Mario Monti si dimetterà dopo l’approvazione delle leggi di bilancio

Il governo tecnico di Mario Monti è durato poco più di un anno

Roma – La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno nella tarda serata di sabato, a mezzo comunicato stampa diffuso dal sito internet del Quirinale: il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha deciso di rassegnare le dimissioni dall’incarico ricoperto allorché il Parlamento avrà approvato la legge di stabilità e quelle di bilancio, che hanno sostituito negli anni scorsi, rispettivamente, la Finanziaria e il Decreto di programmazione economica e finanziaria (Dpef).

La decisione di Monti sarebbe maturata a seguito dell’astensione del Popolo della Libertà dal voto alla fiducia sulla legge di stabilità, provvedimento poi approvato con i voti favorevoli del Partito Democratico e dell’Unione di Centro, e in particolare dopo le parole di attacco al governo del segretario PdL Angelino Alfano, che ha accusato, come il gran capo Silvio Berlusconi, l’attuale esecutivo tecnico di aver totalmente sbagliato le politiche economiche negli ultimi dodici mesi.

Nel comunicato della presidenza della Repubblica, in particolare, si legge: «Il Presidente del Consiglio ha dal canto suo rilevato che la successiva dichiarazione resa ieri in Parlamento dal Segretario del PdL on. Angelino Alfano costituisce, nella sostanza, un giudizio di categorica sfiducia nei confronti del Governo e della sua linea di azione».

La dinamica appare straordinariamente simile a quella che portò Monti a Palazzo Chigi, dopo che il Cavaliere decise di dimettersi, lo scorso novembre 2011. Il professore, tuttavia, ha fatto trapelare, anche grazie al comunicato già citato, una grande insoddisfazione e una stizza istituzionale, già espressa in occasione dell’inaugurazione della stagione concertistica alla Scala, quando il premier aveva detto che «il Re Sole si è allontanato da me», alludendo proprio a Berlusconi.

Prosegue la nota del Quirinale: «Il Presidente del Consiglio accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l’esercizio provvisorio – rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo – siano pronte a concorrere all’approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio».

La legge prevede che, qualora entro il termine dell’anno solare, il Parlamento non abbia approvato le leggi che regolano entrate e uscite dello Stato, il governo possa esercitare un esercizio provvisorio delle spese, per un periodo non superiore a quattro mesi, spendendo al massimo 4/12 del bilancio “ufficioso”. In un periodo di crisi sociale e finanziaria, e con la minaccia incombente delle fluttuazioni dei mercati, l’esercizio provvisorio potrebbe rappresentare un dramma per la credibilità dell’Italia, e su questo lato punta Monti, minacciando le dimissioni per arrivare a una rapida approvazione delle leggi, dimettersi, e lasciare spazio alla campagna elettorale.

Stefano Maria Meconi

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2 Risponde a Mario Monti si dimetterà dopo l’approvazione delle leggi di bilancio

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    Fulvio 09/12/2012 a 15:13

    Io non metterei l’apostrofo fra “un” e “esercizio”…

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      MaraGuarino 09/12/2012 a 15:48

      Gentile utente, il refuso era stato tempestivamente corretto. La ringraziamo comunque per la sua segnalazione. Cordiali saluti

      Rispondi

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