Maratona heavy con i Big 4, ieri sera a Milano

MILANO – Metallica, Slayer, Megadeth, Anthrax: quattro nomi che hanno fatto la storia dell’heavy metal. Quattro gruppi che hanno rivoluzionato la storia del rock duro, e che, a distanza di 30 anni dalla loro comparsa sulle scene, richiamano ancora folle oceaniche ai loro concerti. Un evento unico nel suo genere: quattro band di altissimo livello che si alternano nello stesso giorno e sullo stesso palco, quello della Fiera di Milano a Rho. Una manovra commerciale forse. Un evento imperdibile per qualsiasi amante del rock duro certamente.

 

Alle 16.30, si parte con gli Anthrax. Il gruppo newyorchese si presenta in grande forma, sfoderando un classico dietro l’altro: Caught in a Mosh, Indians, Madhouse, Antisocial, Got the Time e così via per tutti i sessanta minuti della loro esibizione. Colpisce la precisione di Charile Benante alla batteria, una vera macchina da guerra, e la voce di un Joey Belladonna in formissima, che a tratti ha ricordato le impressionanti performance vocali della gioventù.

 

Verso la fine dell’esibizione, compare sul palco anche Scott Ian: il chitarrista e massimo songwriter della band aveva rinunciato al tour per stare vicino alla moglie incinta. A sorpresa si presenta sul palco per gli ultimi pezzi, tra cui Metal Thrashing Mad, scatenando la gioia dei fan. Conclude una veloce versione di Whiplash dei Metallica, chiaro tributo alla band headliner. Gli Anthrax hanno dimostrato di essere in forma, organizzati e di aver ancora voglia di suonare.

Salgono quindi sul palco i Megadeth: il quartetto capitanato da Dave Mustaine, coadiuvato dal bassista Dave Ellefson presenta una scaletta spacca-ossa composta dai classici della band: In my Darkest Hour, Holy Wars, Peace Sells, Wake up Dead, A Tout le Monde, tanto per citare alcuni esempi.

 

La band è in forma e la gente ha apprezzato la peformance. Mustaine dimostra per l’ennesima volta il suo talento, sfoderando assoli pazzeschi, spesso intrecciandosi con l’altro chitarrista, il bravissimo Chris Broderick.

Dal punto di vista prettamente tecnico e strumentale probabilmente i Megadeth sono stati i migliori: una precisa, potente e veloce macchina da guerra, senza imperfezioni. Se non fosse per la voce di Mustaine (che peraltro non è mai stato un cantante eccezionale), che non è più all‘altezza e in alcuni frangenti è risultata piatta, stanca e sfiatata. Un’ottima esibizione in ogni caso, grazie alla precisione tecnica della band e ad una scaletta molto azzeccata.

 

Penultimi a salire sul palco sono gli Slayer. Il gruppo più estremo, devastante dei quattro non si smentisce, sfoderando una ottima performance che ha entusiasmato il pubblico. Il concerto comincia in sordina, con alcuni brani della produzione recente della band, che evidentemente non hanno esaltato il pubblico, rimasto inzialmente tranquillo, forse anche a causa della calda giornata e di alcuni problemi di suono nelle battute iniziali dell’esibizione.

 

Orfani del chitarrista Jeff Hanneman (sofferente per un’infezione ad un braccio e sostituito dal bravo Gary Holt, in prestito dagli Exodus), la band sale di tono costantemente lungo il corso dell’esibizione, grazie anche a classici del calibro di War Ensemble, Raining Blood, Black Magic ed il gran finale con Angel of Death. Tom Araya è rimasto abbastanza statico (sono noti i sui problemi alla schiena) manifestando però la sua soddisfazione con grandi sorrisoni, mentre Kerry King si è mosso parecchio, agitando il suo capoccione avanti e indietro per gran parte della scaletta. Dave Lombardo è la solita garanzia di qualità dietro le pelli: precisione e potenza in un cocktail micidiale. In conclusione possiamo definire ottima anche la performance degli Slayer, peraltro sempre una garanzia di qualità nelle performance dal vivo.

 

Ore 21.30. I Four Horsemen salgono sul palco puntualissimi, introdotti come sempre dalla musica di Ennio Morricone. Partono con Hit the lights, primo brano del loro primo album. E’ una legnata micidiale che scatena immediatamente la folla già in delirio. Segue la famosissima ed immortale Master of Puppets. La band è in forma, vogliosa di dimostrare il proprio valore. Terminati i quasi 9 minuti di Master, la band si cimenta in una rara The Shortest Straw, ben suonata e dotata di un buon tiro. Segue una coppia paurosa composta da Seek & Destroy e Welcome Home (Sanitarium), entrambe da pelle d’oca. L’ottima Ride the Lightning, l’inaspettata ma molto gradita Through the Never e All Nightmare Long, unico estratto dal loro buon ultimo album Death Magnetic costituiscono un trittico devastante.

 

Si continua con Sad But True, potente e precisa, che precede la strumentale The Call of Ktulu. E’ il turno di un’altra manciata di classici assoluti: One, For Whom the Bell Tolls e una violentissima Blackened. I ritmi si abbassano con la melodia di Fade to Black ed con il riff trascinante di Enter Sandman. La band esce e sul palco compaiono alcuni amplificatori aggiuntivi: è l’ora della jam con tutti i membri dei Big 4. Oggi è il turno della cover dei Misfits Die, Die My Darling, al termine della quale i musicisti si abbracciano, lasciando poi spazio ai Four Horsemen per gli ulitmi due brani. Damage Inc. e Creeping Death chiudono così due ore e 20 minuti di concerto in cui i Metallica hanno dimostrato un’altra volta il loro valore e la loro potenza in sede live.

 

James Hetfield, apparso in finalmente in forma dopo i problemi di alcolismo di pochi anni fa, è un frontman in grado di trascinare qualsiasi tipo di folla e ieri sera è apparso particolarmente ispirato, spaziando su tutto il palco e duettando a distranza ravvicinata con gli altri membri, specialmente con Lars Ulrich. La scaletta scelta è stata oltremodo perfetta, incentrata sulla potenza di esecuzioni e sui classici, senza dare spazio ai capitoli meno convincenti della discografia della band. Lars Ulrich è parso in alcuni momenti pasticciare con il doppio pedale, e Kirk Hammett è sembrato impreciso in un paio di assoli. Piccolezze trascurabili nell’economia generale di una performance di altissimo livello che ha lasciato pienamente soddisfatti i 35.000 presenti.

 

Si spengono le luci e si torna alle proprie auto, diretti verso casa per dormire poche ore prima di una stancante giornata lavorativa. Stanchi, ma felici di aver preso parte ad un evento che rimarrà nella storia della musica rock.

Alberto Staiz

Foto| via http://static.guim.co.uk/

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Una risposta a Maratona heavy con i Big 4, ieri sera a Milano

  1. avatar
    Pietro bagpipe 07/07/2011 a 22:48

    Allora per quanto io possa condividere molto della tua recensione, molto accurata Amico Staiz, perché conoscendo anche la tua cultura musica che io lodo e continuerò ad attingere da te, credo ci sia da dire ben poco su quello che hai già detto, niente insulti, siamo obbiettivi, e stato un bel concerto, ci si aspetta magari qualche pezzo nuovo da qualcuno, ma ci accontentiamo lo stesso, parliamo dei Megadeth, un gruppo che a me personalmente non mi esalta, mi sono sembrati carichi mmmha non so il tutto e scemato poco dopo, non mi sono piaciuti molto dal vivo a conferma del fatto che non mi piace come gruppo ma io non sono obbiettivo, per il resto condivido totalmente quello che hai riportato, piccola parentesi hai problemi sul suono durante il concerto, ti pongo una domanda solo quello? a questa domanda rispondo dopo, parliamo del suono, a parte una giornata molto bella, il fattaccio durante gli Anthrax il suono andava è veniva un po per i cazzi suoi, oppure no, colpa della giornata ventilata che giocava brutti scherzi hai tecnici del suono, che spostava la propagazione in zone diverse…. ma gli Anthrax anno spaccato comunque in ogni modo, con grinta ed energia da vendere, che Odino mi fulmini se non andrò a vederli di nuovo se capita l’occasione, gli Slayer? Ma cazzo Staiz il King era in forma, ma lo hai visto come scapocciava? E un drago, come al solito invidio la sua barba hahaha comunque torniamo a noi mi spiace di Tom Araya ora mi sono spiegato il perché era un po fermo, non sapevo dei problemi di salute… Personalmente a me sono piaciuti, un ottima esibizione, credo che replicherò se capiterà l’occasione… I Metallica? Amico Staiz, ne sono rimasto estasiato, in certi brani letteralmente a bocca aperta, una band che anche dopo 30 anni ha POTENZA da vendere, ma vederli per la prima volta nel mio caso, dopo 3 concerti degni di nota, mi ha emozionato tantissimo, vedere James Hetfield a pochi metri da me, quasi quasi mi scappava la lacrimuccia… niente da dire condivido totalmente quello che hai detto e speriamo che continuino su questa ondata di potenza metal…

    oooooh arriviamo alle critiche, e si ci sono anche le critiche, ma non alle grandi 4 band che hanno suonato, loro hanno fatto il loro sporco lavoro e hanno divulgato il verbo del metallo tra noi discepoli… il dito della critica più spietata va… alla Arena Fiera di Rho Milano… signori una indecenza una vergogna uno schifo e una grande figura di merda… io che conoscevo la zona non ho avuto problemi a trovare ingresso e parcheggio… ma chi non sapeva, girava in tondo senza meta e informazioni utili, mi ha fermato molta gente per chiedermi dove era l’entrata… dov’è l’entrata? Signori ma che cazzo stiamo facendo pettiniamo le bambole, non c’era un cartello che indicasse una direzione, nessun infopoit, i pochi addetti sapevano il dialetto milanese e basta, e qualcuno il peruviano utile se fossimo un sud America… tutto questo capitava a poche ore dall’inizio del concerto, un disastro totale di organizzazione, VERGOGNA!!!!! Voci che girano dicono che hanno ritrovato un metallaro svedese in duomo che pogava con i piccioni. Ok sono calmo, sono calmissimo, non è vero, quindi continuo… altra indecenza, la gente buttava i rifiuti in terra, non perché erano maleducati, metallari di merda, ma perché non erano previsti siti di raccolta denominati CESTINI.. cazzo camminavo su una strada fatta di plastica per quante bottiglie c’erano in terra… Ho visto Peruviani, ora mi spiego perché la Security conosceva la lingua, che andava in giro con i cassonetti verdi e una pala a raccogliere lo schifo che c’era in terra, manco a Napoli, mettere un cestino in più? No faceva schifo, da quando a parcheggiato fino a quando non sono entrato nell’aerea concerto, non c’era un gabicesso manco a pagarlo, infatti abbiamo concimato l’area fiera per bene, per i prossimi 20 anni non dovranno fare altri interventi per quanto riguarda la concimazione del manto erboso, tanto che se piove un po in questi giorni, ci cresceranno le sequoie.. va bhe ci ritroviamo con gli altri, piccola sosta per riprenderci dal caldo… i soliti rompi balle che ti vogliono vendere l’acqua a e birra a 5 euro… Quello che ti vuole vendere il solito biglietto falso, è si falso, fra un po lo scrivono anche sopra per essere sicuri che chi lo compra e un coglione, a proposito, ma sti qui che vendevano bibite? lo scontrino? e vai di evasione fiscale in tanto la pattuglia di turno rompe a noi che abbiamo il tappo su la bottiglia, e scambiano Fabio per Osama Bin Laden, e si per entrare nell’area concerto, hanno fatto controlli che avrebbero fatto impallidire anche in aeroporto di Malpensa… ci hanno controllato 4 o 5 volte il biglietto, fra poco me lo chiedevano anche sotto il palco… e al controllo la domanda che la polizia ti faceva era: Ma la sua bottiglia ha il tappo in plastica? No guardi la mia e fatta di titanio rinforzato, la mia acqua e differente, e lui ti chiedeva con grande cortesia e vergogna: può cortesemente buttarlo via? Si lo faccio subito, non vorrei che rimanesse piena fino al bar dove ti fanno pagare una birra 5 euro, quindi svitavi il tappo e lo buttavi… a terra, il cestino manco qui, cosi uno che ha 4 bottiglie di acqua andava in giro come gesù, che andava ad abbeverare gli assetati, ma va bene anche questo, noi siamo metallari, siamo duri e rozzi ma sopratutto c’è l’abbiamo duro… entriamo nell’aerea concerto, si respira un aria buona, il solito bontempone che si fa su la canna voi direte, si anche e più di uno, ma la cosa mi fa felice fumo gratis, ho potuto ammirare una manciata di carabinieri anti sommossa, vestiti a modo di umbrella corporation erano bellissimi, serbavano una allegra scolaretta che imparavano a riconoscere il metallaro buono da quello cattivo, e noi che ringhiagli dietro, come amo l’Italia, proseguiamo e troviamo finalmente un cestino dove butto la mia bottiglia senza tappo, eeeeeeh udite udite una 50ina di cessi… ora io dico, cosa si aspettavano, che a guardare il concerto venivano in 10 persone? va bheee, andiamo avanti mi guardo in giro, e il mio occhio Genovese acquisito con sudore, cade sulla bancarella delle magliette, non bastava la birra a 5 euro, che per quel prezzo speravo in un litro… ma le magliette con prezzi da capo giro, infatti sono svenuto, partivano da 25 a 45 euro, per quel prezzo si devono lavare stirare e indossare da sole e devono pure andare a lavoro per me… ma anche questo non mi ha fatto vomitare, tanto era difficile ubriacarsi costava troppo, guardo il palco, e una cara amica ci ha fatto notare subito una cosa…. il palco era stato montato ad altezza puffi… ma porca di quella miseriazza boia incuruneta… come fai a mettere un palco cosi basso? Se beccavo uno più alto di me mi oscurava il palco, tutti quindi, io sentivo e basta, e mi facevo raccontare il concerto da Staiz che era l’unico che vedeva… Ma voi direte, ma non c’erano i tabelloni che proiettavano il concerto, si 2 quando funzionavano, e ben nascosti prima che poi io riuscivo a vederli… praticamente sono andati alla modellistica, hanno comprato un kit palco +schermi strapiccoli+ 50 cessi (costavano troppo) scala 1:10 lo poi lo hanno montato, e che ci posso fare, sono alto quanto Gimli… altre critiche? mmh no tranne che tanta patata ma tutta fidanzata ahahaha bella metallari ci si sente e spero ci si vede in concerto, ciao ragazzi, grazie Staiz sei sempre il migliore.

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