduce il gap rispetto ai normodotati, e Markus la soffre in maniera minore rispetto a Pistorius in quanto fa il primo passo dando la spinta sulla gamba sana, quella sinistra – ma ha un grande vantaggio in fase di stacco: spinge sulla protesi. E un’articolazione “bionica” fatta di un misto di fibra di carbonio e metallo restituisce un’elasticità sicuramente migliore di quella di un comune arto umano. La parte terminale della protesi, quella curva, è stata addirittura appositamente finanziata da uno sponsor islandese. Per capire meglio i vantaggi – non dimostrati, ma sicuramente oggetto a breve di approfondite analisi della IAAF – possiamo confrontare il salto di Markus Rehm con uno di Chritian Reif nel 2007, per quello che all’epoca fu il suo primato personale con 8,19 m. Una distanza molto simile a quella da record di Rehm.

SALTO NORMALE, PARABOLA DIFFERENTE Impossibile non notare le differenze ad occhio nudo: Reif è avvantaggiato nella fase di rincorsa e raggiunge una velocità maggiore. Al momento della spinta, come tutti i saltatori in lungo, deve metterci molta più forza e alzare di molto la parabola della traiettoria in volo, per aumentare la profondità del salto. Markus Rehm “vola” quasi parallelo alla sabbia prima di atterrare. La protesi in carbonio sembra dargli un surplus di potenza in spinta inconcepibile per una qualsiasi articolazione umana.

MISURA VALIDA PER GLI EUROPEI DEI NORMODOTATI - Il problema? È che l’8,24 di Markus Rehm vale teoricamente la qualificazione agli europei di atletica leggera di Zurigo, dal 12 al 17 agosto. Quelli per normodotati. La patata bollente è tutta nelle mani della Federazione Internazionale di Atletica Leggera. A Rehm servirebbe un lasciapassare apposito per gareggiare in campo europeo, a differenza di quanto successo in Germania. D’altra parte un vantaggio “visivo”, seppur palese, non è motivo sufficiente per la IAAf per dire che l’atleta tedesco abbia realmente un aiuto dalla propria protesi hi-tech. Disabile e discriminato perché troppo forte: il possibile amaro destino di Markus Rehm.

Francesco Guarino
@fraguarino

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Una risposta a Markus Rehm, il caso: salto in lungo da record o protesi bionica?

  1. avatar
    Un Atleta 28/07/2014 a 23:55

    L”unica cosa che ho notato mettendo a confronto i due filmati e’ che al contrario di come è scritto nel articolo Reif non è’ assolutamente più veloce di Markus…anzi Markus e’ quasi 3 decimi più veloce.
    Quindi io tutto questo “palese” non lo vedo.
    Vediamo cosa decideranno……

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