Marche nella bufera. Ricci: “Scandaloso pagare l’Esercito”

militari

Militari al lavoro nel comune di Cesano

Pesaro-Urbino –  Marche nella bufera delle polemiche.  Il “tariffario” previsto dall‘Esercito per gli interventi di soccorso anti-neve, sta scatenando il malcontento di comuni e popolazione che si sono visti recapitare dall’Arma il conto delle prestazioni.

Cifre non irrisorie. Si parte dai 200 euro al giorno per l’uso di un bobcat a 900 euro di spesa per una ruspa e 100 euro per il lavoro manuale dei soldati che, per di più, richiedono vitto ed alloggio. E oggi si replica ad Ancona dove le pessime condizioni del tempo necessitano l’intervento dell’Esercito. Il sindaco della città, Fiorello Gramillano, però non approva le richieste soprattutto ‹‹in un momento come quello che si sta vivendo attualmente››. Tuttavia il primo cittadino non desidera prestare il fianco a dissapori e garantisce che gli impegni saranno onorati anche se, sottolinea : ‹‹non trovo giusto che nel momento in cui c’è un’emergenza, una calamità, questa debba essere a carico della comunità colpita. Questo – ha continuato il sindaco  - al di là della professionalità e disponibilità mostrata dal maggiore e dal capitano che sono appena arrivati in città, e che ringrazio per il lavoro che hanno già cominciato a fare››.

Non tutti, però, sono così accondiscendenti. Il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino, Matteo Ricci, per esempio non lesina critiche al modo di operare dell’Esercito, vellicando inutili speculazioni nel momento di maggior bisogno per la cittadinanza.

Racconta il presidente che al sindaco di Colbordolo, in ragione dell’intervento, è stato chiesto un saldo di 800 euro in cambio di 10 militari. ‹‹Il sindaco ha rifiutato›› spiega Ricci e continua: ‹‹è una richiesta scandalosa››. ‹‹Non è la cifra ad essere incredibile – chiarisce Ricci -, ma piuttosto la situazione: siamo in un momento in cui tutti fanno fronte all’emergenza senza guardare alle spese. Sono in atto collaborazioni straordinarie a tutti i livelli, anche istituzionali, per raggiungere i risultati che per noi significano togliere dall’isolamento le frazioni, garantire la pulizia delle strade principali, transennare i palazzi, dare asistenza agli anziani››.

Per il presidente la questione non solo di principio ma anche economica. L’emergenza implica e implicherà un costo di milioni per ristabilire l’ordine cittadino. Capitali che, dice Ricci: ‹‹non abbiamo e che non sappiamo se mai avremo visto i tagli e il patto di stabilità››.

Una situazione, dunque, preoccupante e ancora molto grave date le continue ricadute del maltempo che, anche in queste ore, si sta abbattendo in particolare sul Nord e Sud Italia e che la nuova polemica non aiuta ad affrontare.

Al momento, nelle Marche, tra le zone di Pesaro ed Urbino stanno lavorando circa una trentina di militari e il presindente Ricci non manca di ribadire quello che, a suo dire, è un maltolto: ‹‹Se chiediamo lo stato d’emergenza vuol dire che siamo in una situazione problematica›› l’aiuto dell’Esercito, in quanto corpo dello Stato, è doveroso. Che dunque abbia un costo per gli enti locali, secondo Ricci, è davvero inaccettabile.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

 

 

 

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