Maradona a processo per diffamazione contro Equitalia

Nuovo processo contro Equitalia per Diego Armando Maradona: stavolta l'accusa è di diffamazione

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Diego Maradona dopo il discusso litfing di qualche mese fa

Diego Armando Maradona adesso ha un altro conto aperto con Equitalia. Oltre alla sentenza della Corte di Cassazione del 17 febbraio 2005 che condanna il pibe de oro a pagare 31 milioni di euro per evasione fiscale (sentenza attualmente sospesa dopo un parere della Commissione tributaria), il sinistro più magico della storia del calcio andrà a processo anche per diffamazione nei confronti dell’ex presidente di Equitalia Attilio Befera. Maradona aveva dichiarato in diverse interviste rilasciate nel 2012 di essere “vittima di una persecuzione basata su documenti falsi e procedure irregolari”, da parte dell’ente di riscossione delle tasse Equitalia.

PROCESSO PER DIFFAMAZIONE - Inizierà il 19 luglio 2015 il processo per diffamazione a Diego Armando Maradona: il rinvio a giudizio davanti al giudice monocratico di Roma dell ex Pibe de Oro e del suo avvocato difensore Angelo Pisani è stato reso ufficiale oggi. È stata accolta la tesi del pubblico ministero Nicola Maiorano in merito a “una serie di dichiarazioni, tra interventi pubblici e interviste a organi di informazione” in cui aveva Maradona ripetuto più volte di essere vittima di una persecuzione strumentale da parte di Equitalia.

IL GESTO DELL’OMBRELLO A EQUITALIA - Tra le varie intemperanze di Maradona contro il Fisco italiano, la più celebre è probabilmente il gesto dell’ombrello in diretta tv su rai 3, mentre era ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa. Equitalia ha deciso di costituirsi parte civile nel processo. Gli avvocati di Maradona e di Angelo Pisani si sono mostrati critici più sulla competenza territoriale che sulle accuse al Pibe: secondo loro la sede del processo dovrebbe essere Cassino. I legali avevano anche depositato la sentenza della Commissione tributaria che scagionerebbe completamente Maradona dalle sue pendenze, e le sue dichiarazioni ‘rientrano in un alveo di legittimità’.

MARADONA, STORIA DI UN’EVASIONE FISCALE DA 6 MILIONI (DIVENUTI 39) - I guai con il Fisco di Maradona risalgono al tempo in cui il numero 10 del Napoli giocava in Italia. Nel 1989, come ricostruisce il Corriere della Sera, la Guardia di Finanza rilevò degli introiti da parte di società straniere in favore di Maradona, Careca e Alemao. Mentre i due brasiliano fecero ricorso e limitarono i danni, Maradona proprio in quel periodo entrò nel tunnel della droga ed iniziò la sua “fuga” dall’Italia, con la positività all’antidpoing del 1991.

La somma che Maradona avrebbe dovuto al Fisco era di 6 milioni di euro, lievitati fino a 39 milioni grazie agli interessi maturati fino ad oggi. Nel 2005, anno della sentenza della Corte di cassazione, a Maradona furono sequestrati 3 milioni di euro per la partecipazione a un programma televisivo italiano, mentre l’anno successivo gli sono gli vennero confiscati due orologi dal valore di 10mila euro ed un orecchino di diamanti.

Francesco Guarino
@fraguarino

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